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Arte e benessere, intervista a Giancarlo Santoni, presidente SIPEA

Giancarlo Santoni, psicologo clinico–psicoterapeuta dell’età evolutiva, socio fondatore, presidente e direttore delle attività della SIPEA, Società Italiana di Psicologia, Educazione e ArtiTerapie, prova a spiegarci in cosa consista il potere terapeutico dell’arte

Giancarlo Santoni è esperto di Psicodramma e gioco di ruolo. Utilizza queste metodologie nella psicoterapia di gruppo. Ha svolto attività come conduttore di gruppi in ambito scolastico con studenti, insegnanti e genitori in diverse scuole elementari, medie e superiori di Roma e provincia, occupandosi di tematiche quali l’educazione alla sessualità, gli abusi e i maltrattamenti sui minori, la tossicodipendenza, la violenza, l’educazione alla legalità e il disagio giovanile.

Svolge anche attività privata libero-professionale a Roma come psicologo e psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico in setting individuale, familiare e di gruppo. Varie sono le pubblicazioni in campo saggistico e le collaborazioni con le riviste di settore, più strettamente collegati all’ambito clinico gli articoli specialistici per i “Quaderni di neuropsichiatria infantile” ed. Borla ed il contributo al manuale “Itinerari formativi dell’insegnante specializzato” Ed Tecnodid.

Ha collaborato con le riviste “Risposte” ed. Oasi e “Arti Terapie” ed. Associazione Europea per le Arti Terapie. Ideatore e co-autore dei manuali professionali: “83 giochi psicologici per la conduzione di gruppi” e “68 nuovi giochi per la conduzione dei gruppi”  ed. Franco Angeli, curatore per la medesima casa editrice di “Bambini allo specchio—Il lavoro sociale con i minori”. Cerchiamo di capire come opera.

Dottor Santoni, iniziamo da Sipea: cosa fate e come operate in concreto?

Siamo un’associazione Onlus riconosciuta dal MIUR come Ente di Rilevanza Scientifica, inoltre siamo iscritti al registro della Regione Lazio che riconosce le Associazioni di Promozione Sociale (APS). Operiamo da oltre 15 anni nella formazione nel campo delle artiterapie (www.sipea.eu) realizzando corsi, master, seminari e workshop, ma anche effettuando laboratori applicativi nelle scuole e nelle aziende.

Come è possibile realizzare il proprio benessere, come alleggerire la vita, trasformare i conflitti e creare delle relazioni sane?

Il ricorso all’arte come mediatore, cioè come esperienza che facilita un percorso di tipo educativo o terapeutico, è un’acquisizione antica quanto la storia dell’umanità.

Sono famosi gli esempi del teatro greco classico, di più di 2000 anni fa, in cui interi paesi e quindi gruppi di popolazione, rielaborarono le tematiche fondamentali dell’esistenza (nascita, vita, morte,  malattia, calamità naturali, guerre, ecc.) attraverso l’uso della tragedia greca e del teatro.

Sono altrettanto famose le incisioni rupestri che abbiamo nel nord della nostra Italia come forma di narrazione e di racconto, sia delle esperienze antropologiche fondamentali, sia delle problematiche dell’esistenza e dei suoi interrogativi. Potremmo dire lo stesso per la musica e per la danza, i diversi linguaggi dell’arte accompagnano l’uomo da sempre nella comprensione di sé, dei suoi simili e di quanto bello o preoccupante avvenga intorno a lui.

Quindi, l’arte oltre ad essere un mezzo di espressione sublime da parte degli artisti in senso stretto, può essere usata anche da chi non è artista, come metodo di espressione, come linguaggio che trasforma e rielabora vissuti profondi ed esperienze significative.

In questo senso, attraverso l’arte si possono trasformare i conflitti, creare delle relazioni autentiche, trasformare la propria vita e impegnarsi per il proprio benessere.

Come interviene l’arteterapia nella cura di sé e come voi intervenite nella pratica?

Quando svolgiamo un laboratorio all’interno di una scuola, oppure quando lavoriamo con degli adulti, o utilizziamo le artiterapie in un ambiente di lavoro, in un’azienda, proponiamo alle persone di mettersi in un atteggiamento di ascolto di se stessi, di superare la diffidenza nei confronti dello strumentario essenziale che predisponiamo (colori, pennelli, maschere teatrali neutre, oppure una stanza vuota per effettuale del movimento, o degli strumenti musicali elementari come campanelli, triangoli, tamburelli, ecc.) e di entrare in contatto con le proprie emozioni, un po’ come fa un bambino, e di predisporsi ad un atteggiamento ludico.

Così inizia una sessione di artiterapie, man a mano nel tempo le persone trovano sempre più piacere nel coinvolgersi con le attività e dopo un po’ iniziano ad apprezzarne i benefici.

Per quali problematiche, per quali tipi di disagio è più indicata l’arteterapia?

L’arteterapia non è indicata solamente per il disagio o per le problematiche più complesse.

È vero che l’arteterapia e la sua sistematizzazione da un punto di vista diremmo scientifico avviene con l’uso di queste tecniche nelle strutture psichiatriche o nelle comunità terapeutiche, ma è altrettanto vero che per praticare l’arteterapia e per trarne i benefici non dobbiamo essere necessariamente portatori di qualche disagio o di qualche problematica profonda.

L’arteterapia è adatta anche per mantenere uno stile di vita che vada sempre di più verso il benessere, intendendo con questo termine la capacità della persona di lavorare per sé e per gli altri in una dimensione di evoluzione e crescita personale.

Come l’arteterapia aiuta i bambini, che tipo di pratiche gli fate fare?

Nei nostri laboratori nelle scuole aiutiamo i bambini ad esprimere la loro autenticità e li sosteniamo in un percorso di crescita, facendoli giocare con l’arte.

Sono numerosissime le esperienze e i laboratori da effettuare nelle scuole di ogni ordine e grado per consentire ai bambini ed ai ragazzi una crescita armonica.

Il primo libro pubblicato su questo argomento è del 1945 e porta proprio il titolo “Educare con l’arte” (Herbert Read), quindi già da quei tempi pedagogisti, educatori ed insegnanti avevano riscontrato l’importanza del processo di mediazione dell’arte nell’educazione.

Oggi, anche nei nostri musei vengono presentati ed effettuati dei laboratori in cui vengono coinvolte le classi di bambini e ragazzi, proprio partendo dagli stimoli forniti durante la visita che hanno effettuato.

Per esempio, dopo aver osservato degli stimoli fotografici, delle immagini di quadri o la mostra di un autore, si aiutano i bambini a ricostruire le emozioni e gli stimoli forniti dalle immagini, li si invita ad esprimere a modo loro i sentimenti e le emozioni generate dalla visione.

Successivamente, li si aiuta a trasporre l’elaborazione di quanto hanno vissuto in parole, segni grafici, suoni, movimenti.

Sia chiaro: non si tratta di un addestramento alle tecniche, non si tratta di imparare ad usare uno strumento come un pennello o una matita, non si stratta di una scuola d’arte o di un’educazione tecnica, bensì stiamo parlando di un processo di familiarizzazione con ciò che si prova, in cui l’arte o lo stimolo artistico è semplicemente un intermediario facilitante. 

Arte e benessere: ne parliamo con Giancarlo SantoniDi fronte alle complesse problematiche del cyberbullismo e della dipendenza da internet, quali sono le vostre proposte per affrontare un disagio esistenziale che si fa sempre più forte?

Il cyberbullismo, la dipendenza da internet e molte altre problematiche che si stanno manifestando in questi ultimi anni, hanno la loro radice nella problematicità della nostra epoca, caratterizzata dalla diffusione e da un aumento vertiginoso della tecnologia nelle nostre vite.

Quello cha anni fa sembrava impensabile è oggi alla portata di tutti. Mentre trent’anni fa si poteva comunicare andando a trovare le persone o al massimo usando il telefono, oggi abbiamo infiniti altri sistemi che in maniera ingannevole possono far pensare ad enormi facilitazioni, ma che allo stesso tempo possono indurre dipendenza e forme di isolamento che possono sfociare in aggressività.

L’utilizzazione delle artiterapie in ambito individuale e di gruppo riconduce la persona ad un’espressione e ad una relazionalità più autentica, più coerente e, potremmo dire, più umana.

Per questo nei nostri programmi e nei nostri laboratori chiediamo di non usare strumenti tecnologici, proprio per riuscire ad entrare in maggior contatto con se stessi e, una volta fuori dalla vita ordinaria, essere più coscienti e consapevoli della loro utilità, ma anche della loro pericolosità.

Un ricordo significativo delle vostre esperienze come laboratorio di arteterapia e cosa state organizzando?

Abbiamo svolto numerosi laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado. L’esperienza più importante da questo punto di vista è stato un progetto sviluppato nella zona nord di Roma su 11 scuole statali di diverso ordine e grado, tutti laboratori di arteterapia, utilizzando i diversi linguaggi e ovviamente con un numero importante di studenti, di età tra i 3 e i 19 anni.

Anche in questo anno scolastico effettueremo laboratori di questa tipologia, nell’inverno scorso abbiamo svolto importanti corsi di aggiornamento per un noto centro di riabilitazione romano.

Dal 2015, a seguito del convegno “Corpo, mente ed esperienza estetica” abbiamo iniziato delle ricerche utilizzando le neuroscienze per comprenderebbe gli effetti dell’arteterapia, anche a seguito degli stimoli forniti dal professor Vittorio Gallese dell’Università di Parma all’interno del nostro convegno.

Come sempre prosegue l’impegno formativo e di aggiornamento della Sipea: il 4 novembre prossimo abbiamo in programma un workshop gratuito dal titolo “L’albero della vita”; a gennaio 2018 inizia la nuova annualità del Corso di Alta Formazione in “Espressione creativa ed artiterapie”, quindi il nostro lavoro prosegue incessantemente.

S.I.P.E.A. – Società Italiana di Psicologia, Educazione e ArtiTerapie
Via degli Etruschi 5
Tel. 06/4465977
www.sipea.eu
info@sipea.eu

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