Keyra piccola ocelot, fiocco rosa al Parco Natura Viva

La sua mamma è stata allevata nel parco zoologico in cui è nata, senza mai sperimentare su di sè l'accudimento: questo ha determinato un inizio delle cure parentali per lei un pò delicato. Ma a tre mesi dalla nascita di Keyra, mamma Andy è riuscita a fare affidamento sul suo istinto di animale selvatico e a gestire al meglio le intraprendenze della sua prima figlia

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Una nascita è sempre una gioia, una benedizione che porta la vita in mezzo a noi. Come nel caso di keyra, la piccola cucciola di ocelot nata da poco al Parco Natura Viva di Bussolengo in provincia di Verona, importante centro di tutela per le specie minacciate, che ha saputo evolversi nel tempo per assumere un ruolo attivo nella conservazione della biodiversità. La notizia della nascita della piccola Keyra non può che far piacere a chi ama la vita e gli animali.

Ocelot, uno splendido felino

Pur trattandosi infatti di un felino americano terricolo, l’ocelot abita ambienti che vanno dalle foreste tropicali alle praterie, nei quali predilige la presenza di coperture arboree. Tra i suoi predatori il boa, i puma e i giaguari, ma il più pericoloso rimane l’uomo, guarda un po’, il famigerato bipede che passa su qualsiasi cosa si muova in nome del profitto e per assecondare il proprio piacere.

Tra gli anni Sessanta e i Settanta il commercio di pelli di ocelot, fino a  200.000 l’anno, ne metteva in grave pericolo la stessa esistenza. Nel 1990 ne fu proibito il commercio ma oggi, questo splendido felino rimane inserito nella Lista Rossa IUCN a causa della perdita dell’habitat in cui vive e ancora, a causa del commercio illegale degli esemplari.

La nascita di Keyra al Parco Natura Viva

La nascita di Keyra, dunque, appartiene alla galassia delle buone notizie, quelle che fa particolarmente piacere riportare. Quando si diventa mamma, spesso si cresce e si affrontano le proprie insicurezze: non accade solo all’uomo, ma anche agli animali. Viviamo tutti sotto lo stesso cielo. Succede anche ad  Andy, giovane mamma primipara che solo 3 mesi fa ha dato alla luce Keyra, l’unica piccola di ocelot a venire al mondo in un parco zoologico italiano.

Keyra piccola ocelot, fiocco rosa al Parco Natura Viva

Occhi azzurri del colore del mare, musetto impertinente, manto maculato e tanta voglia di esplorare gli anfratti tra le rocce e la cima degli arbusti presenti nel suo reparto. Attività tipiche per un cucciolo di felino che non hanno mancato di mettere alla prova il forte istinto di protezione di mamma Andy, impegnata durante i primi mesi di vita, a riportarla al sicuro della tana a ogni tentativo di allontanamento volontario.

Keyra piccola ocelot, fiocco rosa al Parco Natura Viva

“Nella storia di Andy c’è la ragione della sua insicurezza”, spiega Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva. “Lei non fu svezzata e allevata dalla sua mamma ma dai keeper del parco zoologico dove nacque. Sebbene ora sia adulta, rimane il fatto che non abbia mai vissuto su di sè l’esperienza dell’accudimento da parte di un adulto della propria specie, al quale si aggiunge l’inesperienza stessa di essere mamma per la prima volta. Questo ha comportato una maggiore inquietudine nel gestire la voglia di esplorare di Keyra e un po’ di tempo in più per accettarne gli spostamenti autonomi”.

Keyra piccola ocelot, fiocco rosa al Parco Natura Viva

Ma la gestione adeguata dello staff del Parco le ha consentito di riconoscere l’uomo come altro da sé, di avere fiducia in Philip – papà della piccola e suo compagno – di affrontare la vita contando sul suo istinto di animale selvatico e di allevare al meglio la piccola Keyra.

“I tre mesi di Keyra ora impediscono alla mamma di riuscire a trasportarla e portarla al sicuro. Così, Andy, non può far altro che tranquillizzarsi ed osservarla mentre gioca con qualunque cosa si muova, che sia un rametto, un sassolino o un arricchimento da scartare. Anche se la sua attività preferita rimane quella di arrampicarsi dappertutto, in perfetto “stile ocelot”, conclude Spiezio. Per fortuna, anche tra i bipedi, c’è chi si differenzia e fa speranza.

 

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