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Progetto Susteck, Technow accelera sulla biodegradabilità

Considerando il problema dell’inquinamento tessile e per fronteggiarlo, Technow ha messo in campo il progetto SUSTECK, con il quale ha creato un tessuto sintetico a biodegradabilità accelerata, che riduce di molto i tempi per lo smaltimento dei materiali tessili

Progetto Susteck, Technow accelera sulla biodegradabilità
Technow-SUSTECK foto @Serena Morandin (Errani)

Il cotone, la seta oppure la canapa, conosciuti come tessuti a base naturale, per via dei loro microrganismi interni, sono noti per la loro capacità di decomposizione. Proprio per questo motivo, risultano essere tra le fibre tessili maggiormente sostenibili grazie alla loro biodegradabilità.

Ma cosa succede quando si parla invece di tessuti sintetici?

La maggior parte del fabbisogno tessile mondiale è costituita da tessuti a base di poliestere o poliammide (i.e. nylon) e purtroppo per la loro decomposizione, necessitano più di 200 anni, creando conseguentemente un sovraccarico per gli impianti di smaltimento dei rifiuti e gravi danni all’ambiente, se non correttamente gestiti.

Per questo motivo sono sempre più numerosi i report che evidenziano la necessità di potenziare gli impianti di raccolta, smistamento e riciclaggio dei rifiuti tessili, con particolar attenzione rivolta proprio a queste fibre sintetiche. Ad oggi, oltre il 70% di questi rifiuti viene riversato in discarica oppure incenerito senza alcuna possibilità di essere reimpiegato nel rispetto di un’economia circolare.

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Technow, per fronteggiare questo problema, ha messo in campo il progetto SUSTECK, con la collaborazione di Fulgar, nota azienda leader internazionale nella produzione di filati ad alto contenuto tecnologico certificati OEKO-TEX®.

SUSTECK vuole rivoluzionare il modo di pensare alla biodegradabilità.

Iniziando da un’attenta selezione di filati tecnici, Technow ha sviluppato una collezione di tessuti sintetici in grado di decomporsi in meno di 5 anni (normativa ASTM D5511).

I tessuti SUSTECK, sono in grado di dissolversi senza rilasciare sostanze tossiche durante il processo di degradazione, grazie a specifici additivi, molto più velocemente delle normali fibre in poliestere e poliammide, riducendo così il forte impatto ambientale dovuto al loro smaltimento.

Tessuti SUSTECK, il processo di biodegradazione

Questi tessuti attivano il loro processo di biodegradazione solo in condizioni di discarica anaerobica, ovvero in assenza di luce ed ossigeno, continuando ad essere conservati intatti sino al momento in cui inizia il processo di smaltimento.

Foto @Serena Morandin (Errani)

Come vengono impiegati i tessuti SUSTECK?

Il principale utilizzo dei tessuti SUSTECK riguarda lo sviluppo di fodere, piumini e capispalla ultraleggeri che vengono poi trattati esclusivamente con tinture e finissaggi organici certificati GOTS in modo da non compromettere la proprietà biodegradante della fibra.

L’azienda, al fine di semplificarne la logistica di trasporto ed approvvigionamento, ha deciso di localizzare la produzione della linea SUSTECK in due differenti aree produttive, uno in Italia per il mercato europeo e uno in Cina per l’area asiatica.

Il progetto SUSTECK, l’obiettivo

Al fine di ottenere una sostenibilità completa ed effettiva a 360 gradi, l’obiettivo è infatti proprio quello di collaborare all’ interno delle filiere produttive locali per la realizzazione di capi 100% biodegradabili, individuando quei partner che possano collaborare a questo progetto di filiera produttiva biodegradabile.

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