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Ecovisioni, il libro che racconta la storia del cinema tra clima ed ambiente

Ecovisioni, il libro che racconta la storia del cinema tra clima ed ambiente
Ecovisioni, il libro che racconta la storia del cinema tra clima ed ambiente, foto per gentile concessione dell'Ufficio Stampa

Marco Gisotti è l’autore di “Ecovisioni. L’ecologia al cinema dai fratelli Lumière alla Marvel”, un volume che ripercorre la storia del cinema attraverso le tematiche legate all’ambiente e ai cambiamenti climatici, con un occhio attento anche agli impatti ambientali, oggi, della filiera cinematografica.

Marco Gisotti direttore del Green Drop Award, il premio dedicato all’ambiente alla Mostra del cinema di Venezia, nonché autore della guida bestseller ai “Green Jobs”, presenta la sua ultima opera “Ecovisioni. L’ecologia al cinema dai fratelli Lumière alla Marvel” (Edizioni Ambiente, 320 pp., 21 Euro), il primo saggio in Italia a raccontare la storia del cinema attraverso le tematiche dell’ambiente e del clima.

Il libro può fregiarsi della prestigiosa prefazione di Claudia Cardinale, che ha voluto sottolineare come, nella sua vita di attrice con oltre 180 film, ha maturato la convinzione che “quanto facciamo e diciamo noi artiste e artisti del cinema ha un peso importante nello spiegare questi problemi alle persone, per convincerle ad agire. A volte bastano poche azioni, spesso anche una sola, per ottenere grandi risultati. Il cinema non solo fa bene all’anima ma può fare bene anche all’ambiente”.

In rassegna 150 film in quasi 130 anni

Ecovisioni di Gisotti è un excursus storico del cinema passando in rassegna 150 opere – 100 nel dettaglio e altre 50 più succintamente a uso e consumo di possibili usi didattici – partendo da quello che Bertrand Tavernier definì “il primo film ecologista mai realizzato”, ovverosia Baku, prodotto dai fratelli Lumière nel 1897, per spaziare da Buster Keaton a Metropolis, da Bambi a 2022: i sopravvissuti, dal primo Avatar al più recente Siccità, includendo i grandi film e i registi più significativi che dalla nascita del cinema ad oggi hanno saputo descrivere o evocare con il proprio stile la crisi ecologica e le sue possibili (o impossibili) soluzioni.

Pellicole che hanno rivelato pezzi di storia del nostro Paese anche indirettamente, come la vera tragedia del Polesine ne Il ritorno di Don Camillo, ma anche argomenti di specifica attualità, come gli speculatori sull’ambiente nemici di James Bond in “007 Quantum of Solace” o i film della Marvel nei quali la metafora dell’11 settembre è sostituita dalla preoccupazione per il futuro delle risorse e degli ecosistemi.

Marco Gisotti, immagine per gentile concessione dell’Ufficio Stampa

Il cinema dell’ottimismo e della ragione, per un nuovo patto tra uomo e natura

Come ha voluto sottolineare l’autore “cinema ed ecologia sono ‘invenzioni’ dell’Ottocento. Se la prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière risale al 1895, quasi trent’anni prima, nel 1866, il biologo tedesco Ernst Haeckel, avevo inventato la parola ‘ecologia’. Un secolo dopo l’Europa si è data come obiettivo il 2050 per uscire dalla crisi climatica. Anzi, si è data quell’orizzonte per diventare climaticamente neutra, altro che uscirne!

Per arrivare al 2050 avremo bisogno di un cinema dell’ottimismo della ragione, ma che non nasconda la CO2 sotto il tappeto, che sfidi l’ignoranza scientifica ma senza diventare tecnocratico, che abbia la forza della denuncia senza far voltare altrove il suo pubblico, che proponga un nuovo patto fra uomo e natura. Soprattutto di un cinema che non abbia bisogno di diventare dottrina, propaganda o manifesto, ma che faccia quello che ha sempre fatto: intrattenere il suo pubblico. E, intrattenendolo, lasciare che si rispecchi nelle sue ecovisioni”.

La filiera cinematografica e l’impatto ambientale

Il volume non guarda soltanto al messaggio che il cinema può mandare con le sue produzioni, ma anche al contributo che l’intera filiera può dare e quindi con un’attenzione particolare agli impatti ambientali, dalle produzioni fino all’efficientamento energetico delle sale e ai grandi Festival.

Già disponibile da qualche settimana in libreria e negli shop online, legata al libro è disponibile una webzine, in continuo aggiornamento con notizie su cinema ed ecologia, che comprende anche specifici podcast e playlist musicali.

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