Addio alle microplastiche nei cosmetici, una importante vittoria

Anche questa volta l’Italia si è dimostrata all’avanguardia nella tutela: dal primo gennaio 2020 è scattato il divieto alle microplastiche nei prodotti cosmetici da risciacquo. Uno stop previsto dalla Legge di Bilancio 2018

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Dal primo gennaio in Italia sono bandite le microplastiche dai cosmetici da risciacquo: saponi, creme, gel esfolianti, dentifrici. La legge prevede il divieto di “mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche”, pena multe severe e in caso di “recidiva” stop alla produzione.
Uno stop previsto dalla Legge di Bilancio 2018 , con un emendamento a firma dell’allora presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci.

“Dal 1° gennaio 2020 le microplastiche nei cosmetici saranno definitivamente vietate. La lotta all’inquinamento da plastica è un fronte sul quale l’Italia ha fatto da apripista con la messa al bando delle buste non biodegradabili e con un mio emendamento alla legge di Bilancio ha già vietato dal primo gennaio 2019 i cotton-fioc non biodegradabili e da dopodomani, le microplastiche nei cosmetici. Misure, le ultime due, approvate all’unanimità dal Parlamento nella scorsa Legislatura e sostenute con forza dal mondo ambientalista, in particolar modo da Legambiente e Marevivo. Siamo primi al mondo ad aver fatto questa scelta, ma resta ovviamente moltissimo da fare contro il marine litter. Nel caso, in particolare, dei cosmetici la nostra scelta è particolarmente importante perché siamo leader assoluti nel settore: oltre il 50% del make up del mondo si produce infatti in Italia. Questo rende le nostre produzioni più orientate al futuro e per questo più competitive”. Lo ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola.

Un traguardo, che, sottolinea l’associazione ambientalista Marevivo, risulta particolarmente significativo per l’Italia, dove viene prodotto circa il 60% del make-up al livello mondiale. La legge prevede il divieto di “mettere in commercio prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche”.

Cosa sono le microplastiche?

Le microplastiche sono anche quelle “briciole di plastica” non biodegradabili tanto, troppo, frequenti soprattutto nei prodotti esfolianti. Hanno un ruolo importante nella nostra beauty routine, ma provocano danni molto seri all’ambiente (e alla nostra salute, visto che i pesci che le ingoiano spesso finiscono sulle nostre tavole).

I cosmetici che contengono microplastiche sono facilmente riconoscibili, ed evitabili: ti basterà controllare che tra gli ingredienti ci sia il terminepolyethylene. Il polietilene è infatti la più diffusa tra le microplastiche e, tra i cosmetici, è frequente soprattutto in scrub e prodotti esfolianti, che ne contengono quantità davvero impressionanti.

Scrub : è un trattamento esfoliante della pelle grazie all’azione meccanica di micro-granuli o principi attivi chimici o enzimatici che hanno la capacità di eliminare i pori, rimuovere le cellule morte della pelle e le impurità dalla superficie dell’epidermide.

Saponi, creme, gel, dentifrici: sono tantissimi i prodotti cosmetici in commercio che contengono al proprio interno frammenti o sfere di plastica di dimensione inferiori a 5 millimetri. L’industria cosmetica utilizza, infatti, microplastiche come agente esfoliante o additivo in diversi prodotti di uso quotidiano.

L’emendamento non comprende tutti i prodotti cosmetici: per questo, sottolinea Marevivo è indispensabile continuare a sensibilizzare e promuovere un consumo consapevole, almeno finché non si otterrà la regolamentazione dei frammenti contenuti nei flaconi di tutti i prodotti.

Quali sono i cosmetici inclusi nella legge?

A gennaio solo i cosmetici esfolianti e i detergenti che hanno bisogno di risciacquo saranno coinvolti nel divieto, cioè quel tipo di prodotti che contengono microplastiche che agiscono insomma come esfoliante sulla pelle.  Per intenderci, i cosmetici come i trucchi con i glitter luccicanti, potranno essere ancora commercializzati.

Leggere bene l’etichetta

L’indicazione di eventuali plastiche si trovano nell’elenco degli ingredienti, il cosiddetto INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

Gli ingredienti vietati sono:

  •  Polyethylene (PE)
  • Polymethyl methacrylate (PMMA)
  • Nylon
  • Polyethylene terephthalate (PET)
  •  Polypropylene (PP)

Una questione non solo di “cosmetica”, ma di salute

Secondo l’ultimo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) , ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63,320 particelle di microplastica. Il Mediterraneo è uno dei mari più inquinati al mondo, con una concentrazione del 7 per cento delle microplastiche al livello globale. Si stima siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica sparsi per tutto il Mediterraneo.

La presenza di microplastiche in mare costituisce una minaccia per l’ambiente e per gli animali marini che, scambiandole per cibo, le ingeriscono, ma rappresenta un pericolo anche per gli esseri umani. Secondo l’Ispra, infatti, il 15-20 per cento delle specie marine che finiscono sulle nostre tavole contengono microplastiche e solo in Italia, avverte l’associazione ambientalista, una persona consuma in media circa 25 chili di pesce all’anno.

L’enorme problema delle microplastiche in mare è ormai noto. Tra le tante cose che ognuna di noi può fare per contrastarlo, o almeno per evitare di peggiorare la situazione, è fare una scelta più consapevole dei prodotti che utilizziamo quotidianamente.

Legge di Bilancio su una strategia europea per la plastica nell’economia circolare

Microplastics, microbeads and single-use (Unep)

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