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Airone, il progetto in aiuto dei bambini orfani di vittime di femminicidio

Presentati a Roma, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, i nuovi step del progetto Airone per dare sostegno ai bambini rimasti orfani di mamme vittime di femminicidio

Airone è un progetto, unico in Europa, che nasce con la consapevolezza dell’esistenza di un “dopo” e di chi resta, soprattutto dell’esistenza di bambini ai quali vengono strappate le ali della spensieratezza ma che meritano di tornare ad essere felici. Nasce un numero verde gratuito ed una dote educativa che potrà arrivare a circa 10 mila euro a bambino

Lo scorso 11 ottobre, negli spazi della Sala della Protomoteca del Campidoglio, con un ricco parterre di giornalisti e addetti ai lavori sono stati presentati i nuovi e significativi passi avanti del progetto Airone, dedicato agli orfani di femminicidio e già presentato lo scorso 25 maggio. Il progetto è stato scelto da Con i Bambini, impresa sociale senza scopo di lucro costituita il 15 giugno 2016 per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Capofila del progetto, che include una rete di ben 28 partner, Il Giardino Segreto, associazione no profit che da anni si occupa non solo degli orfani ma anche delle famiglie affidatarie.

Tanti i temi trattati nel corso della giornata di lavori, moderata dalla giornalista Rai Sabrina Carreras. Al microfono, insieme a Patrizia Schiarizza, Avvocata e Presidente de Il Giardino Segreto, si sono avvicendati, tra gli altri, per i saluti istituzionali, Marco Rossi Doria, Presidente dell’Impresa Sociale Con i Bambini, Enrica Onorati, Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della Regione Lazio, Maria Masi, Avvocata e Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Guido Scorza, Avvocato e Componente del Garante per la protezione dei dati sensibili, Mariantonia Secconi, Maggiore dei Carabinieri e Comandante della Sezione Atti Persecutori RACIS e Valeria Valente, Senatrice e già Presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio.

Marco Rossi Doria, Presidente dell’Impresa Sociale Con i Bambini, ha tenuto a sottolineare come “Il progetto Airone è di grande importanza. Il lavoro da fare è tanto e complicato. Non c’è in Europa un altro progetto simile. Quando si è apripista ci si chiede, spesso, se si stia facendo un buon lavoro. Il lavoro è grande perché le istituzioni si sono attivate ma non sono ancora allineate. Lo Stato è troppo lento, nonostante la buona volontà. I tempi dei bambini, però, sono oggi. Adesso”.

Questo è un progetto ambizioso – ha dichiarato l’Assessora Enrica Onorati quanto necessario di ritrovo della felicità per i bambini e le bambine che hanno vissuto quello che noi, come istituzioni, tentiamo di fronteggiare cioè la violenza sulle donne. È un progetto che si interseca con quelle che sono le politiche interne alla Regione Lazio che a partire dal 2017 ha introdotto un contributo economico e psicologico, fino ai 29 anni di età, per i bambini figli delle vittime di femminicidio”.

Mariantonia Secconi, Maggiore dei Carabinieri e Comandante della Sezione Atti Persecutori RACIS, ha ricordato come “La violenza domestica è un problema anche culturale che noi cittadini, tutti noi, dobbiamo combattere. Possiamo farlo attraverso la cultura già a partire dalle scuole primarie, possiamo farlo attraverso l’informazione alle vittime circa i loro diritti ma anche attraverso la formazione degli agenti che devono essere empatici ma anche efficaci. Noi Carabinieri siamo i primi ad approcciare alle vittime. Siamo l’avamposto dello Stato. Ma dopo il soccorso iniziale, però, non sappiamo che fine fanno le vittime. Grazie a questo progetto riusciamo a seguire i casi anche dopo il procedimento preliminare”.

Tre drammatiche storie

Tre storie differenti tra loro che hanno dato la percezione a tutti i presenti di ciò che realmente si trovano ad affrontare le famiglie affidatarie di questi bambini e di quanto può esser utile l’incontro con il progetto Airone non solo per la dote educativa che questo può fornire, ma anche per l’affiancamento di un team di esperti per il sostegno psicologico.

Il progetto nasce proprio con la consapevolezza dei suoi promotori dell’esistenza di un “dopo” e di chi resta, soprattutto dell’esistenza dei bambini ai quali vengono strappate le ali della spensieratezza ma che meritano di tornare ad esser felici. Bambini traditi da chi ha ucciso la loro madre e traditi dallo Stato, di cui tutti facciamo parte, che avrebbe dovuto proteggerla.

I partecipanti alla conferenza hanno quindi potuto conoscere la storia di Francesca che negli anni ’70, all’età di cinque anni, ha assistito all’omicidio della madre, quella di Matteo a cui hanno ucciso la figlia e si è ritrovato a combattere contro le istituzioni per l’affidamento dei nipoti, e quella di Carmelo che si è fatto carico dei figli di sua cugina, che neanche conosceva, affrontando, sempre con sorriso e positività, i problemi economici e sociali che questo ha comportato.

Le azioni a supporto dei piccoli e delle famiglie affidatarie

Grazie a queste testimonianze si è entrati poi nel vivo del progetto Airone descrivendo tutte le azioni che vengono compiute a supporto dei bambini e delle famiglie affidatarie. Prima fra tutte la presa in carico dei bambini da parte del Tutor familiare che deve saper accogliere e ascoltare, creando un ponte di fiducia tra la famiglia e il progetto. A questa figura poi è associata un’equipe multidisciplinare formata da professionisti di diverse aree della crescita del bambino, da quella sportiva, psicologica, medica, a quella scolastica. Attraverso queste professionalità viene così costruito un piano educativo, concordato con la famiglia, che si avvale di una dote che può arrivare a diecimila euro per ogni bambino.

Foto per gentile concessione dell’Ufficio Stampa Bortolan & Carnevali

A parlare del progetto Airone e delle sue linee di intervento sono state Emanuela Iacchia, Docente di psicologia della famiglia presso l’Università Ludes di Lugano e socia de Il Giardino Segreto, Maria Rita Mancaniello, Professoressa Associata di Pedagogia Generale e sociale e Direttrice del Master di I livello su bambini/e adolescenti orfani/e di femminicidio presso l’Università di Firenze, Carmela Pace, Presidente del comitato italiano Unicef, Renato Briante, Responsabile Progetti Fondazione Assistenti Sociali, Nicola Malorni, Analista per l’infanzia e l’adolescenza e Presidente Kairos Coop. Sociale Onlus, e Marco Aguzzi, psicologo e psicoterapeuta, Responsabile e Consulente Associazione Conte di Montevecchio Onlus.

Il numero verde: una voce amica

In questo scenario grazie alla collaborazione con il partner tecnico WindTre, è stato presentato il primo Numero verde del progetto Airone, un servizio di assistenza attivo7 giorni su 7dalle ore 09.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. Una voce “amica” in grado di rendere tempestiva ed efficace la risposta alla richiesta di aiuto. Il numero verde di Airone è 800990044, gratuito e anonimo.

Poter contribuire ad aiutare le piccole vittime, perché di vittime si tratta, rende noi di WindTre particolarmente orgogliosi” ha dichiarato Francesca Chiocchetti, Public Affair Director di WindTre.

Di particolare interesse, nel corso della seconda parte della mattinata, la tavola rotonda dal titolo “Conoscere e riconoscere la violenza e l’importanza della narrazione”. Un momento di confronto sulla violenza, su come riconoscerla e come prevenirla e sull’importanza della narrazione contro stereotipi e pregiudizi retaggio di una società ancora troppo patriarcale.

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