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Dimore Storiche del Lazio: scopriamole il 21 ottobre

Le Dimore Storiche: nel Lazio ce ne sono tante, tantissime, dislocate in 109 siti, pubblici e privati, di straordinaria bellezza, in un mix di arte, architettura, storia, cultura, giardini, paesaggi incredibili

Il 21 ottobre se ne possono visitare gratis ben 72: un’occasione imperdibile per scoprire questo patrimonio di grande fascino. La giornata è il primo evento ideato dalla Regione Lazio con il supporto di Lazio Innova e la collaborazione di I.R.Vi.T, Istituto Regionale Ville Tuscolane, Adsi, Associazione Parchi e Giardini d’Italia. Obiettivo: far conoscere la “Rete delle Dimore Storiche”, che si è costituita nel 2017 applicando un bella legge regionale del 2016, la numero 8, con la quale si intende valorizzare ville, parchi, giardini, complessi architettonici di cui il Lazio è splendidamente punteggiato.

Lo ha sottolineato il presidente della regione, Nicola Zingaretti, alla conferenza stampa che si è svolta a Roma oggi 11 ottobre presso i locali di un edificio salvato dal degrado e dall’abbandono e ora deputato a incontri ed eventi in cui si respira in pieno l’aroma prelibato della cultura: l’ex palazzo GIL, in pieno Trastevere, forme razionaliste dovute all’estro dell’architetto Luigi Moretti per realizzare la Casa della Gioventù Italiana del Littorio, tra il 1933 e il 1937. Ora si chiama WEGIL e il suo ritorno alla luce è stato reso possibile anche grazie all’opportunità offerta da “Art Bonus”, il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

“Valorizzare le Dimore Storiche”, ha detto Zingaretti, “e insieme ad esse il paesaggio e la cultura di cui sono parte integrante, è un valore aggiunto per la nostra regione”. Si disegna così un nuovo modello di sviluppo che risponde in pieno alle domande di un turismo affamato del ricco menu che regala questa eredità culturale-artistica-storica di cui il Lazio è particolarmente generoso e che può rappresentare un sicuro volano anche dal punto di vista economico. Non c’è solo la superba magia di Roma (dove peraltro certe Dimore Storiche sono sconosciute ai più) ma quella semplice e sofisticata, raffinata e rustica, opulenta e leggiadra, di tanti centri sparsi nella regione. Una scoperta continua da non lasciarsi sfuggire.

Alle Dimore Storiche la Regione Lazio intende destinare 500mila euro per lavori di manutenzione e recupero, attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nel mese di novembre, mentre dal primo di questo mese fino al 30 dicembre saranno aperti in via straordinaria i termini per presentare le nuove candidature.

Per visitare i 72 luoghi nelle diverse province, gli orari e le modalità sono diverse, comune solo l’obbligo della prenotazione: per questo e avere informazioni più precise bisogna curiosare nel sito www.dimorestorichelazio.it.

Tra le chicche che è possibile visitare per la prima volta, in uno scenario che racconta la storia dal medioevo al fascismo agli anni ’70 del secolo scorso: Palazzo Visocchi di Atina, Frosinone, decorazioni e arredi neoclassici tra cui un raro esemplare di carta da parati prodotta a fine ottocento con il sistema della macchina continua dalle Cartiere Lefevre di Isola del Liri; il Bastione La Favorita a Gaeta, Latina, con vista sul mare, risalente ai tempi della dominazione spagnola; Palazzo Latini di Collalto Sabino, Rieti, dal mood medievale; la duecentesca Abbazia di San Pastore a Greccio, ancora a Rieti; la Torre di Chia di Soriano del Cimino, Viterbo, quel che resta di un castello, una cinta muraria, due torri di cui una alta 42 metri. Pier Paolo Pasolini negli anni sessanta, durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo” approda qui e ne rimane ammaliato, tanto da dedicare al luogo gli ultimi versi del “Poeta delle Ceneri”. E nella grande Roma? Tra gli altri monumenti ci sono da ammirare il settecentesco Casale delle Vinacce, il Collegio Innocenziano di Piazza Navona il cui progetto si deve a Francesco Borromini, il Casale di Boccea, uno dei più antichi castelli suburbani del Lazio.

In apertura gli affreschi del piano terra di Palazzo Rospigliosi a Zagarolo, Roma: ospita il Museo Demoantropologico del Giocattolo.

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