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Donazione del sangue: l’ago spaventa ma prevale l’emozione di fare del bene

Donazione del sangue: l'ago spaventa ma prevale l'emozione di fare del bene
foto: Unsplash

Ogni anno, la donazione del sangue salva la vita di circa 630 mila persone in tutto il mondo, una al minuto. Ma quali emozioni si associano a questo gesto? In alcuni casi, ansia, agitazione e paura prevalgono, ma la gratitudine, l’orgoglio e la felicità sembrano vincere sul timore, soprattutto al termine del prelievo.

Con l’obiettivo di indagare sugli impatti psicologici e le emozioni associate a tale gesto, Serenis, la piattaforma di benessere mentale, ha lanciato un sondaggio coinvolgendo oltre 230 persone, tra membri della propria community e non.

Infatti, secondo Serenis e Fondazione Telethon, compiere un atto di altruismo giova non solo al prossimo, ma anche a se stessi. Spendere del tempo a beneficio di altre persone sembra innalzare il livello di felicità e attivare il sistema di ricompensa, il circuito cerebrale che si innesca durante attività piacevoli. Nonostante l’aumento dei donatori, intraprendono questo percorso sempre meno i giovani.

Quali sono le motivazioni che spingono una persona a donare il proprio sangue? Quali paure la frenano? Con l’obiettivo di rispondere a queste domande e scoprire le emozioni associate alla donazione, Serenis ha coinvolto 235 persone nel suo sondaggio.

Del totale degli intervistati, il 59% ha donato il sangue, di cui il 22,9% per ricevere analisi gratuite periodiche e l’8,5% come parte di un’associazione. Il 14,9% ha smesso di donare a causa di malessere o requisiti specifici come il peso e la pressione bassa. Il 40,8% degli intervistati non ha mai donato, con il 14,4% che dichiara di temere l’ago e il 5,1% che ritiene di non avere informazioni sufficienti.

Esplorando le emozioni legate alla donazione del sangue

Il 17% degli intervistati associa emozioni negative come ansia, timore, agitazione, paura e dolore al momento della donazione, mentre nel resto dei casi prevalgono emozioni come l’altruismo, il benessere, la felicità, la generosità, la gratitudine, l’orgoglio e la soddisfazione.

Secondo Martina Migliore, psicoterapeuta di Serenis, l’aiuto agli altri può essere motivato dalla solidarietà, la compassione, ma anche da ragioni più “egoistiche” come occupare il tempo, incontrare nuove persone o ridurre il senso di colpa. Il valore del gesto e la possibilità di beneficiare anche personalmente rendono la donazione un motivo ulteriore per impegnarsi nel volontariato o nella beneficenza.

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