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Brasile, transizione energetica ed opportunità per le imprese italiane

I dati emersi da “Brazil Investment Forum Experience”, evento organizzato da ApexBrasil, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Promo Brasile Italia

Le politiche energetiche in Brasile possono rappresentare un enorme vantaggio per le imprese italiane della filiera che decidessero di investire in quel Paese, dove il 50% dell’energia proviene da fonti rinnovabili. Un’opportunità, dunque, ma anche un monito a quelle che sono le scelte politiche in Italia

La figura del manager della sostenibilità è centrale nella moderna organizzazione aziendale e si sta dimostrando sempre più necessaria. I suoi compiti vanno dalla responsabilità nel garantire la conformità alle normative ambientali, ricercare politiche e iniziative sostenibili, individuare e gestire incentivi a supporto di tali iniziative, stabilire obiettivi di performance di sostenibilità che siano al contempo strategici e ambiziosi.

Ed ancora: ideare programmi di sensibilizzazione alla sostenibilità, arrivando a creare, per le realtà più grandi, un team in grado di gestire e implementare le iniziative sostenibili, misurando e comunicandone l’efficacia sia all’interno dell’azienda che all’esterno.

Grande attenzione va anche posta al contesto internazionale per scegliere dove, eventualmente, investire ed aprire nuovi mercati.

C’è un Paese nel mondo che, ad oggi, può garantire enormi vantaggi alle imprese italiane della filiera energetica. Stiamo parlando del Brasile: primo produttore di energia eolica in America Latina, secondo produttore al mondo di biodiesel, con circa il 50% di energia prodotta da fonti rinnovabili e oltre 2.200 ore annuali di radiazioni solari.

Dati che dimostrano come il Paese della samba e del bel calcio possa avere un ruolo chiave nella transizione energetica in atto, e di cui si è parlato recentemente in occasione di “Brazil Investment Forum Experience”, evento organizzato da ApexBrasil, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Promo Brasile Italia, associazione senza scopo di lucro che sviluppa rapporti economici/culturali tra i due Paesi. Le imprese italiane potrebbero soddisfare la domanda nel mercato brasiliano in particolare nel settore degli impianti fotovoltaici e del biogas.

Energie rinnovabili, una risposta concreta alla crisi russa

Il Brasile, storicamente, si distingue per l’elevata percentuale di fonti rinnovabili nella sua matrice energetica. Secondo Aneel, Agenzia di regolamentazione dell’elettricità brasiliana, il Paese supera di gran lunga le percentuali di fonti energetiche “green” (circa 50%) rispetto all’Italia (20%). Nel caso dell’energia elettrica, la percentuale di energia rinnovabile è ancora più alta (85% contro 37% della percentuale italiana e contro il 14% di quella mondiale, dati 2020).

Foto di Los Muertos Crew da Pexels

In dettaglio, nel corso del 2020 è stato registrato un aumento di offerta di biomassa di canna da zucchero, energia eolica e biodiesel. Allo stesso tempo, l’offerta di fonti non rinnovabili è diminuita sensibilmente (per esempio, -5,6% di petrolio e derivati).

Tale scenario sarà influenzato fortemente dal conflitto in Ucraina: il Brasile e il mondo intero, infatti, tenteranno di ridurre il consumo di petrolio e cercheranno forniture energetiche anche in altri campi, fra cui quello delle rinnovabili.

L’Avvocato Giacomo Guarnera, Socio Fondatore di Guarnera Advogados e Presidente di Promo Brasile Italia ha sottolineato come “Il legame fra Brasile e Italia è già molto forte, come dimostrato dal tessuto demografico brasiliano costituito da circa 30 milioni di discendenti italiani, ed è grande la propensione alla collaborazione fra le imprese brasiliane e quelle italiane. Non a caso in Brasile operano già importanti gruppi energetici italiani. Nonostante la pandemia, il Paese ha retto l’impatto e all’indomani della crisi nasceranno nuove importanti opportunità da cogliere per le imprese italiane che vogliono investire nella filiera energetica brasiliana”.

Le nuove frontiere brasiliane: energia eolica-solare e potenzialità nell’idrogeno verde

L’eolico in Brasile rappresenta la seconda fonte energetica elettrica (11,2%), mentre in Italia è la terza. Nel continente brasiliano sono installati 751 parchi eolici e 8800 aerogeneratori, di cui l’80% localizzati nel Nordest.

Per quanto riguarda il settore solare, sono attive nel Paese ben 4.357 centrali fotovoltaiche e nel 2020 è stata inaugurata nello Stato del Piauí la centrale fotovoltaica più grande dell’America Latina. In particolare, il segmento degli impianti fotovoltaici in generazione distribuita si è sviluppato in Italia cinque anni prima rispetto al Brasile ed è uno fra i settori nei quali le imprese italiane potrebbero soddisfare maggiormente la domanda nel Paese brasiliano. Un altro settore dal grandissimo potenziale è quello del biogas.

Inoltre, elevate quantità di risorse idriche e una matrice elettrica composta principalmente da fonti rinnovabili rendono il Brasile un potenziale hub mondiale per la produzione di idrogeno verde. In particolare, nel Paese brasiliano sono stati avviati progetti per consentire la produzione commerciale di idrogeno “green” per un valore di US$ 20 miliardi.

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