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La casa felice? Al Festival del verde e del paesaggio

La casa felice? Al Festival del verde e del paesaggio
La casa felice? Al Festival del verde e del paesaggio

La manifestazione espositivo-culturale in Italia dedicata al verde in città e al paesaggio urbano cambia data anticipando l’apertura al 31 marzo.

Come possiamo vivere vite felici in città sempre più grandi, complicate e inquinate? Creando e abitando una casa felice. È questo il tema-provocazione della XII edizione del Festival del Verde e del Paesaggio di Roma, la più grande esposizione-evento in Italia dedicata al verde in città e al paesaggio urbano.

L’appuntamento si tiene quest’anno con un mese di anticipo dal consueto e precisamente dal 31 marzo al 2 aprile nel suggestivo giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma progettato da Renzo Piano (Viale Pietro De Coubertin, 30 orari 10.00 – 19.00). All’evento sono attesi migliaia di appassionati da tutta Italia, avamposto di un popolo di esperti giardinieri e aspiranti pollici verdi che cresce ogni anno.

In scena anche installazioni e paesaggi “del futuro” con i Concorsi creativi per giovani progettisti, la mostra-mercato con i migliori produttori italiani di piante sostenibili, il festival a misura di bambino, le lezioni e i workshop gratuiti, i talk filosofici, i pic nic gourmet ispirati alla botanica e molto altro per riappropriarsi della connessione arcaica con la natura e ritrovare la felicità in una vita più lenta e più nostra.

Il Festival del Verde, promosso da Altri Paesaggi con il patrocinio delle istituzioni del territorio e tanti partner di eccezione, è nato per promuovere una nuova filosofia di esplorazione e connessione con la natura.

Terrazzi, balconi, giardini, terrazze condominiali, orti urbani, davanzali, tetti, muri verdi, case vegetali, la natura nella visione del Festival è ovunque e può essere al centro delle nostre vite per lasciarci trasformare da questa.

La casa felice è anche la passione per il “green”

Lo confermano i dati di Gsk: oggi il 40% degli italiani dedica tempo a qualche forma di giardinaggio, il 50% coltiva piante aromatiche o da orto, il 35% acquista piante da esterno e il 38% da interno. Una vera e propria febbre verde che non risparmia neanche la generazione Z, se è vero che il 37% degli under 25 al momento dell’acquisto della prima casa, ha già le idee chiare: deve avere almeno un balcone.

L’attitudine alla creazione di spazi domestici che promuovano l’equilibrio tra benessere fisico, emotivo, cognitivo e spirituale rigenerando l’ambiente naturale è in primo piano tra le tendenze dell’abitare dei prossimi anni. dichiara Gaia Zadra, ideatrice e direttrice del Festival del Verde e del Paesaggio – Del resto saranno proprie le aree verdi a mitigare gli effetti di quel cambiamento climatico che rende le città sempre meno vivibili. Ecco quindi che pensare al giardino come casa, luogo in continuità con essa e spazio della cura e delle relazioni può stimolare esplorazioni virtuose per ritrovarsi e apprendere un nuovo vivere urbano più felice e in contatto con i nostri bisogni”.

Il diritto universale al benessere

La casa felice – in una visione che vuole richiamare anche il diritto universale al benessere attraverso la natura che sia accessibile dal più modesto dei davanzali fino al più sontuoso dei giardini – sarà quindi il filo conduttore del Festival.

Ma come può essere una casa che rende felici? A rispondere saranno architetti, interior, flower e garden designer, paesaggisti e giardinieri, vivaisti e accademici, creativi ed esponenti della cultura, chiamati dal Festival da tutta Italia e oltre ad illustrare tendenze del domani e istruzioni per l’oggi. Lo faranno attraverso concorsi, giardini temporanei, esposizioni botaniche, lezioni teorico-pratiche, conferenze, workshop, esplorazioni sensoriali, laboratori per i piccoli e le famiglie, picnic gourmet. Alcuni tratti dell’identikit della casa felice disegnata al Festival: Fatta di materiali naturali e sostenibili; piena di luce e aria e con un buon isolamento acustico; a bassa emissione di co2, con spazi versatili e colori naturali; illuminazione studiata per assecondare il ritmo circadiano, per farsi nel suo insieme rifugio “totale” in cui vivere, lavorare, meditare, divertirsi, stare insieme e rilassarsi.

Un programma variegato

Particolarmente ricco il programma del Festival con percorsi dedicati su un’area espositiva di oltre 20.000 metri quadrati. A cominciare dalla grande mostra-mercato con la presenza di circa 200 tra i migliori vivaisti selezionati per l’attenzione alle piante stagionali, locali e prodotte in modo sostenibile, insieme all’alto artigianato e alle proposte più di avanguardia di brand dell’arredo da esterno, dei tessuti e dei complementi.

Molte anche le novità. Tra queste il temporary shop “Inside out” per la prima volta con limited edition esclusive per il Festival e pezzi introvabili di arredi e utensili. E ancora la Scuola del Verde per bambini, che segna l’avvio di un’attenzione ancora più estesa verso i più piccoli, cresciuta attorno al Minifestival “Dacosanascecosa”.

Sempre al centro del Festival il tema della protezione della Natura reinterpretato quest’anno attraverso un progetto nuovo che vuole farsi anche movimento per la promozione di un’industria florovivaistica di nuova generazione. Proprio come slow food che sostiene le tradizioni alimentari locali e un legame più forte con il cibo che mettiamo nei nostri piatti, o lo slowgardening che promuove un legame più profondo con le stagioni, Slowplants sarà lanciato per incoraggiare un acquisto più consapevole, stagionale e locale e una produzione più sostenibile delle piante che mettiamo nei nostri spazi domestici.

I giardini del futuro per vivere il presente, i due concorsi

Interessante anche la sezione dedicata ai due concorsi indetti ogni anno dal Festival come punto di incontro e tracciamento delle nuove tendenze nella progettazione di giardini e piccoli spazi esterni con installazioni e rappresentazioni immaginarie di grande suggestione e dimensione.

Il primo concorso, Avventure Creative, è dedicato al paesaggio contemporaneo con il punto di vista di architetti, paesaggisti, ingegneri, botanici, artisti e designer e quest’anno ha come tema “Abitare”.

Ai giovani architetti e designer under 35 si rivolge invece l’altro fiore all’occhiello del Festival, il concorso Balconi per Roma per stimolare il massimo della creatività nel minimo dello spazio: quello, appunto del balcone come luogo fisico e simbolico dei nostri atti di cura e soglia che unisce il dentro e il fuori.

C’è tempo fino al 28 febbraio per partecipare nella speranza di superare il vaglio dei giudici guidati dallo storico del paesaggio e docente allo Iuav di Venezia, Franco Panzini. Tutti i lavori finalisti di entrambe le competizioni saranno realizzati dal vivo in occasione del Festival dando vita a un grande giardino di oltre 400 mq, un luogo-non luogo magico e visionario nel quale i visitatori potranno immergersi, interagendo direttamente con le opere. Al vincitore dei concorsi andrà un Albero-scultura dell’artista Ciriaco Campus.

Workshop creativi, decine di lezioni gratuite, l’help desk del Plant consultant e i seminari tecnici

Il Festival chiamerà a raccolta garden designer, architetti d’interni e tanti esperti, inclusi i docenti de La Scuola del Verde di Roma, che offriranno lezioni gratuite su come coltivare piante più o meno difficili, ideare e gestire giardini speciali anche a bassa manutenzione e a ridotto consumo idrico, sperimentare nuove tecniche di coltivazione, scoprire e coltivare rarità, realizzare un orto in miniatura o divertirsi con il plant swapping, o ancora farsi aiutare dal Plant Consultant per un supporto personalizzato. Molto seguiti, infine, i laboratori organizzati dagli Ordini professionali di Architetti, Agronomi e Paesaggisti.

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