(Adnkronos) – Donald Trump ha annunciato la nomina di Kevin Warsh come nuovo vertice della Federal Reserve. “Conosco Kevin da molto tempo e non ho alcun dubbio che passerà alla storia come uno dei grandi presidenti della Fed, forse il migliore – ha scritto il presidente americano su Truth social – Oltre a tutto il resto, è ‘nato per il ruolo’ e non vi deluderà mai”.
“C’era grande speculazione sul fatto che il molto rispettato Kevin Hassett sarebbe stato nominato presidente della Fed, e sarebbe stato un ottimo presidente, ma, onestamente, sta facendo un lavoro così eccezionale lavorando con me e il mio team alla Casa Bianca, che semplicemente non volevo lasciarlo andare”, ha scritto poi Trump in un post su Truth Social, motivando la scelta di Warsh. “Kevin è incredibilmente bravo, quindi, come si suol dire, ‘se non puoi fare di meglio, non cercare di cambiare le cose!’. Grazie Kevin per il tuo ottimo lavoro!”, ha concluso.
“Christopher Waller, Rick Rieder e altri sono stati intervistati per la posizione alla Fed. Tutti sarebbero stati eccellenti e avrebbero avuto un futuro brillante e senza limiti con Trump – ha spiegato in un altro post – Il nostro Paese ha talenti davvero straordinari”.
Nato ad Albany, nello Stato di New York, il 55enne Warsh è un economista, finanziere ed ex banchiere centrale, figura ben nota sia a Washington che a Wall Street. È stato il più giovane governatore della Fed di sempre, nominato da George W. Bush a soli 35 anni, e ha svolto un ruolo di primo piano durante la crisi finanziaria globale. Oggi è fellow del conservatore Hoover Institution di Stanford e docente alla Graduate School of Business dell’ateneo californiano, oltre che partner del family office dell’investitore Stanley Druckenmiller.
Il legame con Trump è sia politico sia personale. Già considerato per la guida della Fed durante il primo mandato del presidente, Warsh è tornato negli ultimi mesi in cima alle previsioni dei mercati sulle nomine. Trump ne ha apprezzato pubblicamente le posizioni sui tassi – “pensa che bisogna abbassare i tassi di interesse”, aveva detto – e l’atteggiamento critico verso l’operato di Powell. Pur presentandosi come figura tecnocratica, Warsh gravita nell’orbita repubblicana anche per ragioni familiari: il suocero è Ronald Lauder – padre di Jane, erede dell’impero Estée Lauder – miliardario ed esponente di primo piano tra i grandi donatori del presidente.
Sul piano delle idee, Warsh è stato a lungo considerato un “falco” dell’inflazione, favorevole a tassi più elevati e fortemente critico verso l’espansione del bilancio della banca centrale. Per anni ha accusato la Fed di aver confuso politica monetaria e politica fiscale, attraverso tassi troppo bassi e massicci acquisti di titoli, incoraggiando una spesa pubblica insostenibile.
La svolta è arrivata solo nell’ultimo anno, quando ha iniziato a sostenere la necessità di tagliare i tassi in modo deciso, purché accompagnati da una riduzione delle partecipazioni in Treasury e titoli garantiti da ipoteche. “Uno dei motivi per cui il presidente, a mio avviso, ha ragione a esercitare pubblicamente pressioni sulla Fed è che abbiamo bisogno di un cambiamento di regime nella conduzione della politica”, spiegava a luglio a Cnbc.
Al centro delle sue critiche c’è infine il tema dell’indipendenza della banca centrale. Secondo Warsh, la Fed avrebbe “minato la propria credibilità” durante la pandemia inseguendo priorità percepite come ‘politiche’, dal dibattito sul clima alla gestione dell’inflazione.
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