La ‘Ndocciata che infiamma Agnone

L’8 dicembre si celebra ad Agnone, piccolo comune in provincia di Isernia, la ‘Ndocciata, la più suggestiva e imponente manifestazione italiana legata al fuoco. Protagoniste le ‘Ndocce, fiaccole alte quasi tre metri che danno vita ad un fiume di fiamme che accende la città. Una ricorrenza ricca di simboli e legata alla tradizione contadina e che esalta l’abete bianco del bosco di Montecastelbarone, una splendida foresta a nord di Agnone.

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La ‘Ndocciata che infiamma Agnone. La ‘Ndocciata di Agnone, centro montano dell’Alto Molise in provincia di Isernia noto per la sua millenaria produzione di campane, è la tradizione natalizia legata al fuoco più imponente che si conosca al mondo. Chi ha avuto la fortuna di assistere a questa spettacolare quanto suggestiva processione di fiamme e scintille, racconta di una lunga, interminabile emozione poco descrivibile se non vissuta. Uno spettacolo suggestivo tanto da essere riconosciuto, nel mese di luglio del 2011, “Patrimonio d’Italia per la Tradizione”. Una emozione che anche Giovanni Paolo II volle far vivere ai romani ed ai pellegrini di tutto il mondo accogliendola in piazza San Pietro nel 1996.

L’appuntamento è per l’8 dicembre e padri-protagonisti della manifestazione sono i contadini. Un rito che si lega a tanti significati simbolici: da come ardevano le fiamme o come tirava il vento potevano trarsi auspici su quello che sarebbe stato il raccolto.

A partecipare sono le contrade di Agnone (Colle Sente, Capammonde e Capabballe, Sant’Onofrio, Guastra e San Quirico) con tantissimi portatori di torce di tutte le età vestiti con abiti della tradizione contadina che sfilano lungo le vie del paese.

La ‘Ndocciata che infiamma Agnone (foto di Adelina Zarlenga)

L’inizio della processione è fissato per le ore 18, quando a sfilare sono i figuranti con i prodotti della terra e gli animali della campagna, a seguire i portatori di ‘Ndocce, cioè le “grandi torce”. In testa sono sistemate le più piccole, le singole, e a seguire quelle più grandi, 20 fiaccole per un peso di 140 chilogrammi. Ad animare la processione piroette e coreografie di fuoco dei portatori di ‘Ndocce. Le emozioni crescono, il fiume di fuoco si fa maestoso e si dipana sotto gli occhi degli spettatori che affollano il corso principale di Agnone, lungo chilometri e che sembra non finire mai.

La ‘Ndocciata che infiamma Agnone (foto di Adelina Zarlenga)

Un altro momento significativo della manifestazione è l’arrivo in piazza quando si accende il grande falò della fratellanza. E’ un gesto purificatore, quando la gente si mette alla spalle le “cose brutte” dell’anno che sta per concludersi salutando con rinnovata speranza l’anno che viene. Ciò che sorprende è il silenzio che precede l’accensione del grande fuoco.

Le ‘Ndocce, anticamente come oggi, hanno un’altezza di oltre tre metri. Se assemblate assumono la
caratteristica forma a ventaglio o a raggiera. Si tratta in questo caso di torce multiple, di numero pari, variabile da due fino a oltre venti fuochi. Esse vengono trasportate da due o più portatori in costume contadino. Caratteristica di esso è la storica cappa, mantello utilizzato soprattutto dai pastori, tagliato a ruota con il bavero alto, agganciato al collo, di colore nero.

La ‘Ndocciata che infiamma Agnone (foto di Adelina Zarlenga)

Il materiale utilizzato per la fabbricazione delle ‘Ndocce è l’abete bianco, reperito quasi esclusivamente nel bosco di Montecastelbarone una splendida foresta a nord di Agnone. Gli alberi prescelti sono individuati dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato tra quelli malati, abbattuti da calamità naturali o secchi. I tronchi sono ripuliti dalla corteccia e tagliati in sottili listelli di circa un metro e mezzo di lunghezza, legati tra loro a mazzo e sovrapposti fino a raggiungere l’altezza di alcuni metri. Questa sovrapposizione di listelli è arricchita nel suo interno da steli secchi di ginestra, che faranno ardere la ‘Ndoccia caratterizzando il rituale anche sonoramente con il loro crepitìo. Questa pianta viene scelta per motivi di carattere logistico e tradizionale. L’abete è una pianta resinosa e di facile combustione, ma è anche l’albero-simbolo del Natale per molte popolazioni nordiche soprattutto di origine celtica non del tutto estranee alla tradizione agnonese. Inoltre il legno di abete non è difficile da trasportare e, se ben secco, è ricco dei rumorosi scoppiettìi che al momento dell’accensione fanno la differenza fra una buona ‘Ndoccia e una non riuscita.

La ‘Ndocciata che infiamma Agnone

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e-mail: proloco.agnone@gmail.com
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telefono e fax: 0865 77249 0865 77722

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