mercoledì, Aprile 14, 2021
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Horti Leonini, risponde il Comune di San Quirico d’Orcia

Dopo il raccondo della presidente di OPERA Val D’Orcia, Nicoletta Innocenti, riportiamo la risposta del Comune di San Quirico d’Orcia in merito alla vicenda degli Horti Leonini la cui manutenzione sarebbe stata programmata, studiata a regola d’arte e progettata per il bene del giardino che così tanto rappresenta per tutta la Val D’Orcia

Dopo aver portato all’attenzione dei lettori la questione degli Horti Leonini secondo un punto di vista che ha parlato di “Un giardino storico cinquecentesco distrutto. Tagliati 40 lecci in buona parte secolari, devastata la  ragnaia”, la risposta degli “addetti ai lavori”, dunque del Comune di San Quirico d’Orcia, non si è fatta attendere.

Perché il Comune di San Quirico d’Orcia non solo parla di lavori fatti a regola e nel rispetto di tutti i vincoli possibili ma spiega anche, al netto di ogni strumentalizzazione, che i lavori andavano fatti e vediamo perché.

Il gioiello di San Quirico d’Orcia è già fruibile

Partiamo col dire che se il giardino è tornato fruibile esclusivamente nella parte bassa per via dell’intervento, il 22 agosto ci sarà la cerimonia di inaugurazione della nuova illuminazione. Secondo il Comune di San Quirico d’Orcia, dunque, nessun attentato alla bellezza degli Horti Leonini ma semplicemente un restauro che andava fatto per necessità di sicurezza, manutenzione e recupero della struttura.

Rimarrà inibito l’accesso al pubblico nella parte alta in attesa delle nuove piantumazioni che, come da prescrizioni dei tecnici e della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto, dovranno avvenire nel periodo autunnale.

“Siamo soddisfatti del lavoro svolto – spiega il Sindaco Danilo Maramai gli interventi più severi sono stati tutti completati e appena saranno maturi i tempi rispetto alle esigenze agronomiche procederemo con le nuove piantumazioni e la sistemazione del verde e dei nuovi bossi. Nel frattempo, però, abbiamo ritenuto giusto restituire il giardino ai sanquirichesi e ai visitatori, almeno nella parte bassa. Il nostro giardino tornerà in breve tempo ancora più bello e affascinante di prima dopo questo necessario intervento di manutenzione. La nuova illuminazione sarà davvero qualcosa di unico che aggiungerà ulteriore valore”.

Sabato 22 agosto (ore 21.30) sarà infatti inaugurata la nuova illuminazione degli Horti con una cerimonia pubblica. Un intervento da 113 mila euro che ha visto l’installazione di led strip lungo tutto il perimetro delle siepi di bosso oltre che per la statua di Cosimo de’ Medici al centro del giardino e nelle mura.

La nuova illuminazione consentirà di rendere il giardino ancora più suggestivo durante le aperture notturne che saranno programmate o durante lo svolgimento di eventi con la possibilità di accendere i singoli settori e realizzare giochi di luce. Inoltre, il progetto sarà completato nei prossimi mesi con altri 20 mila euro di investimenti da parte dell’Amministrazione comunale per l’acquisto di 50 nuovi bossi e la manutenzione di tutto il verde.

I lavori di monitoraggio iniziati nel 2017

I lavori di monitoraggio erano iniziati nel dicembre del 2017 e avevano riguardato rilievi tomografici su 377 alberi. La relazione ha individuato il 44% di piante con processi cariogeni su radici, colletto, fusto e rami con diametro medio di 47cm; il 15,7% con xilofagi, un organismo che si nutre di legno, e un diametro medio di 48 cm e il 56% prive di processi cariogeni e un diametro medio di 24 cm.

“I dati rilevati – spiega la relazione – confermano la diffusione dei patogeni in piante e la loro capacità di condizionare sia la fisiologia che la resistenza meccanica del legno delle piante. Quest’ultima risulta sollecitata sia dal peso, anche di porzioni della pianta, che da fattori esterni come il vento, la neve. La resistenza meccanica del legno è necessaria per garantire la stabilità e quindi impedire la caduta degli alberi. L’incolumità dei frequentatori e la conservazione degli elementi con i quali sono formati gli Horti Leonini, in particolare la ragnaia, è strettamente legato alla presenza di piante sane”.

L’intervento e la ragnaia

Il Comune di San Quirico d’Orcia tiene a precisare come è stato concepito l’intervento. Soprattutto per farne comprendere esigenze e necessità. Gli abbattimenti e le potature degli alberi, realizzati nei primi mesi dell’anno, sono stati effettuati secondo quanto previsto dal ‘Progetto di restauro della Ragnaia’.

Gli alberi abbattuti sono stati 43 e ne verranno rimpiantati 39, altre piantumazioni saranno realizzate nei prossimi anni per non appesantire il ‘sesto d’impianto’. Le operazioni di rimpianto delle alberature, delle siepi e del ripristino dei prati, dovranno essere eseguite nel periodo autunnale per assicurare un buon attecchimento del materiale vegetale così come prescritto dalla Soprintendenza.

Durante l’ultimo sopralluogo effettuato dalla Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto, sono state previste piccole opere di variante (già autorizzata) quale miglioria ad una situazione già condivisa.

Il sopralluogo effettuato dal dottore forestale incaricato (redattore della relazione del 2017 sulla quale si è basato il progetto formale di Restauro della Ragnaia), incaricato dal Comune nel mese di luglio, ha certificato la corretta esecuzione e la qualità dello stato dei lavori eseguiti in osservanza del progetto stesso.

La relazione del tecnico, dopo il sopralluogo, ha evidenziato come “l’abbattimento abbia confermato, qualora ce ne fosse stato bisogno, la presenza al colletto delle piante di alterazioni del legno profonde ed estese. Nel contempo ha permesso anche di osservare con maggior accuratezza le scadenti condizioni strutturali, vegetative e fitosanitarie della gran parte dei restanti alberi”.

“Come certificato dall’ultimo sopralluogo con i tecnici e la Soprintendenza, i lavori procedono in piena conformità a quanto previsto dal progetto di recupero ma di questo non avevamo alcun dubbiosottolinea il Sindaco Danilo Maramai – Dispiace per le strumentalizzazioni politiche che in pochi hanno artificiosamente provato a creare, provocando, peraltro, un grave danno di immagine al nostro territorio e ai nostri operatori economici che con grande sacrifici stanno risollevandosi dopo l’emergenza sanitaria. I lavori così eseguiti hanno infatti permesso di limitare nel tempo il disagio per una chiusura prolungata degli Horti, dato che la realizzazione dei lavori a stati di avanzamento era solo dettata da esigenze di risorse economiche a disposizione del Comune e non certo al risultato finale della messa in sicurezza e del restauro”.

Le potature

“Le potature – si legge nella relazione – sono state condotte con tagli sia nodali che internodali generalmente rispettando e, quindi, non superando la misura precauzionale di 6-8 cm di diametro. Tagli più grandi sono stati effettuati, principalmente, per rimuovere rami cariati ed instabili e, secondariamente, per recuperare la linearità dei confini esterni del “bosco”, contenere e pareggiare lo sviluppo in altezza, aprire sia il viale centrale che parte dei vialetti secondari. Nel primo caso l’intervento è stato anche alternativo all’abbattimento di alcune piante che, altrimenti, sarebbe stato necessario per garantire l’incolumità delle persone”.

“Salvo poche eccezioni – spiegano ancora i tecnici – le piante stanno ricacciando bene con numerosi getti che, in alcuni casi, sono ben sviluppati”. “Il professionista nel pieno delle sue competenze e in accordo con Soprintendenza – prosegue la relazione – ha dato corpo anche ad un recupero paesaggistico, storico e colturale degli Horti Leonini. Il progetto è, infatti, stato indirizzato anche al parziale restauro, almeno formale, del popolamento arboreo attraverso il ripristino delle caratteristiche essenziali della ragnaia che consiste, principalmente, nel proporre nuovamente la regolarità dei piani di potatura. La gestione di un popolamento arboreo in forme geometriche prevede un superamento della concezione della pianta come elemento singolo per previlegiarne l’insieme. Ogni pianta diventa quindi un elemento che concorre insieme agli altri non solo biologicamente ed ecologicamente ma anche nella struttura e nella forma. Forma che per alcune piante può essere anche esclusiva. Dalla progettazione di recupero formale discendono parte delle potature internodali realizzate con tagli superiori ai 6-8 cm. L’eliminazione di alberi e porzioni di questi unito alla particolare struttura delle piante, caratterizzata generalmente da chioma per lo più “vuota” al suo interno, sono le cause dell’attuale stato di illuminazione del bosco della ragnaia. Visto il buon ricaccio, da parte delle piante potate, di nuovi getti è prevedibile un recupero visivo completo nell’arco di 3-4 anni”.

Ecco quanto dichiarato dal Comune di San Quirico d’Orcia che sintetizza una versione diversa dei fatti e che anzi sottolinea la necessità di un intervento importante sugli Horti Leonini. La cosa che vogliamo augurarci è che si lavori per il bene di tutti, al di fuori delle logiche di parte che rischiano solo di far male al territorio e a chi stenta a rimettersi in piedi dopo l’emergenza, peraltro non ancora finita.

Soprattutto che l’intervento possa mettere d’accordo tutti in nome del bello, del giusto e del buono. Senza dimenticare la fruibilità del giardino in massima sicurezza.

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Foto: Germana Ferrante

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