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I 40 anni del premio letterario Gambrinus Giuseppe Mazzotti, il primo italiano dedicato all’ecologia 

Un concorso che, in quasi mezzo secolo, si è qualificato come osservatorio internazionale e come promotore di azioni di cittadinanza attiva per quanto riguarda i temi della tutela dell’ambiente, del paesaggio, della biodiversità, dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici

La cerimonia di premiazione dei vincitori della 40esima edizione del premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti si svolgerà a Treviso sabato 12 novembre: quest’anno la vittoria nella sezione Ecologia e Paesaggio va a Daniele Scaglione, fisico e divulgatore, autore di “Più idioti dei dinosauri”

Compie quarant’anni e si prepara a festeggiarli tutti, sabato 12 novembre a Treviso, il primo riconoscimento letterario italiano a premiare opere di ecologia: si tratta del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, nato a Treviso nel 1983 all’indomani della morte di Giuseppe Mazzotti.

Giuseppe Mazzotti, direttore per oltre trent’anni dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso, salvatore delle ville venete (il giornalista Orio Vergani sulle pagine de “Il Corriere della Sera” nel 1958 lo definì “Il Robinson delle Ville venete”), fu ecologista ante litteram sempre pronto a denunciare e combattere gli scempi ambientali.

Il Premio fu il primo in Italia e tra i primi in Europa a dedicare attenzione ad una scienza ancora giovane come l’ecologia, diventata bandiera della nuova richiesta di tecnologie meno violente nei confronti della natura e di più equi rapporti fra paesi ricchi e poveri solo nei primi anni Settanta del Novecento.

Questo ha permesso al concorso di qualificarsi come osservatorio internazionale, intercettando attraverso le opere partecipanti e premiate i primi campanelli di allarme di situazioni che oggi si sono tramutate in emergenze.

Tra i premiati si ricordano nel 1983 lo scienziato israeliano Ze’ev Wolfson con “Il rosso e il verde. La distruzione della natura in Urss” (che partecipò con lo pseudonimo di Boris Komarov, riuscendo a far uscire il proprio libro dall’Unione Sovietica come samizdat e a farlo arrivare clandestinamente in Occidente; fu il primo volume a denunciare, in modo rigoroso e con dovizia di particolari, i disastri ambientali perpetrati dal regime sovietico) o ancora nel 2014, il fondatore della neurobiologia vegetale Stefano Mancuso e la divulgatrice Alessandra Viola con “Verde brillante”.

Quarant’anni di libri su argomenti così attuali e cruciali per capire dove stiamo andando, – ha sottolineato il presidente del riconoscimento, Pier Francesco Ghettifanno del Premio Gambrinus Mazzotti l’indicatore privilegiato del mondo attorno a noi”.

La promozione di azioni di cittadinanza attiva: il rilancio delle ville venete

Il Premio Giuseppe Mazzotti promuove anche azioni concrete di cittadinanza attiva: l’ultima in ordine di tempo è la presentazione del Manifesto di Treviso per la salvaguardia e il rilancio delle ville venete, per riportare l’attenzione su un patrimonio architettonico e artistico unico e distintivo, messo oggi ancor più a dura prova dall’aumento dei costi di manutenzione e dalla crisi energetica.

Il Manifesto si inserisce infatti nel solco della battaglia condotta da Mazzotti nel dopoguerra per le ville venete, monumenti dei quali tra i primi riconobbe il valore e l’unicità e, soprattutto, per i quali per primo promosse una campagna di sensibilizzazione senza precedenti, che si tradusse in un vero e proprio movimento di opinione.

Tutto iniziò con la grande mostra fotografica “Le Ville Venete”, che esordì nel 1952 a Palazzo dei Trecento, a Treviso, per poi attraversare l’Europa e approdare a New York; seguì la pubblicazione del catalogo delle Ville Venete, primo reale inventario di quello straordinario patrimonio diffuso, al quale fece seguito, nel 1957, il ponderoso e fortunato volume edito da Bestetti, pietra miliare della bibliografia mazzottiana, e l’istituzione dell’Ente per le Ville Venete, frutto della Legge di tutela n. 243/1958, redatta in collaborazione con Silvio Negro.

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

I vincitori della quarantesima edizione

Il riconoscimento ha appena annunciato i vincitori della 40esima edizione confermandosi ancora una volta un concorso attento all’evoluzione di tematiche di fondamentale importanza e attualità. Il superamento del “soffitto di cristallo” in una disciplina per molto tempo a predominanza maschile come l’alpinismo è l’argomento di “L’alpinismo è tutto un mondo. Conversazione a carte scoperte” (Club Alpino Italiano CAI – Centro operativo editoriale, 2022), scritto dall’alpinista svizzera Silvia Metzeltin e dalla giornalista Linda Cottino, risultato vincitore nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”.

La trattazione del cambiamento climatico come una questione “familiare”, facendo entrare la problematica nella famiglia di ognuno, è la cifra distintiva di “Più idioti dei dinosauri” (Edizioni e/o, 2022), scritto da Daniele Scaglione, fisico torinese prestato al mondo della comunicazione, designato vincitore nella sezione “Ecologia e paesaggio”.

Infine, la scomparsa di una moltitudine di mestieri e di saperi sviluppatisi lungo il corso dei fiumi, e dell’Adige in particolare, è il tema di “Arti e mestieri sull’Adige. Dalle Valli tirolesi all’Adriatico” (Cierre Edizioni, 2021) dello scrittore e insegnante veronese Giannantonio Conati, selezionato per la sezione “Artigianato di tradizione”.

Il messaggio, che emerge forte in tutte e tre le opere, è che il cambiamento – nell’interpretazione della storia, nelle abitudini quotidiane, nell’approccio con l’ambiente e nelle attività umane – è urgente, così come è urgente dominarlo per non venirne travolti.

Gli autori saranno premiati sabato 12 novembre alle 16.00 nella sede della Camera di Commercio di Treviso e Belluno. In quest’occasione la Consulta dei Lettori, giuria popolare composta da 40 esponenti del mondo della cultura, sceglierà tra i tre libri vincitori il proprio preferito assegnando così il Superpremio Voce dei Lettori.

Nel corso della cerimonia sarà anche distribuita in anteprima la graphic novel realizzata per la ricorrenza della 40esima edizione del Premio in collaborazione con il Treviso Comic Book Festival, nata dalla matita dell’illustratore Paolo Gallina.

Ospite della cerimonia sarà Roberto Vittori, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che ha all’attivo oltre 35 giorni nello spazio e che quest’anno festeggia i suoi 20 anni di missioni spaziali, al quale sarà consegnato il Premio Honoris Causa: lo spazio rappresenta infatti oggi la nuova frontiera dell’esplorazione, ma anche probabilmente un nuovo punto di riferimento per le fonti energetiche.

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