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“Il Panda siamo Noi”: con il WWF una mostra fotografica da non perdere

Il Panda siamo Noi: con il WWF una mostra fotografica da non perdere
Il Panda siamo Noi: con il WWF una mostra fotografica da non perdere, foto di Giacomo Pascucci, per gentile concessione dell'Ufficio Stampa WWF Italia

Oggi, e ancora il 14, 15 e 17 marzo, la mostra sarà visitabile gratuitamente dalle ore 10 alle 19 al Complesso Monumentale dell’Acquario Romano, Casa dell’Architettura, in Piazza Manfredo Fanti 47 a Roma.

Con la campagna “Il Panda siamo noi” il WWF ha voluto porre l’attenzione di tutti su una particolare specie da salvare: quella umana. Di fronte ad ettari di foreste perse, milioni di tonnellate di plastica negli oceani e di pesticidi irrorati nei campi, è tempo di capire che oggi la specie a rischio siamo noi.

Mentre il Panda non è più in pericolo di estinzione, a rischio è la biodiversità e con essa il benessere e la sopravvivenza dell’umanità. Ogni giorno animali selvatici scompaiono e i loro habitat si impoveriscono. Oggi il panda, cioè la specie a rischio, siamo noi: condividiamo con la Natura le stesse sembianze, la stessa casa, lo stesso destino.

Per dare forza e carattere a questa battaglia WWF Italia ha pensato ad un’iniziativa di grande suggestione. 12 artisti del cinema italiano hanno accolto l’invito a partecipare ad una mostra fotografica, il cui titolo è appunto “Il Panda siamo noi”, per interpretare in modo intimo e personale lo sguardo di una specie animale a rischio estinzione, come mai era stato fatto prima.

Il risultato è visibile gratuitamente da oggi 13 marzo e poi nelle giornate del 14, 15 e 17, dalle 10 alle 19 al Complesso Monumentale dell’Acquario Romano, Casa dell’Architettura, in Piazza Manfredo Fanti 47 a Roma.

La mostra, che nasce da un’idea dei fotografi Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti, accomuna gli sguardi di Alan Cappelli Goetz, Maria Grazia Cucinotta, Sabrina Ferilli, Stefano Fresi, Caterina Guzzanti, Vinicio Marchioni, Caterina Murino, Giorgio Panariello, Lillo Petrolo, Virginia Raffaele, Maya Sansa e Luca Ward con quelli degli animali ed intrecciandosi a quelli degli spettatori per mandare un messaggio importante: proteggere la Natura e le specie a rischio è un’azione vitale per la sopravvivenza dell’umanità stessa.

Mariagrazia Cucinotta e il Bonobo (Pan paniscus) foto di Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti, per gentile concessione dell’Ufficio Stampa WWF Italia

Come il WWF ha dimostrato nel suo ultimo report, gli animali sono veri e propri alleati per garantire i servizi ecosistemici. La perdita di una specie, infatti, provoca un effetto “domino”, che favorisce l’estinzione di altre o il degrado degli ecosistemi che da questa dipendono con danni che si ripercuotono fino noi umani.

A causa delle nostre azioni oggi si stima un tasso di estinzione mille volte superiore a quello naturale. Ma il potere di riscrivere il futuro è nelle nostre mani. Nelle nostre scelte. Nelle azioni piccole e grandi che possiamo compiere ogni giorno.

Per gentile concessione dell’Ufficio Stampa WWF Italia

Ogni singolo artista è stato ritratto vicino al suo animale da salvare e ciascuno ha spiegato le motivazioni della propria scelta.   

Siamo in via d’estinzione per nostro stesso volere, ci è voluto molto poco per convincermi a partecipare a questo progetto – afferma Stefano Fresi che per la mostra interpreta l’Assiolo (Otus scops)​ –. La scelta di questa specie è stata spinta da una ragione romantica: sono di origine sarda e per anni d’estate mi addormentavo con i suoni perfettamente mixati da madre natura dei grilli in sottofondo e dell’assiolo che scandiva la notte”.

Sono convinta che ogni essere umano abbia un legame particolare con un animale” aggiunge Maya Sansa, che in mostra è al fianco di una fiera Leonessa (Panthera leo)​: “Quando studio un personaggio parto sempre da un animale, perché questo mi permette di trovare un altro ritmo, un’altra verità”.

Sabrina Ferilli interpreta il Sifaka dal diadema (Propithecus diadema): “Mi piace osservare, carpire ma sempre puntando allo spirito di squadra, proprio come il Sifaka, che senza branco non sa stare. Nella vita dovremmo prendere esempio più spesso dagli animali”.

Alan Cappelli Goetz interpreta il Leopardo (Panthera pardus): “Ho una grande affinità con i felini, hanno un carattere, un’energia, un’eleganza che mi parla. Hanno una delicatezza, una forza e un’indipendenza che ci lega”.

Vinicio Marchioni si è messo nei panni del Nyala (Tragelaphus angasi):Perché ha uno sguardo difficilissimo da rifare. Amo gli animali per l’esempio che ci danno, per la loro diversità. Il rapporto con loro dovrebbe insegnare all’uomo a liberarsi del suo egocentrismo che sta danneggiando il pianeta. Nel quotidiano ci sono moltissime cose che possiamo fare, quello che cerco di fare io è educare i miei figli a non crescere come la nostra generazione, che ha sfruttato le risorse naturali come se fossero infinite”.

Mi è piaciuta subito l’idea di unire l’espressività umana a quella animale”, afferma l’attore e doppiatore Luca Ward, che ha scelto il Lupo (Canis lupus) per due motivi: “Dovevo chiamarmi Lupo, poi 16 anni fa Lupo è diventato il nome di mio figlio. Poi perché il lupo è quell’animale che tiene unita la famiglia, la accoglie e la fa crescere”.

Virginia Raffaele ha scelto il Camaleonte bifido (Furcifer bifidus): “Si mimetizza e cambia colore per conquistare, per cacciare, e quindi per vivere. Ma in realtà il cambio di colore è per le emozioni che prova. A volte, cambiare, è l’unico modo per sopravvivere”.

Lillo Petrolo, da tempo al fianco del WWF, per questa mostra ha scelto l’Orso bruno (Ursus arctos): “Ho delle affinità anche fisiche con l’orso, ho amato subito questa foto in cui l’orso ci guarda severo ma mantiene una certa dolcezza”.

Mariagrazia Cucinotta interpreta il Bonobo (Pan paniscus): “Da piccola tutti mi chiamavano scimmia perché ho le braccia e le gambe lunghissime e poi avevo tantissimi capelli”. L’impegno dell’attrice per l’ambiente è fatto di tanti gesti quotidiani: “Cerco di fare tutto il possibile perché ogni minima cosa ha un impatto sull’ambiente quindi dobbiamo cercare di scegliere sempre l’alternativa più sostenibile nel nostro modo di vivere”.

Caterina Guzzanti ha scelto di interpretare la Mantide religiosa del Congo (Sphodromantis congica) perché colpita dalla sua espressione: “Per il mio ritratto ho scelto la mantide per lo sguardo, buffo e colpevole allo stesso tempo. La mia parte selvaggia viene fuori quando sono libera di essere qualcun altro attraverso un personaggio”.

Caterina Murino interpreta l’Orso Polare (Ursus maritimus), fra quelle presenti nei dittici la specie più a rischio e simbolo della crisi climatica: “Viviamo in un mondo dove l’uomo animale ha dimenticato di far parte dello stesso regno animale e senza pudore massacra gli altri animali. Mi auguro che la campagna del WWF possa ricordare all’umanità che non è sola, ma che deve lottare unita per proteggere le specie animali, perché proteggere loro significherà salvare anche noi… se proprio dobbiamo”.

L’attore e comico Giorgio Panariello si è messo nei panni dell’Allocco di Lapponia (Strix nebulosa): “Sono un osservatore attento e questo mi permette di creare tanti personaggi. In una foresta saprei sopravvivere adattandomi e imitando gli altri animali intorno a me”.

La mostra presenta due sezioni. La sezione centrale, intitolata “Il Panda siamo Noi” ha come protagonisti i 12 dittici composti dal ritratto di un artista, di Alessandro Dobici, accostato al ritratto di un animale a rischio, realizzato da Alberto Cambone e da Roberto Isotti. I dittici mostrano la profonda connessione tra specie umana e specie animali.

La seconda sezione della mostra, intitolata Vanishing Beauty dal progetto di Homo ambiens, è dedicata alla biodiversità a rischio estinzione e ospita 32 ritratti di animali realizzati da Alberto Cambone e Roberto Isotti.

Queste due sezioni condividono la scelta del formato e del bianco e nero, per mettere in evidenza la simmetria tra il destino umano e quello degli altri animali.

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