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HomeAmbienteAnimaliAkashinga squad, le "coraggiose", la loro lotta ora anche in un film

Akashinga squad, le “coraggiose”, la loro lotta ora anche in un film

Articolo aggiornato in redazione lunedì 21 dicembre 2020 alle ore 09.20

Akashinga, coraggiose. Sono donne, vittime di violenze sessuali, abusi domestici, ragazze madri, donne ripudiate dai mariti, in condizioni di povertà che hanno trovato una nuova possibilità di vita

Akashinga, “coraggiose”, donne rinate grazie all’innovativo programma della IAPF, Fondazione internazionale antibracconaggio (International Anti Poachinf Federation) creata nel 2017 da Damien Mander, ex cecchino dei corpi speciali australiani nelle operazioni speciali in Afghanistan.

Il loro coraggio ha ora trovato “consacrazione” anche in un film, realizzato da National Geographic e prodotto da James Cameron dal titolo Akashinga, the brave ones,

“Se educhi un bambino, creerai un uomo. Se educhi una donna, formerai un popolo”, recita un proverbio africano”. Mander ha deciso di coinvolgere la comunità puntando sulle donne perché fanno tutto con più passione

O meglio, la spiegazione proposta dall’International Anti-Poaching Federation è che le donne sono più brave perché “meno suscettibili alla corruzione, lavorano di più, non si ubriacano, mostrano livelli maggiori di onestà e orgoglio e considerano moltissimo il loro ruolo e l’opportunità che è stata loro data”.

Akashinga, la loro battaglia

Trentasette donne, “le coraggiose” lottano armate contro i cacciatori di frodo. Nel 2019 hanno arrestato 80 bracconieri. In tenuta mimetica e col fucile d’assalto a tracolla perlustrano l’ Area del Phundundu Wildlife in Zimbabwe, la casa di 11.000 elefanti.

“La soddisfazione per quello che facciamo, ci ripaga di tutti i sacrifici”. Le donne hanno rappresentato la vera svolta. Girando per i villaggi, Damien ha potuto constare la drammatica situazione di queste donne e toccare con mano la loro marginalizzazione.

Ha così iniziato a reclutare donne abbandonate, vittime di abusi, vedove, orfane, prostitute e madri single, “donne che non erano vittime delle circostanze, ma vittime degli uomini”.

Le donne hanno affrontato un addestramento uguale a quello degli uomini, comprese 72 ore di bootcamp, ma solo 3 donne su 37 hanno lasciato: una percentuale molto inferiore a quella degli uomini.

Forza e determinazione

Sono tutte Akashinga ben prima di essere dei Ranger. Non avendo mai ricevuto una forma di reddito sicura, avevano ormai affrontato miriadi di avversità e vissuto in condizioni di povertà estrema all interno delle zone rurali emarginate dello Zimbabwe. Ogni giorno della loro vita e non si sono mai arrese. Finché sono tornate tutte a casa in divisa da ranger.

Le donne che si sono diplomate in questo programma hanno ricevuto la stessa formazione delle forze dell’ordine e svolgono lo stesso ruolo di ranger maschio, capacità di apprendimento come leadership.

L’obiettivo attuale del programma

L’obiettivo attuale del programma è il reclutare duemila donne per la realizzazione di una rete di protezione che possa arrivare a coprire 30 milioni di acri di territorio africano entro il 2030.

Per il momento, continuano a lavorare con la comunità per fermare il crimine illegale della fauna selvatica. Pattugliano all’interno e intorno alla riserva, interagiscono con la comunità, collaborano con le autorità locali, conducono una formazione regolare e mantengono un’etica di conservazione elevata.

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