#Congiuntifuoriregione, un colore ci allontana, ridateci la possibilità di abbracciare i nostri affetti

Nuovo Dpcm nuovi divieti. Ormai siamo abituati: ogni qualvolta il Presidente del Consiglio emana un nuovo Decreto partono nuove restrizioni che ci obbligano a rinunciare ad un pezzettino di normalità. L’ultimo ha diviso l’Italia in tre colori, come quelli della nostra bandiera, ma le tonalità sono differenti: niente bianco, niente verde, solo il rosso a cui si aggiungono l’arancio e il giallo

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Ed ecco che, in base al colore assegnato alla nostra regione d’appartenenza, viene legiferata la possibilità o meno di andare a trovare i nostri cari. Questi non sempre sono collocati vicino a noi, spesso si trovano in un’altra città o addirittura in un’altra regione.

E, come per il primo e inaspettato lockdown, gli italiani residenti in regioni cosiddette “Rosse” o “Arancioni” si sono ritrovati impossibilitati ad avere contatti fisici con i propri affetti.

Niente abbracci per i #Congiuntifuoriregione

Compagni, figli, parenti, amici più cari, niente abbracci fuori regione, niente baci, nessun contatto reale se non si risiede nello stesso territorio regionale.

Meno male che internet c’è, come sappiamo ci aiuta nelle relazioni in tempo reale, anche a distanza, ma la possibilità di abbracciare qualcuno virtualmente ancora non l’abbiamo inventata.

E proprio dal web e dalla sua prontezza mediatica è nato a marzo scorso un nuovo Hashtag che in pochissimo tempo è diventato un trend topic nei social: #Congiuntifuoriregione.

Un grido ai limiti di spostamento tra territori regionali, divisi da un confine che il Dpcm del 3 novembre scorso ha reso “colorato” e invalicabile.

È consentito infatti spostarsi da e per le sole regioni “Gialle” mentre il resto degli italiani rimane in uno stato di solitudine sociale che sta diventando un problema nel problema della pandemia.

#Congiuntifuoriregione dateci voce nell’autocertificazione per gli spostamenti

Dimenticati dall’autocertificazione che prevede la possibilità di spostarsi solo per motivi di lavoro, urgenza o salute, i congiunti fuori regione reclamano l’opportunità di introdurre i “motivi di famiglia” tra quelli che giustificano la possibilità di spostarsi tra regioni.

“Perché si vive anche di baci e abbracci con chi ci vuole bene” denuncia l’Hashtag #Congiuntifuoriregione, altrimenti si rischia di precipitare nell’isolamento sociale, nella solitudine.

Adesso che l’Italia è bloccata per colori, la sanità è in sofferenza e gli ospedali si riempiono di pazienti Covid sino all’ingestibilità, la paura di non poter riabbracciare i propri cari per le restrizioni ci fa sentire più soli e dimenticati.

Ma se la solitudine in psicologia è considerata uno stato d’animo che rimanda a sentimenti di incomprensione, in questo Hashtag tutto italiano la solitudine diventa concreta, reale, si tocca con mano, veste la nostra giornata in cui manca l’amore, l’affetto, la presenza fisica vera e propria dell’altro.

#Congiuntifuoriregione rimprovera il governo italiano al grido di “Il Covid ci ha tolto tutto non toglieteci anche ci ama” e ancora “Non siamo invisibili”.

Un vero e proprio appello alle istituzioni affinché vengano inseriti i motivi di famiglia tra quelli che giustifichino la mobilità tra le regioni. E ad accompagnare l’Hashtag si sono aggiunti i Tag a @Conte e @Boccia per essere immediatamente ascoltati dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per gli affari regionali.

L’economia e la salute prima di tutto, ma non dimentichiamoci anche della salute mentale, della sua importanza nell’influenzare quella fisica e la reazione alle malattie.

L’amore di un congiunto può aiutarci a superare le difficoltà legate a questa pandemia. Il sostegno morale si può manifestare in tanti modi ma niente può sostituire il calore di un abbraccio donato da chi più ci ama.

 

 

 

Foto : Pixabay

 

 

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