Bracconaggio, duro colpo al traffico d’avorio

Il WWF rilancia la petizione rivolta al ministro dell’Ambiente Costa per il bando dell’avorio in Italia. Bisogna fare presto: il bracconaggio uccide 55 elefanti al giorno

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Bracconaggio, sequestro record nei giorni scorsi in Cina. Le autorità hanno portato a termine un importante risultato arrivando a requisire ben 2.748 zanne d’avorio, il risultato del massacro di 1.374 elefanti. Riporta la notizia il Network TRAFFIC, di cui fa parte anche il WWF oltre alla IUCN.

Ma c’è ancora molto da fare. Il commercio illegale di specie selvatiche – stimato per un valore di quasi 20 miliardi di dollari USA l’anno – sta devastando alcuni degli animali più preziosi al mondo, come i pangolini (uccisi per il commercio delle loro scaglie), tigri, rinoceronti ed elefanti, ma anche rari alberi come il palissandro e il teak.

Circa 20.000 elefanti africani vengono uccisi ogni anno, 55 al giorno, a causa del commercio illegale di avorio. La popolazione di elefanti e’ ridotta al 10% rispetto ad un secolo fa, mentre la Tanzania – un tempo vero e proprio paradiso degli elefanti – ne ha persi il 60% solo negli ultimi 5 anni.

Bracconaggio, duro colpo al traffico d'avorio
A Parcs Gabon eco guard pours gasoline over the stockpile of Gabon’s entire cache of illegaly poached elephant tusks and ivory, Libreville, Gabon, 27th June 2012. Gabon’s President Ali Bongo Ondimba made history by ordering the burning of Gabon’s entire stockpile of illegal poached ivory. A bonfire with an estimated black market value of almost 10 million dollars – money that would have ended up in the hands of international crime syndicates.

“Il massacro di elefanti per il commercio dell’avorio è uno dei crimini più orrendi di cui si possa macchiare la nostra specie nei riguardi degli altri animali – ha detto Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia – Il recente sequestro in Cina dimostra che questa strage è ancora oggi all’ordine del giorno e che i responsabili continuano a operare con troppi pochi ostacoli. Questo anche perché molti paesi, come l’Italia, consentono ancora oggi di commerciare l’avorio che corrisponda a certe caratteristiche. Ma anche se antico, o precedente all’applicazione di leggi più recenti, il commercio cosiddetto “legale” di avorio rischia comunque di nascondere e facilitare il bracconaggio”.

Avorio, la petizione al ministro Costa

La Cina e la Francia hanno chiuso i loro mercati interni dell’avorio, ora tocca all’Italia, terzo esportatore di avorio al mondo. Ecco perché WWF YOUng e IFAW hanno lanciato una petizione rivolta al ministro Costa, chiedendo il bando totale dell’avorio in Italia. La petizione ha già raccolto oltre 57.000 firme. Ecco come firmarla.

“Nell’ultima conferenza internazionale sul wildlife trade il WWF ha sottolineato la necessità di affrontare il commercio illegale come un vero e proprio crimine organizzato, lavorare in collaborazione con nuovi partner e raddoppiare gli sforzi per ridurre la domanda di prodotti derivanti dalla natura. Anche il ruolo essenziale delle comunità locali è emerso con forza come tema unificante, mentre i ranger che operano sul campo devono essere messi in condizione di fronteggiare i criminali con mezzi e attrezzature adeguati”.

Bracconaggio, duro colpo al traffico d'avorio
Ivory confiscated by the Ministry of Forests and Wildlife from poachers and held in store.

Il WWF, dal canto suo, sta lavorando in collaborazione con governi, forze dell’ordine, aziende, altre ONG e organizzazioni internazionali per porre fine al commercio illegale di avorio. Questa è la direzione giusta per dire basta a una barbarie senza fine.

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