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Carovana delle Alpi, assegnate alla montagna 19 Bandiere Verdi e 12 Nere

I promossi e i bocciati  della Carovana delle Alpi di Legambiente del 2020: assegnate 19 Bandiere Verdi e 12 Nere. Meriti e demeriti di comunità e amministratori dei territori alpini in tema di ecosostenibilità

Come si legge su Legambiente, la Carovana delle Alpi di è una campagna di informazione nata nel 2002 per raccontare il territorio alpino, un’ecosistema fondamentale per la conservazione della biodiversità in Europa reso fragile dai mutamenti climatici e da uno sfruttamento eccessivo delle risorse.

Le bandiere assegnate

Le bandiere sono state assegnate ai Comuni e alle Regioni dell’arco alpino che si sono distinte in positivo e in negativo in tema di sostenibilità. Sono state esaminate le attività imprenditoriali, associazioni, comunità e consorzi.

Dal Friuli al Piemonte, attribuite 19 Bandiere Verdi che premiano pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale dei territori (due in più rispetto allo scorso anno). Mentre sono 12 (quattro in più rispetto al 2019) le Bandiere Nere che segnalano le lacerazioni del tessuto alpino. Sono state così distribuite:

  • Liguria: una bandiera verde
  • Piemonte: cinque bandiere verdi e tre nere
  • Valle d’Aosta: una bandiera verde e una nera
  • Lombardia: quattro bandiere verdi e due nere
  • Trentino Alto Adige: due bandiere verdi e due nere
  • Veneto: due bandiere verdi
  • Friuli Venezia Giulia: quattro bandiere verdi e quattro bandiere nere.

I promossi, le bandiere verdi

Chi si è contraddistinto per originalità e coraggio è stato promosso con la bandiera verde:

  • Il progetto Humus Job dell’associazione MiCò e Banda Valle Grana (CN), la piattaforma che mira a creare una rete di manodopera agricola trasparente per contrastare il caporalato.
  • L’ Azienda La Capra Felice (TN) fondata dalla determinazione dell’imprenditrice etiope Agitu Idea Gudeta, fuggita dal proprio Paese perché minacciata per il suo impegno contro il land grabbing. Alleva capre recuperando terreni demaniali abbandonati.
  • Il progetto di rinascita del Comune di Tramonti di Sotto (PN) che passa per l’arte e la rigenerazione urbana contro la marginalizzazione di un antico borgo fantasma, e quello di Dolomiti Contemporanee (BL) che grazie all’arte ha riattivato spazi dismessi o inutilizzati, trasformandoli in luoghi di azione culturale.
  • L’esperienza di didattica innovativa della scuola elementare di Valle Monterosso Grana (CN) che ha fatto del legame col territorio e dell’utilizzo della robotica in classe un volano per invertire lo spopolamento di un’intera valle.
  • Il Comune di Pomaretto (TO), per l’eroico recupero dei vigneti di Ramiè e dei terrazzamenti per la coltivazione delle viti, tramite fondi derivanti da una quota delle bollette dell’acqua potabile.
  • L’ Associazione Movimento Lento di Roppolo (TO), che propone il viaggio lento come stile di vita e lo sviluppo di una rete di percorsi a piedi e in bici, in Italia e all’estero, e consta anche di una Scuola e di una Casa del Movimento Lento, rifugio per viandanti lungo la Via Francigena e il Cammino di Oropa.
  • L’ ecomuseo del Cusio e del Mottarone in rappresentanza della Comunità del Cusio (VB), impegnata, attraverso il Contratto di lago, nel ripristino delle migliori condizioni possibili del lago d’Orta e nella valorizzazione storica e culturale dei “luoghi del lago”.
  • Promosse le Giunte regionali valdostane in carica dal 2014 a oggi per la realizzazione del percorso escursionistico sostenibile “Cammino Balteo”, sentiero ricco di emergenze storico-architettoniche che attraversa 48 comuni nell’ambito del progetto strategico “Bassa Via della Valle d’Aosta”.

Carovana delle Alpi, tutte le bandiere verdi

I bocciati, le bandiere nere

Chi ha avuto comportamenti dannosi, di inefficienza è stato bocciato con la bandiera nera:

  • Le  Giunte regionali della Valle d’Aosta e amministrazioni comunali di Issogne e Champdepraz in carica negli anni 2014-2019 per avere autorizzato la realizzazione di una discarica per “rifiuti speciali non pericolosi” a due passi dal Parco Naturale del Mont Avic.
  • La Regione Lombardia, per lo scarso impegno nell’impedire che gli ingenti sussidi della  PAC (Politica Agricola Comune) vengano assegnati agli allevatori della pianura e dei fondovalle a scapito dell’allevamento di montagna e della qualità dei pascoli alpini: un danno per gli agricoltori di territori svantaggiati a favore di grandi aziende di allevamento intensivo
  • Il Comune di Premana (LC) per avere realizzato in pochi anni, un tratto per volta e senza chiara pianificazione, numerose strade agro-silvo-pastorali e percorsi d’alta quota su ripidi versanti: interventi destinati a far crescere il rischio idrogeologico.
  • L’amministrazione comunale di Pontebb, in Friuli, per il sostegno a un progetto privato di sfruttamento idroelettrico del fiume Fella, celebrato, specie un tempo, per il colore delle sue acque: la centrale allontanerebbe definitivamente l’obiettivo di qualità ecologica previsto dalla direttiva acque.
  • La Parrocchia di Zuglio e al Ministero dei Beni Culturali (MiBACT), per la mancata tutela del Colle e della Pieve di San Pietro, interessate da opere e d’interventi privi di specifica autorizzazione in un sito vincolato dalla Soprintendenza alle Belle Arti.

Carovana delle Alpi, tutte le bandiere nere

Promossi e bocciati per tutelare il territorio montano a favore di un turismo sostenibile. Legambiente tiene conto della protezione e della valorizzazione della natura e del paesaggio alpino per la conservazione dell’identità culturale e sociale delle popolazioni locali. Ci vuole più coraggio, buona memoria e sostenibilità per mantenere un’attività di ricerca e di equilibrio fra uomo e ambiente.

Ricordiamo che da luglio a ottobre, i circoli locali di Legambiente organizzano passeggiate, trekking e incontri per guidarvi alla scoperta del territorio alpino.

Fonte: Legambiente

Articolo curato dalla redazione e realizzato con il contributo di Manola Testai.

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Foto Pixabay

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