Cingomma, dai vecchi copertoni di bicicletta agli accessori d’abbigliamento

Ogni anno, solo in Italia, si producono 380.000 tonnellate di pneumatici da smaltire. Rianimare la materia come i vecchi copertoni destinati alle discariche è l’obiettivo ecosostenibile di Cingomma, un’impresa di artigiani che crea accessori d’abbigliamento particolarmente interessanti

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Cingomma è un progetto nato a Torino da un un gruppo di amici artigiani che hanno puntato sul riciclo per creare  un’impresa.  L’idea consiste nel recuperare copertoni, camere d’aria di bicicletta usati, opportunamente sanificati, per dare vita a creazioni originali come cinture, borse, portafogli e accessori d’abbigliamento di vario genere. Un’importante scelta etica ed ecosostenibile. Green Planet News ha incontrato Ivan Sartorio, responsabile Marketing del brand.

Cingomma, dai vecchi copertoni di bicicletta agli accessori d'abbigliamento

Ivan,  puoi raccontare a Green Planet News come è nato il  progetto Cingomma?

Come molti progetti è nato nel corso di una cena. Un amico si dilettava nel realizzare cinture artigianali con copertoni usati di bicicletta. Due chiacchiere e da lì la sfida lanciata a Maurizio, il founder di Cingomma. Perché non provi con la tua esperienza nella lavorazione dei materiali a far diventare questa idea, un progetto imprenditoriale? Ecco com’è nato il progetto dieci anni fa.
Il primo pensiero che ci ha affascinato è stato quello di produrre in un modo nuovo, ridando vita a ciò che esiste. Cingomma, parlando di cinture, sono due i  concetti fondamentali: il primo legato all’idea di allungare la vita ai materiali altrimenti destinati alle discariche ed il secondo finalizzato all’utilizzo del prodotto.

Ambiente e lavoro due missioni che parlano di Positive Causes, di cosa si tratta?

Positive Causes è un’associazione che certifica prodotti e servizi la cui produzione e scelta dei materiali rispetta i principi di tutela del lavoro sostenibile e di salvaguardia dell’ambiente. Le aziende aderenti devolvono a Positive Causes parte del fatturato dei prodotti per i quali hanno ottenuto la certificazione.La certificazione per il consumatore è rappresentata da una label in tessuto apposta su tutti i nostri prodotti.
La numerazione è volutamente negativa perché vuole idealmente testimoniare quanti prodotti sono stati intercettati prima di giungere in discarica e rivitalizzati tramite un processo creativo. Per intenderci la prima cintura prodotta è stata la -1. Ad oggi abbiamo superato le 180.000 unità.

Cingomma, dai vecchi copertoni di bicicletta agli accessori d'abbigliamento

Un lavoro artigianale di cinture, borse, zaini, portafogli e portachiavi, tutti pezzi unici, come vengono creati?

Assolutamente un lavoro artigianale e 100% made in Italy. Ago, filo, macchine da cucire e abili artigiani che ci mettono del loro. Diversi materiali: camere d’aria e copertoni usati di bicicletta, scarti di neoprene industriale, banner pubblicitari recuperati dalle grandi affissioni vengono quotidianamente sanificati, controllati e utilizzati per creare accessori di moda unici e irripetibili.

In che modo recuperate i pneumatici, le camere d’aria usati?

Collaboriamo con moltissime ciclofficine dislocate sul territorio nazionale, intercettando un’esigenza.
Montagne di penumatici e camere d’aria devono essere smaltite dalle officine di bici e questo comporta oltre che un costo per i titolari delle aziende, uno spreco di materiale che danneggia l’ambiente.
Recuperiamo a nostre spese il materiale creando un processo di economia circolare win-win per tutti.
Le ciclofficine non hanno costi, noi abbiamo gratuitamente la materia prima e insieme facciamo un favore all’ambiente.

Cingomma, dai vecchi copertoni di bicicletta agli accessori d'abbigliamento

In che modo proponete, nel mercato, la vostra idea originale che fa bene all’ambiente?

Principalmente tramite la vendita in negozi di abbigliamento e concept store sia in Italia che all’estero. Collaboriamo direttamente con distributori in alcuni paesi europei. Come la maggior parte delle aziende abbiamo poi un nostro e-commerce, ma sempre nell’ottica di tutelare il  lavoro, evitando la consegna ad un privato dove nella sua zona risulta presente un nostro rivenditore.
Cingomma  è giusto che tuteli i negozi, che nel corso di questi dieci anni, ci hanno dato fiducia e fatto crescere. Inoltre se in zona è disponibile un rivenditore, consigliamo al cliente di uscire di casa, fare due passi e due chiacchiere con il negoziante.
I vantaggi sono molti: camminare fa bene alla salute, mantenere vive le relazioni umane è un atteggiamento che vogliamo preservare, e se questo permette inoltre di non far scomparire altri negozi, beh allora ci abbiamo guadagnato tutti!

Cingomma, dai vecchi copertoni di bicicletta agli accessori d'abbigliamento

#staiacasa, come vi siete organizzati in questo periodo di difficoltà causata dall’emergenza sanitaria?

Purtroppo come tutti siamo costretti allo smart working e a pensare cosa accadrà nel prossimo futuro. Temiamo per i negozi che sono in grande difficoltà e la ripresa, terminata la fase 1, sarà sicuramente  lenta. Ad aprile per stare vicino ai follower dei nostri canali social, abbiamo lanciato una nuova campagna: Tutti a casa! Cingomma vi ringrazia con un buono sconto – 20% sulla collezione on-line. E poi si continua a disegnare nuove collezioni, a pensare a nuovi prodotti, certi che questo momento di emergenza sta creando una nuova coscienza nelle persone di rispetto dell’ambiente e di maggior attaccamento e rispetto del made in Italy.

La fase 2 è alle porte e molte saranno le regole che dovremo seguire, e in attesa di poter entrare fisicamente in un negozio, possiamo curiosare online scoprendo le diverse proposte di Cingomma, un’impresa giovane, made in Italy  che privilegia l’etica del lavoro contribuendo al bene dell’ambiente.

Foto di Cingomma

 

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