Primavera delle Oasi, tutti gli eventi dedicati a partire dalla Giornata Mondiale delle Api.
La Primavera delle Oasi, l’iniziativa che ha preso il via il 25 aprile fino al 2 giugno accogliendo visitatori in tutta Italia nella rete delle Oasi WWF con eventi dedicati alla natura e alla biodiversità, prosegue animandosi anche per le specie più piccole, spesso sconosciute ma fondamentali per la nostra sopravvivenza: gli impollinatori.
In occasione della Giornata Mondiale delle Api che si celebrerà domani 20 maggio e istituita dalle Nazioni Unite per promuovere azioni concrete a tutela degli impollinatori, il WWF richiama nella quarta puntata del suo report “Effetto Oasi” l’attenzione sull’urgenza di proteggere queste specie chiave per gli ecosistemi e per il benessere umano.
La Giornata mondiale delle api rappresenta un momento chiave per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sull’importanza della conservazione delle api e degli altri insetti impollinatori.
Per questa ricorrenza le iniziative speciali delle Oasi si svolgono dal 20 al 31 maggio in quasi tutte le regioni con bioblitz, lezioni all’aperto, passeggiate di riconoscimento degli insetti insieme a esperti entomologi.
Le Oasi con iniziative speciali
- Oasi di Campolattaro in Campania workshop creativo per costruire e installare i bughotel,
- Riserva di Martignanello nel Lazio escursioni tra alveari insieme agli apicoltori,
- Ripa Bianca di Jesi nelle Marche laboratorio di semina guerrilla gardening,
- Bosco di Rocconi in Toscana passeggiate alla scoperta dei legami tra insetti e fioriture,
- Orti Bottagone percorsi sulle api,
- Friuli Venezia Giulia insieme all’Area Marina Protetta di Miramare passeggiata sul Monte Grisa con entomologi per conoscere le oltre 150 specie di farfalle presenti sulle praterie carsiche,
- Oasi affiliata Terre di Bravin in Liguria lezioni all’aperto sui legami tra mondo agricolo e impollinatori e sulle sementi tradizionali,
- Oasi di Ca’ Brigida in Emilia Romagna lezioni tra gli alveari sulla danza delle api e il mondo della comunicazione tra questi insetti,
- Calanchi di Atri in Abruzzo passeggiate didattiche sulle api.
- (tutti gli eventi QUI ).
I visitatori, grazie a queste esperienze dirette, possono conoscere da vicino il mondo degli impollinatori e comprendere il valore delle azioni quotidiane per la tutela della biodiversità.
La “Primavera delle Oasi” si conferma così un’importante occasione di mobilitazione diffusa, capace di unire conservazione, educazione e partecipazione attiva, rafforzando il ruolo delle Oasi WWF come presidi fondamentali per la protezione degli impollinatori e, più in generale, del patrimonio naturale del nostro Paese.
Le Oasi degli impollinatori
Le Oasi WWF svolgono un ruolo strategico nella tutela degli impollinatori: grazie alla presenza di habitat diversificati – praterie, zone umide, boschi e agroecosistemi – offrono risorse essenziali come nettare, polline, siti di nidificazione e rifugi. In questi contesti, spesso oggetto di interventi attivi di gestione e ripristino, si costruiscono condizioni favorevoli alla sopravvivenza e al ritorno di queste specie, contribuendo al mantenimento degli equilibri ecologici.
Nella sola Oasi di Ca’ Brigida, una piccola area protetta nascosta tra colline e corsi d’acqua in Emilia-Romagna, l’ultimo censimento su farfalle diurne e notturne (le falene) ha svelato la presenza di 76 specie diverse, identificandolo come un hotspot di biodiversità nonostante la sua area di appena 12 ettari.
Attraverso attività educative, didattiche e iniziative di comunicazione, le Oasi contribuiscono ad aumentare la consapevolezza sull’importanza degli impollinatori e sulle minacce che li riguardano, promuovendo comportamenti più sostenibili da parte di cittadini, imprese e istituzioni.
Sono almeno 30 le Oasi WWF nelle quali sono stati realizzati interventi per favorire l’alimentazione e la riproduzione degli insetti impollinatori: aree con fiori nettariferi e polliniferi (lavanda, corbezzolo, menta, salvia, fiordaliso, trifoglio), nidi e rifugi artificiali. In molte sono poi stati realizzati giardini per farfalle e altri insetti impollinatori nei quali i visitatori possono vederli da vicino mentre si nutrono del nettare e scoprire tutte le curiosità grazie a pannelli didattici e alle informazioni fornite da guide esperte.
Alcune Oasi sono anche coinvolte nel progetto LIFE PolliNetwork, finanziato dall’Unione Europea, che le individua come aree chiave per la creazione di una rete nazionale di ripristino degli habitat favorevoli agli impollinatori e di corridoi ecologici, le cosiddette “Buzz Lines”.
Il progetto sarà realizzato in 10 regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Trentino, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia) entro il 2030, risultando essere un’iniziativa strategica per migliorare e ripristinare gli habitat anche nelle aree verdi in prossimità delle infrastrutture esistenti come strade, ferrovie, stazioni elettriche e aree agricole.
Non solo api, il ruolo fondamentale degli impollinatori
L’importanza degli impollinatori è fondamentale: circa il 90% delle specie vegetali a fiore e circa il 75% delle specie coltivate dipende dall’impollinazione animale, con effetti diretti sulla produzione agricola e sulla sicurezza alimentare, nonché sulla stabilità degli ecosistemi. Api, farfalle, sirfidi e molti altri impollinatori, infatti, consentono le ‘nozze’ tra le piante, portando il polline dagli organi maschili delle piante a quelli femminili garantendo la produzione di frutti e semi.
Eppure, questi insetti sono oggi tra i gruppi più minacciati: a livello globale, oltre il 40% degli impollinatori invertebrati rischia l’estinzione, mentre in Europa il 37% delle specie di api selvatiche e il 31% delle specie di farfalle sono in declino. Le cause sono molteplici e includono l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi, la perdita di habitat, i cambiamenti climatici e la diffusione di specie invasive.