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Guerra & Bici, FIAB invita i sindaci italiani a ripensare la mobilità urbana

La guerra in Ucraina, la crisi energetica e l’aumento fuori controllo dei costi dei carburanti, impongono alle amministrazioni di ripensare le città come sempre più ciclabili. Cosa chiede FIAB

FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha preso la decisione di inviare una lettera aperta ai Sindaci di tutti i Comuni d’Italia invitandoli ad agire subito per affrontare la crisi energetica, che gli ultimi giorni hanno riportato drammaticamente all’attualità, e ripensare la mobilità urbana a favore di quella ciclistica

Le terribili notizie che arrivano dall’Ucraina disegnano un futuro politico incerto e pieno di drammatici interrogativi per l’Europa. Nello stesso tempo rendono evidenti le difficoltà legata alla crisi energetica e agli aumenti fuori controllo delle bollette di luce e gas, ma anche e soprattutto dei prezzi di benzina e gasolio. Il costo medio della benzina ha raggiunto i 2,024 euro/litro contro i 2,015 dei giorni precedenti. Aumenta anche il prezzo del diesel che tocca i 1,904 euro/litro contro i 1,895 con punte record che arrivano a 1,974 euro/litro in alcuni impianti.

Guerra & Bici è un “romanzo” che mai nessuno vorrebbe scrivere, ma la situazione induce a riflettere su come azioni locali per la mobilità urbana possano ridurre in modo decisivo gli sprechi energetici.

FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, di fronte ad una prospettiva che rischia di fermare l’economia, ha deciso che è fondamentale muoversi e sensibilizzare chi deve decidere verso scelte differenti e definitive.

Seguire il modello olandese, dice FIAB, adottato dopo la crisi petrolifera del 1973 e incentrato strutturalmente sulla bicicletta è oggi possibile anche nelle nostre città. I Sindaci hanno a disposizione strumenti già pronti: i recenti provvedimenti del Governo a favore della mobilità ciclistica, infatti, includono corsie e strade urbane ciclabili, case avanzate per la sicurezza dei ciclisti ai semafori, doppio senso ciclabile, strade scolastiche, oltre all’importanza nel sostenere servizi per accompagnare i bambini in sicurezza a scuola a piedi e in bici e l’ampliamento delle zone 30 km/h.

Foto di _ Harvey da Pexels

FIAB chiede, con l’invio di una lettera aperta, a ogni amministrazione locale di considerare il potere di quelle scelte che contribuiscono alla sostenibilità dell’intero Paese e difendono l’economia dei singoli cittadini, coniugando salute e rigenerazione urbana e fornendo, di fatto, una risposta concreta alle richieste dell’Agenda 2030.

Ecco il testo integrale della lettera di FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ai sindaci dei comuni italiani.

Gentilissimo Sindaco,

in questi cupi giorni di guerra l’Italia e l’Unione Europea hanno fatto una chiara scelta di campo: l’isolamento economico dell’aggressore, strumento non-violento di grande efficacia.

Con l’inverno ormai alle spalle si prospettano alcuni mesi in cui avremo meno bisogno di energia, ma  già dal prossimo autunno la nostra dipendenza energetica si farà sentire, probabilmente con la penuria di combustibili, sicuramente con costi sempre più insostenibili. Purtroppo dipendiamo in gran parte dalle forniture energetiche della Russia.

Mentre il nostro Governo e l’Unione Europea stanno elaborando strategie energetiche di  emergenza, voi Sindaci avete la possibilità di fare molto da subito. L’azione più semplice, rapida e razionale è ridurre in modo deciso gli sprechi energetici, a cominciare dalla mobilità urbana, dove oggi la gran parte degli spostamenti avviene ancora con l’auto privata e per tragitti brevissimi, inferiori ai tre chilometri.

Durante la crisi petrolifera del 1973 le soluzioni alternative rimasero una parentesi quasi folcloristica mentre un solo paese, l’Olanda, colse quella crisi come occasione per cambiare radicalmente il modello di mobilità quotidiana, puntando strutturalmente sulla bicicletta. Nei decenni successivi il modello olandese è stato visto come una stravaganza o al massimo una amenità turistica. Negli ultimi anni invece il mondo ha cominciato a guardare sempre più a quel modello alternativo come alla soluzione più semplice e razionale ai crescenti problemi derivanti da una mobilità sbilanciata sull’auto privata: traffico, parcheggi sempre insufficienti, malattie da sedentarietà e da smog, costi umani e sociali per incidentalità, oltre alla dipendenza energetica e all’enorme problema globale della crisi climatica.

L’avvento biciclette a pedalata assistita consente ormai a tutti e a tutte le età di pedalare anche in presenza di dislivelli e di percorrere tragitti più lunghi, con consumi infinitesimali rispetto a qualsiasi auto, anche elettrica.

Di fronte a questa nuova crisi voi amministratori pubblici potete fare la differenza già nel breve termine e offrire finalmente  ai vostri cittadini la libertà di poter scegliere un modello di mobilità alternativa che già in tantissimi desiderano e che vorrebbero abbracciare, se solo le città diventassero più sicure e adatte alle persone.

A seguito della pandemia lo Stato vi ha messo a disposizione nuovi strumenti leggeri, rapidi e a bassissimo costo, già da tempo diffusi nel resto d’Europa, che dunque potete adottare da subito in modo diffuso e sistematico: corsie ciclabili, strade urbane ciclabili E bis, case avanzate, doppio senso ciclabile, strade scolastiche.  

Occorre riservare gli scuolabus e relativo carburante a chi ne ha realmente bisogno, garantendo invece ai ragazzi che abitano meno lontano dalle scuole il diritto alla mobilità attiva tanto raccomandata dai pediatri, con servizi di pedibus e bicibus già dal prossimo settembre.

Nell’immediato potete realizzare e ampliare le “Zone 30”, per poi arrivare, come in altri paesi europei, ad adottare i 30 km/h come regola in città.

Avete dunque nelle vostre mani la responsabilità e il potere di una scelta che contribuisca alla sicurezza strategica del Paese e protegga le tasche dei singoli cittadini; che stringa il flusso di denaro che nutre gli autocrati delle fonti fossili, le loro armi e le loro guerre; una scelta  che coniuga salute e rigenerazione urbana, e una risposta concreta alla pressante richiesta delle giovani generazioni di contrastare la crisi climatica globale.

FIAB- Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, associazione non violenta per statuto che si batte per questo da oltre 30 anni per un mondo migliore, è al vostro fianco, anche attraverso le sue 200 realtà locali a voi vicine.

Buon lavoro

Alessandro Tursi

               Presidente FIAB–Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

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