La biomusicologia ovvero “il battito animale”

La biomusicologia è una disciplina che studia la musicalità presente negli esseri umani attraverso gli animali. Il senso del ritmo non è infatti solo una caratteristica presente negli uomini, ma è insita anche in specie come gli uccelli dotati di abilità canore

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La biomusicologia, che fascino. La musica non è solo una questione umana. L’istinto musicale è antico quanto l’uomo e forse di più. Diverse ricerche svolte da scienziati americani hanno dimostrato, infatti, che il senso del ritmo e l’amore per la musica non sono solo una caratteristica fondamentale della razza umana. https://royalsocietypublishing.org/doi/full/10.1098/rstb.2014.0094.

Il senso del ritmo agisce sulle strutture primordiali del cervello, le stesse che conferiscono abilità tonali e canore agli uccelli ed alle balene.

Analisi condotte su alcuni uccelli e sulle balene

Hanno dimostrato che questi animali convergono sulle stesse acustiche e le stesse scelte estetiche a cui si attengono i compositori umani di musica. Certe balene maschio, ad esempio, passano sei mesi dell’anno a produrre musica e sono in grado di vocalizzare gradualmente su una gamma di almeno sette ottave

Nell’“Origine dell’uomo” Charles Darwin sostiene che “per quanto grande, la differenza tra noi e gli altri animali più evoluti dal punto di vista cognitivo è una differenza di grado non di tipo“. In effetti gli scimpanzé allo stato libero fanno dei cori e tamburellano sulle radici degli alberi, spesso si tratta di rituali di gruppo. Noi, a differenza, apprezziamo la musica anche quando non assolve a un compito di comunicazione immediata.

Ancora Charles Darwin con la “Teoria Adattiva”

L’origine della musica viene vista come il risultato dei processi di seduzione tra i due sessi. Il canto dell’uomo è imitazione dei gridi degli animali, soprattutto degli uccelli, in particolare nella stagione degli amori. Le nuove ricerche dimostrano, inoltre, che gli esseri umani non detengono alcun diritto di copyright in fatto di musicalità. Molti animali, infatti, producono diversi suoni che possono essere chiamati musica, che non sono cioè una casuale accozzaglia di trilli e cacofonie, ma che hanno una logica nelle proprie sequenze.

Anche gli animali amano la musica

Con l’intento di dimostrare che anche gli animali apprezzano la musica proprio come gli esseri umani, sono stati condotti numerosi studi nel corso degli anni e sono nate addirittura nuove discipline come la zoomusicologia. La zoomusicologia studia la musica sugli animali, il modo in cui reagiscono ai suoni e gli effetti che la musica genera in loro.

La biomusicologia ovvero "il battito animale"

Esperti della scuola di psicologia dell’Università di Queens sono giunti alla conclusione che la musica classica aiuta i cani a rilassarsi, riduce i loro latrati e aumenta anche il tempo che dedicano al riposo. Se invece gli si fa ascoltare della musica heavy metal, l’intensità della loro agitazione aumenta, così come i latrati, che diventano interminabili. Ogni similitudine con gli effetti che la musica provoca agli esseri umani non sembra essere una semplice coincidenza.

La musica preferita da cani e gatti è quella classica

Un musicista statunitense, Felix Pando, ha inciso un disco in cui ha adattato brani di grandi compositori di musica classica per gli animali, creando delle melodie rilassanti in cui suoni e frequenze sono particolarmente gradite ai nostri amici a quattro zampe.
https://www.youtube.com/watch?v=uQThYdDDGc4.

Mentre il Dr. Charles Snowdon, psicologo della University of Wisconsin-Madison, ha realizzato un nuovo tipo di musica appositamente per i gatti.
https://www.youtube.com/playlist?list=PL7jP3jZbV6J-3Kxj7-4GjpVobD4apcCtr

La motivazione?

Lo spiega lo stesso Snowdon all’Huffington Post: “La prima è che molti possessori di animali ci hanno detto che quando escono di casa lasciano la radio accesa per i loro piccoli amici, e ci chiediamo se questa cosa sia di qualche aiuto per loro. Il secondo motivo, invece, è che abbiamo sviluppato una teoria secondo la quale anche le altre specie biologiche possono apprezzare la musica, ma deve essere creata nella gamma di frequenze che queste utilizzano per comunicare, con un ritmo al quale sono abituate normalmente.”

La biomusicologia ovvero "il battito animale"

Altri studi hanno dimostrato che certe mucche aumentavano la loro produzione di latte se ascoltavano “Le quattro stagioni” di Vivaldi, o che i maiali ingrassavano più velocemente con Mozart in sottofondo.

Happy Cow Concert – Violin and Piano. Cremona, Italy

“I musicanti di Brema”, fiaba dei fratelli Grimm insegna ai bambini, ma anche agli adulti, il rispetto per gli animali.
È la storia di un asino, un cane, un gatto e un gallo provenienti da quattro diverse fattorie, che stanchi dei soprusi dei loro padroni ed a rischio di uccisione poiché vecchi, fuggono. Decidono di andare insieme a Brema, in Germania, per vivere senza padroni e provare a diventare musicisti nella banda della città.

Gli animali cantano? Ecco una domanda alla quale tante aree di ricerca sono interessate a rispondere. Per tanto tempo gli studiosi di musica non si sono chiesti se la musica fosse davvero un fenomeno solo umano: hanno cominciato a farlo solo da pochi anni. Il libro che ne parla è Quando la musica è bestiale per davvero. Studiare e capire la zoomusicologia (2011 – Ed Aracne) di Dario Martinelli

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