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Distribuzione in Media Tensione: quali requisiti rispettare?

La distribuzione in Media Tensione è spesso utilizzata da realtà aziendali o a scopo distributivo per agglomerati di fabbricati. Vediamo quali sono le componenti fondamentali per gestire questo tipo di tensione

Com’è noto la distribuzione della corrente elettrica avviene su vari livelli e, in particolare, alta tensione, media tensione e bassa tensione. Il primo livello è riservato alle società elettriche e alle grandi infrastrutture capaci di servire interi territori. La media tensione, invece, ha alcuni usi diretti, come ad esempio nell’alimentazione della sede ferroviaria o nell’alimentazione di grandi aziende e l’ultima – la bassa tensione – ha scopi prettamente civili ed abitativi.

Per molte aziende o per agglomerati di edifici (pubblici o privati che siano) è spesso conveniente acquistare l’energia in media tensione per poi riconvertirla privatamente e distribuirla capillarmente in bassa tensione. Grazie, infatti, a cabine di trasformazione locale, è possibile adattare la corrente elettrica ad usi comuni.

La distribuzione in media tensione, oscillando fra 50 e 1000 volt per la corrente alternata e fra 120 e 1500 volt per la corrente continua, necessita di infrastrutture apposite che rispettino stringenti requisiti di legge, e di professionisti competenti per l’installazione e la manutenzione.

Normativa sulla Media Tensione

Ad oggi la normativa sull’installazione e gestione di tali impianti, a scopo industriale e non, è la CEI EN 62271-200, recentemente aggiornata. La normativa prevede specifici capitoli sulla sicurezza delle persone, requisito primario, sulla continuità del servizio elettrico e, relativa novità, sulla salvaguardia dell’ambiente.

Sono molti gli esperti che hanno infatti sottolineato la necessità di ridurre l’impatto ambientale generato dalla gestione di impianti a Media Tensione, ecco perché sono state emanate norme ad hoc per garantire la massima efficienza energetica.

Quali sono le categorie di quadri per la Media Tensione?

Gli apparecchi per la Media Tensione sono progettati e prodotti da poche aziende in Italia, le quali hanno sviluppato competenze molto avanzate. Considerato che l’uso della Media Tensione è potenzialmente molto vario, è necessario creare apparecchi che siano compatibili con la distribuzione primaria e secondaria (e con le tecnologie AIS, GIS e 2SIS). È ultimamente anche sorta la necessità del collegamento di tali quadri all’IoT, ovvero l’Internet of Things, in modo da poterne gestire il funzionamento in maniera centralizzata.

I quadri si dividono secondo due categorie: destinazione della distribuzione e isolamento elettrico. La prima categoria riguarda l’uso che si fa della media tensione: se è destinata all’uso comune, c’è bisogno di un quadro per la distribuzione secondaria; se è destinata ad altri impianti MT, ci sarà bisogno di quadri per la distribuzione primaria.

Altra distinzione si fa sulla metodologia di isolamento del quadro, che può essere a gas, ad aria o a liquido. Un esperto potrà suggerire quale tipo di impianto utilizzare secondo le necessità energetiche del committente. Tali quadri, infatti, possono gestire una potenza variabile fra i 20 e i 52 kW. La scelta andrà naturalmente effettuata in corrispondenza all’installazione o alla ristrutturazione delle cabine di distribuzione o dell’impianto elettrico. Affidarsi a uno specialista per la progettazione della distribuzione aiuta a rispettare le normative di riferimento e a ridurre gli sprechi energetici.

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