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Eolico d’alta quota: energia pulita prodotta dagli aquiloni

Apparecchiature volanti, come gli aquiloni, sfruttano l’energia del vento ad alta quota, dimostrandosi soluzioni efficienti quanto le classiche turbine eoliche con un minore impatto sull’ambiente. Sono tante le startup nel mondo che lavorano su questa tecnologia, già avanti è l’olandese Kitepower

Un’idea romantica e suggestiva, semplice ed ingegnosa, quella di immaginare che degli aquiloni possano in futuro catturare il vento e produrre energia assolutamente pulita. In pratica le ali gonfiabili, legate ad un generatore tramite un cavo speciale, permetterebbero di sostituire le attuali pale eoliche. Un buon modo per abbassare i costi di produzione e l’impatto ambientale, aumentando invece la produzione energetica.

L’eolico d’alta quota

Normalmente definiti come progetti di eolico d’alta quota, si intende tecnologie tese a sfruttare l’energia del vento mediante apparecchiature volanti, come appunto gli aquiloni, generalmente collegate a terra da cavi.

Foto ufficiale Kitepower, gentilmente concessa dall’ufficio stampa PR & Communication

Lo sviluppo di queste tecnologie è motivato soprattutto dai seguenti fattori: i venti d’alta quota rappresentano una fonte rinnovabile d’energia capace di soddisfare i fabbisogni energetici del pianeta; i venti d’alta quota sono più forti e costanti di quelli in prossimità del suolo e sono ad oggi ancora inutilizzati per la produzione elettrica; i sistemi per lo sfruttamento dei venti d’alta quota dovrebbero richiedere meno materiali e minor investimenti per unità di potenza producibile, rispetto alla maggior parte delle altre fonti energetiche rinnovabili. Ciò rende tali sistemi candidati alla produzione di energia rinnovabile a basso costo.

Come funziona

Le ali dell’aquilone sono progettate per salire fino all’altezza di 500 metri, per sfruttare al massimo tutta l’energia dei venti più forti. Diminuire i costi e l’impatto ambientale delle attuali pale eoliche è lo scopo del progetto.

Foto ufficiale Kitepower, gentilmente concessa dall’ufficio stampa PR & Communication

L’aquilone opera “cicli di pompaggio”: il generatore a tamburo viene azionato dal cavo attraverso manovre veloci e trasversali alla direzione del vento che permettono il decollo fino all’altezza massima consentita. Successivamente l’aquilone viene recuperato per essere lanciato nuovamente. ‎

Il progetto dell’Università di Delft

Un sistema pilota è in fase di test già dal 2017. Questo è in grado di produrre 100 kW per alimentare fino a 200 piccole abitazioni. Semplice da utilizzare perché è sufficiente una sola giornata di studio per formare gli operatori.

La soluzione si è rivelata relativamente silenziosa, discreta visivamente e abbastanza sicura anche per uccelli e pipistrelli. L’Università di Delft insieme a diverse realtà industriali e accademiche francesi, tedesche e olandesi sono coinvolte nello sviluppo di questo progetto.

Un aquilone volante utilizza il 10% del materiale necessario per una turbina eolica, come ha spiegato il ‎coordinatore del progetto, Roland Schmehl, della Delft University of Technology: “E poiché l’intero sistema si inserisce in un piccolo contenitore per il trasporto e il generatore è a terra, è più facile da installare e manutenere”. ‎

Gli aquiloni e l’impatto ambientale: Kitepower

Al progetto lavora ormai da tempo Kitepower, una startup olandese leader nell’eolico d’alta quota e nello sviluppo di alternative innovative ed economiche alle turbine eoliche esistenti. La tecnologia brevettata di Kitepower è un punto di svolta nel settore dell’energia eolica. Kitepower utilizza fino al 90% in meno di materiale garantendo le di essere due volte più efficiente delle turbine eoliche convenzionali con la stessa potenza erogata.

Foto ufficiale Kitepower, gentilmente concessa dall’ufficio stampa PR & Communication

A differenza delle turbine eoliche convenzionali, i sistemi Kitepower non richiedono torri ad alta intensità di risorse né fondazioni pesanti e sono quindi altamente mobili e facili da implementare e quindi con un minore impatto sull’ambiente.

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