La risposta di Sorgenia ai cittadini sulla Centrale Geotermica

Arriva la risposta di Sorgenia in merito al progetto di realizzazione della centrale geotermica nei pressi della Val d’Orcia che ha suscitato il malcontento di cittadini e associazioni del luogo. Green Planet News riporta di seguito la lettera di Sorgenia pervenuta in redazione

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Lo scorso 4 dicembre, noi di Green Planet News abbiamo dedicato un articolo alla questione del progetto presentato alla Regione Toscana per la realizzazione di una centrale geotermica nei pressi del paesaggio della Val d’Orcia, sito Unesco. Sorgenia ipotizza la realizzazione della centrale, suscitando tuttavia il malcontento di cittadini e associazioni del luogo.

Nell’intervista a Nicoletta Innocenti di Opera Val d’Orcia, si è dato spazio ai motivi di preoccupazione dei cittadini del Sud del Senese che non sono favorevoli al progetto. Cercando di capirne il perché e approfondendo i motivi di questa preoccupazione. Oggi, arriva la risposta da parte di Sorgenia, che ci tiene a rassicurare su alcuni aspetti della questione i cittadini stessi e a precisare alcuni punti. Ecco di seguito, la lettera di risposta al nostro articolo inviata in redazione da parte di Sorgenia che accogliamo e pubblichiamo.

La risposta di Sorgenia

In risposta all’articolo pubblicato mercoledì su Green Planet News, ci preme fare alcune precisazioni. Intendiamo ribadire con forza che il progetto presentato nel comune di Abbadia San Salvatore sorgerà nell’area industriale della Val di Paglia e non interesserà in alcun modo la Val d’Orcia.

A tal proposito, precisiamo che il cartello “Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia”, di cui tanto si parla negli articoli fino a oggi pubblicati, non è collocato vicino all’ingresso dell’area UNESCO della Val d’Orcia, ma si trova lungo la SS Cassia in concomitanza con il bivio tra l’area industriale di Abbadia e la strada per Radicofani e Chiusi. Il progetto, infine, non interessa e non può interferire in alcun modo con le terme di Bagni San Filippo, San Casciano dei Bagni e Bagno Vignoni, che distano oltre 5 km dall’area dell’intervento.

Scansiamo il terreno da ulteriori equivoci: la superficie totale occupata dall’impianto sarà di soli 2 ettari, ovvero l’equivalente di 3 campi da calcio regolamentari. Per altro, circa metà di questa area sarà destinata alla realizzazione di opere a verde e all’arricchimento della vegetazione locale. In modo tale da migliorare l’inserimento paesaggistico dell’intervento, ottenendo una riqualificazione dell’area industriale.

L’Energia Rinnovabile

Stiamo parlando di un esempio di valorizzazione sostenibile delle risorse del territorio, nel pieno rispetto dell’ambiente. La centrale produrrà energia rinnovabile pulita capace di coprire il fabbisogno di oltre 32.000 famiglie. Inoltre, eviterà di immettere in atmosfera ogni anno quasi 40.000 tonnellate di CO2. L’impianto, studiato per garantire i più elevati standard ambientali, non consuma acqua, non emette alcun gas in atmosfera e reinietta integralmente il fluido geotermico estratto.

Non si tratta di un impianto sperimentale, ma di un progetto di geotermia innovativa che si avvale di un insieme di soluzioni tecnologiche ampiamente consolidate. L’impianto, tra l’altro, è stato già sottoposto a una procedura di valutazione LCA (Life Cycle Analisys) che prende in considerazione l’intero ciclo di vita del progetto e di tutte le materie prime e processi correlati, e ha pienamente confermato la compatibilità ambientale del progetto stesso.

Passiamo ora all’annosa questione degli incentivi. È bene ricordare che la geotermia, come tutte le altre fonti rinnovabili, riceve supporto dallo Stato, esattamente come accade negli altri paesi europei. Questo, per consentire la realizzazione di impianti funzionali all’obiettivo italiano ed europeo di decarbonizzazione della produzione di energia e di sviluppo di soluzioni sostenibili e compatibili con l’ambiente.

Ci preme, inoltre, rassicurare le comunità locali in merito al tema della sismicità. Da questo punto di vista il progetto è stato pensato seguendo l’approccio cautelativo delle linee guida ministeriali e non crea in nessun modo rischi sismici. A ulteriore garanzia, è già attiva una rete di monitoraggio della microsismicità dell’area, realizzata in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che rimarrà in funzione anche durante tutto il periodo di esercizio della centrale.

L’area archeologica

Anche dal punto di vista archeologico intendiamo tranquillizzare le persone. È già stata effettuata una ricognizione dell’area, alla quale seguiranno ulteriori indagini previste dalla legge e che saranno concordate con gli enti preposti. Il procedimento di VIA è stato correttamente avviato il 13 novembre. Seguendo le tempistiche previste dalla normativa di settore e coinvolgendo tutti gli Enti e le Amministrazioni competenti a esprimersi sul progetto.

Da ultimo, ma certo non meno importante, il progetto darà vita a positive ricadute locali a livello socio-economico, strettamente correlate con il tema della sostenibilità e dell’economia circolare. Grazie alle sinergie con la centrale, è previsto il rilancio dell’area industriale attraverso l’insediamento di attività produttive legate alla filiera del calore. Il riciclo del legno per la produzione di pallet e la coltivazione idroponica, solo per citarne alcune, che creeranno circa 70 nuovi posti di lavoro”.

Ufficio Stampa Sorgenia

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