La svolta green dei frati Francescani, il convento a impatto zero

Il convento dei frati Francescani che si trova nel Santuario della Madonna delle Grazie, a ridosso del parco di Monza, riceve la certificazione ambientale per emissioni zero. Energia pulita e riciclo, pochi sprechi e alberi “mangiasmog” segnano la svolta green del convento

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Quello di cui parliamo è il primo convento d’Italia a emissioni zero. Gestito dai frati francescani, il convento a impatto zero diventa ecologista attraverso l’utilizzo di un’energia pulita, meno sprechi e tanto riciclo.

Infatti, i frati che gestiscono il loro convento nel Santuario della Madonna delle Grazie a Monza riciclano anche i lumini. Lasciandosi ispirare dagli insegnamenti di San Francesco e dal suo amore per la natura e l’ambiente, grazie a un impianto fotovoltaico i frati utilizzano energia pulita per i locali del convento, della chiesa, dell’ostello e della mensa per i poveri.

Ma non solo. Sono 74 mila e 200 i lumini che ogni anno vengono accesi da fedeli e da pellegrini, i quali produrrebbero 11,01 tonnellate di anidride carbonica l’anno. Gli stessi lumini votivi sono fatti di plastica riciclata e una volta vuoti vengono ritirati per poi essere riempiti di nuova cera. Il tutto per limitare al massimo gli sprechi e non produrre troppi rifiuti. Inoltre, per quanto riguarda ciò che l’impianto non produce, i frati acquisterebbero comunque da fonti pulite certificate green.

Compensare le emissioni col verde

Fondamentale in questo ambiente ecologista e rispettoso della natura a 360° è il rigoglioso giardino che sta alle spalle del chiostro e svolge un’importante funzione. Il Santuario costruito tra il 1463 e il 1467 lungo il fiume Lambro, consumerebbe all’anno 111 tonnellate di CO2 che verrebbero tuttavia in parte abbattute in modo naturale proprio da questo ricco giardino.

Le stesse piante presenti sono state infatti selezionate a tale scopo. La collina ad esso adiacente è stata rimboscata con 80 alberi in grado di trattenere l’anidride carbonica, come anche altri gas serra prodotti dalle attività del convento. La presenza poi, di un frutteto e di un orto garantiscono frutta e verdura a chilometro zero.

La svolta green dei frati Francescani, il convento a impatto zeroIl convento dice no a plastica e sprechi

Ma l’impegno dei frati francescani nei confronti dell’ambiente non finisce qui. Infatti, per la mensa dei poveri verrebbe recuperato cibo prossimo alla scadenza da ben due supermercati, con frutta e verdura invece, provenienti da aziende agricole che usano concime biologico. Le posate utilizzate sono poi in materiale compostabile e si beve l’acqua filtrata in caraffa.

Il convento però, ha fatto delle scelte più ecologiche anche per quanto riguarda la mobilità, passando da sette a cinque mezzi utilizzati. Si sta in ultimo lavorando per abbandonare il metano: anche qui l’idea sarebbe quella di utilizzare l’energia dei pannelli fotovoltaici per riscaldare i locali.

Il primo convento a emissioni zero: arriva la certificazione

Alla luce di tutto questo, dell’impegno dei frati francescani nei confronti dell’ambiente, è stata una vera soddisfazione l’arrivo della certificazione ambientale. Un importante traguardo che vorrebbe anche essere d’esempio per altri conventi. A certificare il loro primato speciale tra gli edifici religiosi per emissioni zero è stata Energy Saving, azienda locale che per i suoi 20 anni nel campo della sostenibilità ha anche donato al convento 20 piante di ulivo, simbolo di pace e capaci di assorbire ogni anno circa mezza tonnellata di emissioni.

San Francesco e il rispetto per la natura

Insomma, davvero esemplare il comportamento di questi frati che si son lasciati ispirare dagli insegnamenti di San Francesco. Come non pensare a tal proposito alle sue bellissime parole cariche di significato nel Cantico del Frate Sole, in grado ancora oggi di far riflettere soprattutto alla luce dei gravi problemi ambientali che stiamo affrontando.

Insegnamenti, quelli del Santo, che i frati fanno propri e realizzano concretamente. Il tutto con la speranza di poter essere da esempio e di vedere in un futuro non troppo lontano, un uomo che sia capace di collaborare con la natura, che se ne prenda cura e la rispetti in quanto parte di essa e partecipe della sua stessa bellezza.

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Fonte: People for Planet

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