Akashinga squad, donne ranger che combattono il bracconaggio

Le “Akashinga”, coraggiose in lingua shona, sono 37 donne che grazie all’innovativo programma della IAPF, Fondazione internazionale antibracconaggio, riscattano un passato di miseria e lottano armate contro i cacciatori di frodo, arrivando ad arrestare in un anno 80 bracconieri. In mimetica e col fucile d’assalto a tracolla perlustrano l’area del Phundundu Wildlife in Zimbabwe, la casa di 11.000 elefanti

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Sono donne, vittime di violenze sessuali, abusi domestici, ragazze madri, donne ripudiate dai mariti, in condizioni disperate di povertà rinate come ranger grazie all’innovativo programma della IAPF, Fondazione internazionale antibracconaggio (International Anti Poachinf Federation) creata nel 2017 da Damien Mander, ex cecchino dei corpi speciali australiani nelle operazioni speciali in Iraq.

“Se educhi un bambino, creerai un uomo. Se educhi una donna, formerai un popolo», dice un proverbio africano”. Damien decide di coinvolgere la comunità puntando sulle donne, perché — spiega — quando prendono a cuore una missione lo fanno fino in fondo. E poi, è difficile che cedano alla corruzione e investono il 90% del loro reddito nelle famiglie, rispetto al 35% degli uomini.

Akashinga squad, donne ranger che combattono il bracconaggio

“Siamo rispettate e capaci di sognare”

Trentasette donne, “le coraggiose” lottano armate contro i cacciatori di frodo, in un anno hanno arrestato 80 bracconieri , in mimetica e col fucile d’assalto a tracolla perlustrano l’ Area del Phundundu Wildlife in Zimbabwe, la casa di 11.000 elefanti.

“Quando indosso la mimetica – racconta la miglior cecchina della squadra – divento invisibile”. Gli appostamenti per scovare i bracconieri possono anche durare mesi e spesso le donne ranger sono costrette a vivere lontano dai figli. “Ma la soddisfazione per quello che facciamo, ci ripaga di tutti i sacrifici”.

La visione di Akashinga è quella di sostituire la caccia ai trofei come strumento di gestione dell’area per la conservazione in Africa. Ciò consente la conservazione del paesaggio su vasta scala: un equilibrio di ecologia, economia, etica e politica per la conservazione a lungo termine di grandi aree selvagge.

Dall’occupazione a beni e servizi, Akashinga investe almeno il 62% dei costi operativi direttamente nelle mani degli abitanti dei villaggi locali. Le forze dell’ordine a tempo pieno sono donne, supportate da istruttori per continuare lo sviluppo della loro carriera. Una donna con uno stipendio nelle zone rurali investe fino a tre volte di più di un uomo nella propria famiglia e famiglia.

Akashinga squad, donne ranger che combattono il bracconaggio

Forza e determinazione

Sono tutte Akashinga ben prima di essere dei Ranger. Non avendo mai ricevuto una forma di reddito sicura, avevano ormai affrontato miriadi di avversità e vissuto in condizioni di povertà estrema all interno delle zone rurali emarginate dello Zimbabwe. Ogni giorno della loro vita e non si sono mai arrese. Finché sono tornate tutte a casa in divisa da Ranger.

Le donne che si sono diplomate in questo programma hanno ricevuto la stessa formazione delle forze dell’ordine e svolgono lo stesso ruolo di ranger maschio, capacità di apprendimento come leadership. Combattimenti disarmati, pattugliamento, mimetismo e occultamento, pronto soccorso, consapevolezza pericolosa della fauna selvatica. Polizia democratica, ricerca e arresto, diritti umani, conservazione della scena del crimine, gestione delle crisi, sicurezza e uso delle armi da fuoco, raccolta di informazioni ed etica della conservazione.

I loro doveri sono di lavorare con la comunità per fermare il crimine illegale della fauna selvatica. Pattugliano all’interno e intorno alla riserva, interagiscono con la comunità, collaborano con le autorità locali, conducono una formazione regolare e mantengono un’etica di conservazione elevata. e da quando le Akashinga operano sul territorio il bracconaggio è crollato e tutte queste donne hanno conquistato l’indipendenza economica.

Ma volete sapere una cosa incredibile? Da quando queste donne proteggono la terra e perlustrano guardinghe il territorio, gli animali, in particolare gli elefanti e i bufali, sono meno aggressivi e attacchi e incidenti con la popolazione sono di gran lunga diminuiti. I contingenti femminili inducono meno aggressività negli animali.

L’ obiettivo attuale del programma

L’obiettivo attuale del programma è il reclutare duemila donne per la realizzazione di una rete di protezione che possa arrivare a coprire 30 milioni di acri di territorio africano entro il 2030. Damien però ha chiarito anche un altro obiettivo: “Una soluzione di lungo termine prevede che si convincano i cuori e le menti delle comunità, e il modo più efficace per farlo è attraverso le donne”.

Oggi, un mondo migliore, soprattutto per gli animali è possibile grazie a Damien e, soprattutto, alle Akashinga donne forti e coraggiose.

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