Lavoro green: potenzialità italiana e possibile crescita

I risultati dell’indagine di Unioncamere-Anpal svolta prima dell’avvento della pandemia, mostrano che per il 61% la crisi sanitaria potrebbe diventare un’occasione concreta per abbracciare un futuro più green

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Lavoro Green? Legambiente e Green Factor, hanno sviluppato un’analisi concentrandosi su 55 figure professionali e sottoposto un questionario ad un gruppo selezionato di protagonisti dell’economia circolare per testare la potenzialità di una possibile ripresa basata su uno sviluppo ecosostenibile.

Il progetto si chiama ECCOEconomie Circolari di Comunità per la rigenerazione ambientale, sociale e culturale, è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Lobiettivo  sotteso è quello di promuovere e sviluppare l’economia circolare tramite un approccio integrato in grado di generare benefici ambientali, economici e sociali sia su scala nazionale che a livello locale.

Lavoro green, contenuto e sviluppo della ricerca

L’indagine ha preso in considerazione 55 gruppi professionali e ha coinvolto un gruppo selezionato di esperti scelti fra operatori di economia sociale e circolare. Focus: valutare l’impatto socio-economico della crisi legata al Covid-19 e il grado di fiducia in una possibile ripresa basata sullo sviluppo sostenibile.

I risultati? Sorprendenti

Dalle stime effettuate, nel 2019 quasi l’80% delle imprese italiane ha richiesto competenze green non solo ai laureati ma anche ai neodiplomati che approcciavano per la prima volta al mondo del lavoro.
Green skills quali abilità nei più variegati settori: tra le professioni chiamate ad affinare le proprie velleità ecosostenibili abbiamo cuochi, gestori di bed and breakfast, agriturismi, addetti all’assistenza e sorveglianza di adulti e bambini, falegnami, fabbri.
“Sono state analizzate due classi di professioni. Un primo gruppo di 29 categorie, con un mercato di circa un milione e mezzo di posizioni aperte sul mercato del lavoro nel 2019, tutte potenzialmente coinvolte in processi di economia circolare dal basso o in imprese via via più strutturate fino alle grandi con oltre 50 dipendenti”, commenta Marco Gisotti, giornalista e direttore di Green Factor sul sito.
Quindi, un secondo gruppo nel quale sono state classificate tutte quelle altre categorie professionali, in tutto 22, nelle quali esplicitamente Istat pone riparatori e manutentori: un mercato di 234.140 posizioni disponibili in entrata solo nello scorso anno“, aggiunge.
Gli intervistati ritengono che i green jobs cresceranno nel prossimo anno quasi dell’8%,  per arrivare  al 26,4% nei prossimi 5 anni.

Lavoro green, la crisi come possibile opportunità

Sebbene l’indagine anzidetta si sia svolta nel periodo pre e durante il lockdown, è emerso come la crisi sanitaria, nonostante rappresenti evidentemente un problema che attanaglia il nostro Paese, sia al contempo una probabile e possibile occasione per ricostruire un futuro all’insegna del Green.
Lorenzo Barucca, responsabile nazionale di economia civile di Legambiente, evidenzia: “Possiamo e dobbiamo immaginare che il mercato del lavoro abbia sempre più bisogno di competenze verdi. […]Crediamo che la strada dell’inclusione circolare possa rappresentare una sana ricetta di sviluppo economico che guarda al rilancio in chiave green di settori strategici per il Paese tra cui turismo, mobilità, ristorazione, energia e rifiuti“.

Lavoro Green e Stato

Molto però dipenderà dal ruolo delle istituzioni: gli intervistati hanno assegnato un punteggio da 0 a 100 in base al rischio per lo sviluppo dell’economia circolare.
Con rispettivamente 85 e 84 su 100, i principali fattori che secondo gli intervistati andranno con urgenza implementati per favorire lo sviluppo dell’economia circolare sono la diminuzione della pressione fiscale da parte dello Stato, ( 85 su 100) ed il perfezionamento del sistema di leggi e regolamenti nazionali e locali anche per chi vorrebbe iniziare, che  ha registrato (84,2 su 100).
E, in effetti, le problematiche sottese alla farraginosità di una possibile svolta “verde” appaiono sinora correlate agli evidenti vincoli imposti dalla burocrazia e alla scarsa attenzione da parte delle istituzioni in ambito locale.
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