mercoledì, Maggio 12, 2021
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Pantelleria, l’isola a “contagio zero” per questa estate 2020

Pantelleria è l’isola a “contagio zero” che potrebbe diventare la meta ideale per questa strana estate 2020. Bent el Rhia, Pantelleria, la “figlia del vento”, è Patrimonio Unesco, situata fra Sicilia e Africa. Si tratta di uno dei posti più esotici d’Italia, una straordinaria “miscellanea” di natura selvaggia, mare, influenze arabe e mediterranee. Un luogo incantevole, quasi da sogno, con acque cristalline e in cui non si rischia l’affollamento.

Pantelleria, quando il distanziamento è la norma

Pantelleria è infatti uno di quei posti in cui il distanziamento sociale diventa norma. Non è complicato ottenerlo. Difficilmente presa d’assalto dall’overtourism, ha un’estensione di 80 km quadrati e non ha una vera e propria spiaggia. La costa si presenta con un profilo che alterna alture e falesie e non c’è traccia di sabbia. Con baie con ciottoli di pietre vulcaniche, le sue acque sono limpide e cristalline. Qui gli assembramenti non sono facili da attuare!

L’isola Patrimonio Unesco

Pantelleria è anche Patrimonio Unesco e per diversi motivi. A partire dalla presenza della vite ad alberello, una pratica agricola da salvaguardare, promuovere e studiare. Le vigne vengono protette dai tradizionali muretti a secco in pietra lavica, costruiti con pietre non lavorate, sistemate e concatenate in doppia fila, a contatto, senza alcun tipo di malta, che abbiamo potuto ammirare sabato nella puntata di Linea Blu dedicata all’“isola figlia del vento”.

Anche i giardini sono una tipica peculiarità del luogo. Costruzioni scoperchiate in pietra lavica e a pianta circolare al cui interno è conservato, chiuso da una porta, spesso un solo albero di agrume. La costruzione nasce proprio per proteggere le piante dai forti venti che soffiano sull’isola.

I dammusi, poi, sono le caratteristiche case di Pantelleria. Edifici in pietra lavica con tetti a cupola per raccogliere l’acqua piovana, e muri spessi, perfetti per isolare sia dal caldo che dal freddo. In un dammuso trova la sua residenza estiva anche Giorgio Armani.

Ma cosa andare a vedere?

  • Cala Cottone, un’insenatura che fino ai primi dell’800 veniva utilizzata come imbarco per trasporto del cotone, oggi è una spiaggia di ciottoli in una piccola baia, poco frequentata.
  • L’Arco dell’Elefante, il simbolo dell’isola, un enorme scoglio di pietra lavica a forma di proboscide di elefante che entra in acqua realizzando un arco naturale di rara intensità.
  • Il Laghetto delle Ondine, laghetto naturale di acqua salata a confine con il mare che si trova in località Punta Spadillo, non molto profondo, ideale per i bambini.
  • La Montagna Grande, a 863 metri sul livello del mare, per gli amanti delle escursioni e del trekking. Qui è possibile fare passeggiate nei boschi di lecci e pini marittimi e, una volta in cima, nelle belle giornate si può osservare la costa africana.

Le Terme

  • La Grotta di Benikuà o Sauna Naturale di Sibà , una grotta formata da una faglia nella roccia, all’interno della quale fuoriesce vapore acqueo a circa 40 gradi, a intermittenza.
  • Le Favare, getti di vapore acqueo che fuoriescono da fessure nella roccia, che raggiungono anche i 100 gradi. Una vera e propria terapia soprattutto ad ammirare il panorama.
  • Il Lago Specchio di Venere, il lago naturale che occupa il cratere di un vulcano in contrada Bugeber, al centro dell’isola. Il lago è famoso per i fanghi termali con proprietà benefiche. Vi sono delle vasche dalle quali fuoriesce acqua ad oltre 50 gradi ma il lago è adatto anche per gli amanti del birdwatching.
  • Cala Gadir – in arabo “conca d’acqua” – con vasche scavate nella roccia e acque termali con sali minerali ideali per la cura di artrosi e reumatismi. Inoltre, sulle pareti delle vasche nasce un’alga indicata per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.
  • Nella parte meridionale dell’isola troviamo Cala Nikà, una piccola insenatura da cui sgorga acqua termale, che si mescola all’acqua di mare, raggiungendo i 70 gradi.
  • Sataria, una grotta molto ampia, con la volta naturale costituita da pietra pomice e la pavimentazione a mattoni. Anche qui ci sono acque termali che raggiungono i 40 gradi e che rappresentano un’efficace cura naturale per artriti e dolori reumatici.
  • La Grotta del Freddo, conosciuta come anche come “Pirtusu du Nutaro”, buco del notaio. Deve il suo particolare nome a uno sfiatatoio sotto la roccia ventosa che emette aria fredda. La temperatura di questa è intorno ai 10 gradi e viene generata grazie alla circolazione della stessa all’interno della grotta.
  • Kuddia Mida, l’unico cratere dell’isola con le fumarole ancora attive.

Non mancano le prelibatezze enogastronomiche

Pantelleria, ricca anche in ambito enogastronomico, è famosa per i capperi IGP, esportati in tutto il mondo, e per il Passito, il vino dolce da dessert ricavato dallo Zibibbo. Tra i piatti tipici dell’isola, troviamo: la pasta con l’ammogghio, il tipico pesto pantesco, il cous cous pantesco, i ravioli amari e, tra i dolci, i celebri baci panteschi, con il ripieno di ricotta e scaglie di cioccolato.

Come arrivare a Pantelleria

È possibile raggiungere l’isola di Pantelleria, sia in aereo che in traghetto. In aereo, ci sono voli quotidiani in partenza dagli aeroporti di Trapani e di Palermo, raggiungibili dalle principali città italiane. Nel periodo estivo, diverse compagnie effettuano anche voli diretti all’aeroporto di Pantelleria. Dal porto di Trapani partono poi navi, aliscafi e traghetti diretti all’isola.

Un’isola dall’atmosfera esotica che sembra fatta a posta per i tempi che stiamo vivendo. Come la definiva lo scrittore siciliano Giosuè Calaciura, questa terra diventa: “una frontiera che accoglie, che ci ricorda quanto sia fragile e al tempo stesso eccezionale la condizione umana”.

Un’isola in cui vivere un’esperienza particolare, come sarà questa stessa estate 2020. Senza dover rinunciare però, alla bellezza che è possibile trovare in profumi, suoni, silenzi e gusti di Pantelleria. Il tutto, lasciandosi travolgere da un’ambientazione dalle “Mille e una Notte”, tipica dell’isola. 

 

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Foto: Pixabay

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