La partecipazione di Retake alle giornate del World Cleanup Day 2026 segna ben 28 iniziative, con una raccolta complessiva di 2,7 tonnellate di rifiuti, ma anche quasi 10mila mozziconi, curando alberi e aiuole e rigenerando centinaia di metri quadrati di superfici.
I numeri del World Cleanup Day 2026 raccontano l’impegno e la partecipazione dei volontari Retake a fianco dei cittadini.
Il World Cleanup Day è promosso a livello globale da Let’s Do It World, organizzazione ambientale internazionale con sede in Estonia, mentre Let’s Do It! Italy è il rappresentante ufficiale per l’Italia e coordina il World Cleanup Day sul territorio nazionale. Si tratta di uno dei più grandi movimenti civici del nostro tempo, che unisce 191 paesi in tutto il mondo.
L’impegno di Retake, dal 14 settembre, ha coinvolto un totale di 579 persone, impegnate in 28 iniziative diverse. Il risultato sbalordisce: oltre 2,7 tonnellate di rifiuti raccolti e quasi 10mila mozziconi rimossi dalle strade e dagli spazi pubblici.
Analizzando il materiale raccolto, 2.728 kg di rifiuti tra indifferenziato, vetro, plastica e carta: oltre 2,1 tonnellate di indifferenziato, 510 kg di vetro, 68 kg di plastica e 15 kg di carta. A questi si aggiungono 505 kg di sfalci.
Cos’è e cosa fa Retake
Retake è un’associazione Non profit da sempre attiva nella tutela dell’ambiente e la cura dei beni comuni. Il suo obiettivo è quello di promuovere la bellezza, la vivibilità e la rigenerazione urbana, cercando di incoraggiare e stimolare la diffusione del senso civico e la responsabilità di ogni cittadino nel contribuire alla crescita civile ed economica dell’Italia.
Periodicamente nel corso dell’anno si organizzano eventi di mobilitazione civica, progetti educativi e collaborazioni pubblico-privati, coinvolgendo nel rispetto e nella tutela delle città tutte le componenti del contesto sociale, nella cornice del principio di sussidiarietà orizzontale.
Retake e il World Cleanup Day 2026, non solo raccolta di rifiuti
Ma nel corso delle giornate del World Cleanup Day non ci si è limitati solo alla raccolta dei rifiuti, l’impegno dei volontari Retake si è spinto anche verso la cura e la rigenerazione degli spazi pubblici.
659 i metri quadrati di sfalcio, 277 metri quadrati di superfici verticali riqualificate, 54 tra alberi e aiuole curati o annaffiati, 30 nuovi alberi e 8 piante messi a dimora, oltre a 19 tombini liberati, 30 affissioni abusive rimosse e 12 arredi urbani interessati dagli interventi.
Dietro ogni numero ci sono persone che hanno scelto di dedicare tempo ed energie alla propria città. A Roma le iniziative hanno attraversato numerosi quartieri, dal centro alla periferia; a Rovigo sono stati raccolti circa 9mila mozziconi; a Padova volontari e associazioni hanno lavorato insieme nell’area di Porta Portello; in Puglia le attività hanno coinvolto complessivamente 162 persone tra Bari, Taranto, Barletta e Grottaglie.
Come sottolinea Alessandro Milone, presidente di Retake “Questi numeri raccontano qualcosa che va ben oltre i rifiuti raccolti. Raccontano centinaia di persone che hanno deciso di dedicare il proprio tempo alla cura di un luogo condiviso e tante comunità che si sono attivate contemporaneamente in città diverse. È questo il risultato più importante del World Cleanup Day: dimostrare che la partecipazione può trasformare concretamente gli spazi in cui viviamo e, allo stesso tempo, il modo in cui li guardiamo e ce ne prendiamo cura”.
Partecipazione e responsabilità per un nuovo rapporto con le città
Il World Cleanup Day è soprattutto un esercizio diffuso di partecipazione e responsabilità, oltre le quantità raccolte: cittadini che si incontrano, si prendono cura di uno spazio e contribuiscono a restituirlo alla comunità più pulito, più curato e più bello.
Per Retake, infatti, raccogliere un rifiuto è solo il primo gesto. L’obiettivo è costruire un rapporto diverso con gli spazi condivisi, trasformando la cura quotidiana in uno strumento di partecipazione e rigenerazione urbana.