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Chi avvelena un lupo è un criminale, basta tolleranza

Chi avvelena un lupo è un criminale, basta tolleranza
Chi avvelena un lupo è un criminale, basta tolleranza, foto generata con AI tramite Chat GPT

L’associazione Salviamo L’Orso si rivolge alle istituzioni competenti ed alla pubblica opinione abruzzese per una riflessione sulle cause del problema e sulle possibili soluzioni.

Nell’intera area all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, proseguono ritrovamenti di esche avvelenate e di carcasse di lupo.

L’associazione Salviamo L’Orso, insieme ai partners di Rewilding Apennines, hanno rilevato e denunciato, negli ultimi 5 anni, questi episodi in numerose aree esterne ai Parchi nazionali della regione Abruzzo.

Superato il primo momento di indignazione generale, è ora tempo di un ragionamento più profondo sul perché questi episodi si ripetano e quali possano essere le contromisure ed i provvedimenti tecnici da introdurre se esiste la volontà delle istituzioni competenti di stroncare queste pratiche criminali.

Va detto che le campagne di avvelenamento legalizzato contro i cosiddetti “animali nocivi” o “pulizie di primavera”, in Italia sono state consentite fino agli anni ‘70 del secolo scorso.

Gli allevatori, e non solo, utilizzavano legalmente i bocconi avvelenati, lacci e trappole contro i lupi e molta altra fauna prima di lasciare le stalle e trasferire i propri animali ai pascoli in quota.

Alla fine degli anni anni ‘70 questa pratica è diventata illegale grazie alla comprensione del fondamentale ruolo equilibratore che i predatori svolgono negli ecosistemi e all’introduzione degli indennizzi previsti per chi subiva i danni.

Va compreso che lo spargere indiscriminato di esche o bocconi avvelenati non solo è illegale e criminale, visto che è una pratica che non discrimina e fa tabula rasa di un intero ecosistema, ma è anche totalmente ingiustificata.

Gli allevatori oggi non solo hanno a disposizione mezzi di prevenzione quasi gratuiti ma accedono agli indennizzi sempre più velocemente. Ci sono delle regole ovviamente, di conformità delle aziende, regole che garantiscono anche la salute umana, non solo il benessere animale, regole che coinvolgono anche le strutture delle aziende, spessissimo fatiscenti, ma a queste regole i nostri allevatori o semplicemente chi possiede un pollaio abusivo sono “allergici”.

Chi si lamenta della mancanza di indennizzi dovrebbe prima metter ordine in casa propria prima di pretenderli. L’indennizzo è diventato una vera e propria fonte di entrata addizionale per alcuni allevatori disonesti.

Che il Parco stia facendo del suo meglio lo prova il fatto che alcuni allevatori o pseudo tali (in realtà solo percettori di contributi assistenziali) spesso pugliesi o laziali con residenze fittizie in regione, trasferiscono proprio qui le loro bestie per poi mettere in scena la lamentazione del povero allevatore “rovinato dai lupi“.

Va dunque allontanata l’idea che i lupi a Pescasseroli siano stati avvelenati per l’assenza di adeguati indennizzi, la realtà è che si è trattato di atti criminali e coordinati volti ad intimidire il parco reo di imporre regole a difesa delle leggi esistenti e del benessere animale ed umano.

Cosa si puo fare concretamente per stroncare questo tipo di odiosa criminalità? Non bisogna battere in ritirata di fronte a questa offensiva criminale, anzi rendere ancora più efficaci e stringenti i controlli sulle aziende e negare qualsiasi indennizzo a chi non è in regola. Moriranno altri lupi e orsi? Forse sì, ma è più importante respingere il ricatto e sradicare criminalità e ignoranza.

Indennizzi equi e veloci. Gli allevatori onesti hanno il sacrosanto diritto ad essere indennizzati se danneggiati dalla fauna selvatica che è di proprietà dello Stato, quindi va ulteriormente migliorato il sistema degli indennizzi per chi è in regola. Questo dipende da un aumento delle risorse umane e finanziarie che lo Stato e la Regione devono rispettivamente mettere a disposizione dei Parchi nazionali e di quelli regionali

Vigilanza e repressione. La vigilanza istituzionale va rafforzata, sia da parte dell’Ente Parco che dei Carabinieri Forestali che ne hanno piena responsabilità anche nelle aree fuori parco. I CC Forestali devono assolutamente rafforzare le loro Unità specializzate nell’antibracconaggio e intensificare il controllo su chi conduce attività di allevamento nelle aree colpite da episodi di avvelenamento di un lupo.

Sconfiggere l’omertà. Sono in molti a conoscere i responsabili di questi atti odiosi ma l’ignavia e il desiderio di evitare seccature o rappresaglie ha la meglio anche su chi vorrebbe parlare e liberarsi di questi criminali che gettano discredito e vergogna su intere comunità che vivono di turismo naturalistico e rischiano di pagare un prezzo pesante anche in termini economici.

L’omertà si sconfigge con una semplice Legge Regionale che funzioni, come la legge 21 novembre 2000, n. 353, nota come “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” che proibisce la costruzione, il pascolo, e molto altro sulle aree percorse dal fuoco.

In questo caso si tratterebbe di una legge che proibisca ogni attività di pascolo, legnatico, caccia, raccolta funghi e tartufi per almeno 1 anno sulle aree interessate da episodi di avvelenamento.

Concludendo Salviamo L’Orso chiede al Ministero dell’Ambiente (MASE), al Comandante dei Carabinieri forestali (CUFA) ed al Governatore Marsilio, per quanto di competenza di ciascuno, se si possa contare su di loro per sconfiggere questi crimini infami.

Luca Malgeri

Giornalista, laureato in Scienze Politiche, svolge la professione con passione, curiosità e il desiderio costante di conoscere e informare. Per quasi venti anni ha collaborato con la Tattilo, casa editrice che ha fatto della poliedricità il suo punto di forza, affrontando temi diversificati. Negli ultimi anni, seguendo l’evoluzione del settore, ha abbracciato il giornalismo online, concentrandosi su tematiche quali ambiente, sostenibilità e benessere degli animali. Il calcio rappresenta una delle sue più grandi passioni, che non solo segue da tifoso, ma continua a praticare con entusiasmo, nonostante l’inesorabile passare degli anni. Ama la famiglia, la vita attiva, le passeggiate, il buon cibo e vivere la natura. malgeri.greenplanetnews@gmail.com
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