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A Genova parte il progetto “Olio recuperato ambiente salvato!”

A Genova parte il progetto “Olio recuperato ambiente salvato!”
A Genova parte il progetto “Olio recuperato ambiente salvato!”, foto di Silvia da Pixabay

Un’iniziativa per evitare che gli oli alimentari esausti finiscano negli scarichi fognari e nelle falde acquifere, causando danni all’ambiente e ai sistemi di scarico delle abitazioni.

Una stima approssimativa parla di una quantità di oli alimentari esausti nella città di Genova che varia tra le 600 e le 800 tonnellate all’anno. Di tale ingente quantità soltanto una minima parte viene raccolta.

Si impone una scelta e cioè utilizzare sistemi che ne favoriscano il recupero e di conseguenza il corretto smaltimento ed il loro riutilizzo, senza danneggiare né l’ambiente né i sistemi di scarico delle singole abitazioni.

Da considerare che la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto richiede 1,10 euro al chilogrammo e il consumo di almeno 3 kW/h di energia.

Per questo il Comune di Genova ha deciso, d’intesa con il CONOE, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, e AMIU, che gestisce ed eroga i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città, di promuovere un accordo volto a favorire la raccolta capillare degli oli vegetali di provenienza domestica.

Si è così dato vita ad un potenziamento del servizio di raccolta, anche grazie ad una nuova campagna di informazione per i cittadini con lo slogan “Olio recuperato ambiente salvato!”.

I termini dell’accordo prevedono una durata di 3 anni, con il posizionamento degli appositi cassonetti dal caratteristico colore rosso nei vari quartieri per coprire tutti i Municipi in maniera capillare: dalle scuole pubbliche ai supermercati alle parrocchie e altri luoghi di aggregazione.

Certamente la corretta collocazione di questi strumenti di raccolta diventa fondamentale per agevolare il compito dei cittadini. Attualmente se ne contano una ventina, mentre le prospettive indicano a breve un centinaio di nuovi punti.

Nei contenitori rossi andranno gettati solo oli alimentari (olio di oliva, mais, girasole, etc.) come olio della frittura e della cottura, olio per la conservazione dei cibi in scatola e in vetro (tonno o verdure) o da condimento, oli vegetali deteriorati o scaduti.

L’olio esausto dovrà essere filtrato da impurità ed eventuali residui di cibo per ottimizzare il processo di trasformazione da rifiuto a risorsa, e raccolto in bottiglie di plastica ben chiuse che potranno essere conferite direttamente all’interno dei contenitori rossi.

La sensibilizzazione della popolazione sarà ulteriormente stimolata attraverso la diffusione di video tutorial, affissioni, volantini e attività sui canali social istituzionali, auspicando di arrivare a raccogliere tutte le 600 tonnellate di oli alimentari esausti stimate.

Matteo Campora, assessore all’Ambiente del Comune di Genova, ha sottolineato come tra gli obiettivi di questo progetto ci siano: L’aumento della qualità della raccolta differenziata e la promozione dell’economia circolare.

La realizzazione di un circuito virtuoso di raccolta degli oli vegetali esausti provenienti dalle utenze domestiche rappresenta un elemento centrale per la prevenzione della produzione dei rifiuti e la difesa degli ecosistemi, nonché uno strumento concreto per il recupero di materia prima da uno scarto che, se mal gestito, ha un impatto negativo sull’ambiente.

Il nostro obiettivo, con AMIU, è arricchire la strategia di economia circolare della città di Genova e contribuire a ridurre le emissioni di CO2”.

L’accordo con la città di Genova e AMIU è un ulteriore passo per un impegno concreto di tutti i soggetti coinvolti nella filiera del recupero degli oli vegetali esausti, primo fra tutti il CONOE – ha dichiarato il Presidente del Consorzio, Tommaso Campanile che segue numerosi progetti specifici di recupero sistematico degli oli alimentari esausti in altre importanti città italiane.

Gli oli vegetali esausti rappresentano una enorme risorsa se oggetto di pratiche di recupero corrette, consapevoli e costruttive.

È un dovere prioritario procedere a costruire intorno a questa tematica una coscienza collettiva improntata ai principi della salvaguardia ambientale che inizia, in prima battuta, con la sottrazione di questo rifiuto a pericolose pratiche di dismissione incontrollata per arrivare ad una riconversione in biodiesel, con conseguenze positive in termini di emissioni di gas serra”.

Giovanni Battista Raggi, Presidente AMIU Genova ha sottolineato l’impegno nel: “Rinforzare il nostro servizio e intensificare le informazioni ai genovesi sull’impatto positivo che questa raccolta differenziata ha sull’ambiente e soprattutto sul nostro mare è uno dei nostri obiettivi.

L’accordo con il CONOE rafforza e conferma la nostra attività istituzionale e operativa con i diversi consorzi delle filiere che si occupano di riciclo, rapporti indispensabili nel disegno complessivo che il recupero delle risorse comporta”.

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