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Edison e Censis presentano il rapporto “La Sostenibilità sostenibile”

La “Sostenibilità sostenibile” è uno studio che vuole centrare l’attenzione sulla percezione e l’interpretazione del concetto di sostenibilità degli italiani in epoca di pandemia. Il 79% della popolazione si dice pronto a modificare il proprio stile di vita per ridurre l’impatto ambientale, ma senza che ciò riduca il benessere economico

Il concetto di sostenibilità è oggi entrato nel lessico quotidiano. Ma, in concreto, cosa intendono gli italiani quando sentono parlare di sostenibilità? Quale il significato e le priorità associate? In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, con una pandemia che allenta ma che ancora non ci ha abbandonato, cosa significa essere e vivere sostenibili?

A cercare di rispondere a questi interrogativi è uno studio congiunto presentato da Edison, società energetica e tra i primi operatori responsabili della transizione energetica, e il Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali. Si tratta del rapporto “La sostenibilità sostenibile”, che vuole appunto indagare tra le opinioni della società italiana post-pandemica sulla sostenibilità.

La sostenibilità economica vince sull’ambientale e la sociale

Lo studio “la Sostenibilità sostenibile” mostra, con l’evidenza dei dati, che, nella percezione collettiva, la forma di sostenibilità prioritaria per il 41,1% degli italiani è senza dubbio la sostenibilità economica. Per il 32,1% è quella ambientale, legata all’impegno per tagliare l’inquinamento e lottare contro il riscaldamento globale. Mentre per il 26,8% è quella sociale, volta a garantire criteri di inclusione per i gruppi svantaggiati.

Anche tra i giovani il 46,2% indica come priorità la sostenibilità economica, il 24,7% quella ambientale e il 29,1% quella sociale.

L’aspirazione è per una sostenibilità ambientale che sia sostenibile però da un punto di vista socio-economico e che risulti inclusiva, perché in grado di creare un benessere di qualità nel prossimo futuro accessibile a tutti gli italiani.

La sostenibilità ambientale deve contribuire a vivere meglio, mai a ridurre il benessere economico: piace una sostenibilità inclusiva intesa come processo sociale ad adesione spontanea, nei contesti minuti di ogni giorno e non come imposizione dall’alto. Dalle scelte degli italiani ‒ anche i più giovani ‒ emerge una risposta orientata con più forza dal pragmatismo.

Tornando ai numeri il 79% degli italiani si dice pronto a modificare il proprio stile di vita per ridurre l’impatto ambientale, a condizione, però, che i cambiamenti siano distribuiti equamente (42,5%) e che i costi siano compensati dai vantaggi (33,2%).

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“Il settore energetico è fortemente toccato dal tema della sostenibilità. – dichiara Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison –. Le imprese come la nostra hanno un ruolo fondamentale nel favorire la transizione energetica. Si tratta di un percorso in grado di generare sviluppo e crescita per il nostro Paese con ricadute positive molto importanti sul territorio e sul futuro dei nostri giovani. Il nostro ruolo è accompagnare le famiglie italiane in questo viaggio senza lasciare indietro nessuno.”

“Dobbiamo evitare l’abbaglio dell’equazione sostenibilità uguale decrescita, superare anche una certa ideologia green oltranzista e valutare i timori espressi da alcuni soggetti economici, preoccupati di subire uno svantaggio competitivo a causa del rispetto di criteri di compatibilità ambientale dei processi di produzione più rigorosi” ‒ ha detto Massimiliano Valerii, Direttore Generale del Censis ‒. Gli italiani dimostrano in effetti un grande pragmatismo: è quello che serve per favorire un cambiamento epocale.”

Gli italiani più propensi al risparmio e più selettivi

I dati mostrano anche come, i tanti mesi vissuti con l’incubo della pandemia, abbiano mutato molti punti di visti dei cittadini consumatori. Solo il 48,2% degli italiani tornerà a usare il reddito come prima dell’emergenza, il 31,8% risparmierà di più, il 9% consumerà di più e l’11% è indeciso. In questo clima il consumatore decide come muoversi non solo pensando al prezzo – che comunque conta – ma riconoscendo i valori che un’impresa incarna e la qualità dei rapporti che instaura con i clienti.

Oltre che essere disposti a spendere di più per prodotti e servizi che rispettano l’ambiente (58,7%) e perché le aziende rispettino i diritti di lavoratori e fornitori (50,8%), il 54,6% degli italiani è disposto a spendere di più per prodotti e servizi italiani e il 49,6% per aziende impegnate in progetti sociali.

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Il 41,5% degli italiani, poi, si dichiara intenzionato a pagare un po’ di più per un’azienda che ispira fiducia e mantiene sempre quel che dice, il 37,8% premia la disponibilità di punti vendita e assistenza fisici, il 29,1% apprezza la trasparenza nei costi, il 23,6% è interessato a un call center ben funzionante e di facile accesso, il 22% vorrebbe ricompensare le aziende che non si avvalgono di pratiche di marketing aggressivo. Infine, per 8 italiani su 10 è essenziale la social reputation di un’azienda.

La scelta per energia e gas, fondamentale la trasparenza, importante il rispetto dell’ambiente

Essendo Edison un operatore di energia, una parte dello studio “La Sostenibilità sostenibile” è appunto dedicata al punto di vista degli italiani nella scelta di un contratto di fornitura di luce e gas. Il prezzo è importante, ma non è l’unica variabile decisiva con un gestore.

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Per il 53,9% degli italiani le tariffe, infatti, non sono tra le prime tre priorità quando devono firmare un contratto con un operatore. Meno del 10% le indica come primo e unico fattore su cui incentrare la scelta. La tariffa conta, ma si rivela strategica anche la trasparenza nei costi e nei vincoli contrattuali, che risulta essere la prima priorità per il 15,9% dei consumatori ed è indicata nelle prime tre priorità dal 40,4%.

Da non sottovalutare l’impegno al rispetto dell’ambiente e la lotta al riscaldamento globale, che rappresentano il fattore prioritario di scelta per l’11,2% degli italiani e nelle prime tre priorità per il 29,2%.

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