Sea Shepherd, “Operazione Siracusa”

Fermato bracconiere che stava pescando con rete illegale nella Zona C: continua "Operazione Siracusa", campagna che vede impegnata Sea Shepherd nella tutela del fragile ecosistema dell'Area Marina Protetta del Plemmirio a Siracusa

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Operazione Siracusa, un altro importante risultato contro il bracconaggio e la pesca illegale ai volontari di Sea Shepherd assieme alla Guardia CostieraAndrea Morello, Presidente di Sea Shepherd Italia, spiega: “Nel 2014 Sea Shepherd lancia ‘Operazione Siracusa’ con l’obiettivo di fermare il bracconaggio in un ecosistema così critico per il Mediterraneo. Siracusa e il Plemmirio, oltre a quello naturalistico, custodiscono un altro inestimabile tesoro non meno prezioso, rappresentato dalla storia dell’uomo di questo territorio: tradizioni, mosaici, chiese rupestri, mulini a palmenti, templi e teatri antichi che, uniti alle cattedrali immerse nel Blu, formano l’immenso patrimonio sommerso custodito nelle silenziose profondità del mare”.

Qualcosa di particolarmente determinante, insomma, intervenire in difesa dell’ecosistema, a protezione di vite e culture del passato. Continua Andrea Morello: “È il caso dell’Area Marina Protetta del Plemmirio di Siracusa, santuario per specie altamente a rischio, dove i confini del Parco venivano puntualmente, fino al 2014, infranti da un bracconaggio incontrollato. Polizia Ambientale, Guardia Costiera e Guardia di Finanza non hanno singolarmente le risorse per garantire il controllo dell’Area Marina. L’impegno civile, l’immigrazione, il controllo a terra, assorbe totalmente le istituzioni rendendo spesso impossibile occuparsi anche dei crimini ambientali”.

Sea Shepherd, "Operazione Siracusa"

Sea Shepherd, l’attività dei volontari

Come è stata organizzata ” l’attività dei volontari di Sea Sheperd assieme alla Guardia Coastiera durante l’Operazione Siracusa? Andrea sottoliena: “Il sesto anno d’incessante attività antibracconaggio in collaborazione con le autorità italiane dimostra un indietreggiamento nelle zone periferiche (zona C) dei bracconieri. È proprio adesso che, grazie a centinaia di volontari organizzati, armati di passione e determinazione, vinceremo la nostra guerra aumentando ancor più la vigilanza e schierando i guardiani del Mare in ogni punto della costa pronti ad attivare le autorità al primo segnale di pericolo per i nostri Clienti. Questo video testimonia l’organizzazione e la preparazione delle attività antibracconaggio: non ci fermeremo finché le attività illegali non cesseranno! Chi voglia aiutarci è il benvenuto, avremo sempre più occhi vigili che guarderanno a un futuro di legalità e sostenibilità per le nostre future generazioni, perché noi dipendiamo dal mare. Una soluzione al problema cronico della mancanza di controllo delle leggi vigenti è la passione organizzata e la competenza dei volontari di Sea Shepherd, che affiancata al coordinamento delle autorità e uniti dal Jolly Roger, a Siracusa come nelle Galapagos, in Indonesia o in Antartide, si sta dimostrando incredibilmente efficace”.

La battaglia per il futuro

Dal report pubblicato dalle Nazioni Unite, il 2048 è citato come anno in cui la totalità delle specie marine collasserà se lo sfruttamento degli oceani e il cambiamento climatico continueranno ai livelli attuali. L’interdipendenza di ogni forma di vita acquatica è alla base della biodiversità marina, origine di oltre la metà dell’ossigeno che respiriamo, rendendo ogni singola specie di fondamentale importanza per l’equilibrio del pianeta.

Il Mediterraneo, con le sue caratteristiche ecologiche uniche ma allo stesso tempo a stretto contatto con la realtà industriale occidentale, rappresenta una risorsa pericolosamente a rischio. Misure di tutela come procedure legislative europee o l’istituzione di aree marine protette al suo interno sono gli unici mezzi di salvaguardia attualmente utilizzati ma la capacità poi di controllare che vengano rispettate le leggi esistenti, impegno spesso delegato agli enti nazionali, è pressoché impossibile se i delegati al controllo restano solo le singole autorità che già sono totalmente impegnate a terra e in mare con altre emergenze, e quindi di fatto impossibilitate a occuparsi anche dei crimini ambientali in maniera efficace.

Conclude Andrea: “Oggi ci troviamo proprio qui, in questo crocevia di storia a combattere un’altra battaglia: quella della legalità, della difesa del Mare e della protezione delle generazioni future”.

 

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