WWF per il clima: dobbiamo sbrigarci e puntare al 2040

Il WWF accoglie con favore l’impegno della Commissione UE per portare l’Europa a zero emissioni nette entro il 2050. Avvisa, tuttavia, sul fatto che sia necessario velocizzare i tempi nelle risposte e che sia possibile farlo attraverso gli strumenti di cui già disponiamo: bisogna puntare al 2040

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WWF per il clima: dobbiamo sbrigarci e puntare al 2040. Di fronte alla crisi climatica a cui stiamo assistendo, la Commissione UE ha presentato il piano per portare l’Unione Europea a zero emissioni nette di carbonio entro il 2050. Un passo fondamentale e necessario in un momento come questo in cui la rapidità stessa delle azioni politiche, nella loro messa in atto, sarà determinante per l’ottenimento di questo risultato e soprattutto per mantenere il riscaldamento globale entro la soglia di +1,5°C.

Tuttavia, il WWF avvisa sul fatto che sia necessario essere ancora più veloci e che le possibilità per muoversi subito ci siano già, grazie a strumenti e risorse di cui disponiamo oggi stesso. Dobbiamo dare, infatti, una risposta rapida a quelli che sono gli allarmi degli scienziati sull’attuale situazione climatica, senza poter più rimandare.

“Oggi è un momento decisivo nella lotta contro i cambiamenti climatici. Con questa strategia a lungo termine, l’UE può diventare il primo attore mondiale di rilievo che risponde agli allarmi degli scienziati del clima e che agisce per attuare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi – dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Tuttavia, dobbiamo raggiungere le emissioni zero di carbonio più velocemente: entro il 2040. E anche con gli strumenti che abbiamo a disposizione in questo momento siamo in grado di farlo”.

WWF dunque, incoraggia e sollecita gli stati dell’UE a sostenere questo obiettivo di portare a zero emissioni di carbonio, mettendo in luce i vantaggi stessi che ne deriveranno: questo risultato porterà, infatti, a una crescita di posti di lavoro, farà inoltre risparmiare decine di miliardi destinati ai costi sanitari e altrettanti utilizzati per le importazioni di combustibili fossili, denaro che potrà invece essere investito nell’Unione.

WWF per il clima: dobbiamo sbrigarci e puntare al 2040

Il punto è che le tecnologie e gli strumenti adatti a dare questa risposta immediata, sarebbero già a nostra disposizione, pronti per essere utilizzati e sviluppati nel modo più adeguato possibile. “Per quanto riguarda il modo a cui giungere al risultato – continua Mariagrazia Midulla – il WWF ritiene che l’approccio migliore e più sicuro sia la rapida diffusione di tecnologie che già abbiamo a portata di mano: efficienza energetica, energie rinnovabili, principi dell’economia circolare e soluzioni basate sulla natura per la rimozione di CO2, come la protezione e il ripristino di foreste, zone umide e altri ecosistemi. Reputiamo invece altamente rischioso affidarsi alla bioenergia unita a una tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio ancora non collaudata su larga scala”.

Se un piano a lungo termine è importante, una risposta immediata e veloce, adesso, è del tutto essenziale. Il rapporto IPCC dello scorso mese ha affermato che limitare il riscaldamento globale a +1,5°C sia possibile: per farlo, è necessario mettere in campo azioni urgenti e incisive.

Non si può più aspettare. Tuttavia, perché questa strategia abbia maggiori possibilità di successo, l’UE deve adeguare il suo stesso quadro normativo in modo tale da determinare sin da subito la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed intraprendere finalmente, la strada giusta.

WWF per il clima: dobbiamo sbrigarci e puntare al 2040

Inoltre, in questi giorni, il WWF Italia ha pubblicato il report intitolato “Idee e proposte per un Piano Nazionale Energia e Clima adeguato al percorso di decarbonizzazione”. È arrivato il momento, dunque, di fare sul serio e apportare delle modifiche incisive ai nostri comportamenti e alle nostre abitudini nei confronti dell’ambiente, in modo tale da renderli migliori e in grado di affrontare quelli che sono i cambiamenti in atto. Nel report vengono indicate le possibili soluzioni e gli strumenti innovativi e indispensabili per raggiungere gli obiettivi stilati dall’Accordo di Parigi.

L’uscita dal carbone, con la chiusura delle centrali a carbone, viene prevista per il 2025, a causa delle sue altissime emissioni di CO2, assolutamente incompatibili con le politiche di salvaguardia climatica. Il raggiungimento di questi obiettivi sarà possibile rilanciando e incrementando uno sviluppo di politiche energetiche amiche del clima.

Da questo momento in poi le politiche Europee potranno essere, infatti, promotrici e responsabili di un processo di progressiva trasformazione a cui non si può più rinunciare e che dovrà essere inarrestabile. La crisi climatica va affrontata nell’immediato, oggi e attraverso tutte le risorse di cui già disponiamo.

Puntando sulla natura stessa e riacquistando il rispetto indispensabile nei suoi confronti, partendo dal nostro piccolo, per poi arrivare al cambiamento vero e proprio attraverso le istituzioni, tutelandola e salvaguardandola sempre di più.

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