Bruchi dei cavoli e farfalla cavolaia

Bruchi dei cavoli e farfalla cavolaia: come difenderci da quei piccoli bruchi verdi che rischiano di creare tanti problemi alle piante di cavolo

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Ogni autunno, purtroppo, mi tocca combattere con un dubbio, un grosso dilemma. Se lasciare che quei piccoli bruchi verdi mi divorino le piante di cavolo per poi trasformarsi in belle farfalle dalle bianche ali venate di scuro, oppure, se eliminare i bruchi, interrompendo l’affascinante ciclo vitale di queste belle farfalle.

Sono sincero, adoro le farfalle, le ho sempre adorate, ma quando vedo avvicinarsi alle mie piantine di cavolo una farfalla cavolaia (Pieris brassicae), la mia indole protezionista degli animali si trasforma in un’indole protezionista delle piante che riesce a mettere a riposo quei pochi rimorsi per dover eliminare quei “vermiciattoli” così carini.

Non ho il coraggio di uccidere le farfalle (troppo carine), ma aspetto che queste depongano sulla faccia inferiore delle foglie di cavolo le decine di uova. Quando si aprono, le uova liberano decine, centinaia di voracissimi piccoli bruchi che in solo pochi giorni riescono a divorare intere foglie delle piante di cavolo, lasciandosi dietro solo le nervature della foglia.

Se vogliamo difenderci, in modo biologico, da questo rapido attacco, possiamo spruzzare sulle piante di cavolo un infuso di foglie di pomodoro che agirà da repellente per le farfalle, impedendo la deposizione delle uova.

Se l’infuso non lavora a dovere, ci toccherà controllare giornalmente la faccia inferiore delle foglie di cavolo per poter distruggere quelle sulle quali sono state deposte le uova. Se il controllo alle foglie non può essere giornaliero, ci toccherà “eliminare” i bruchi più o meno grandi.

Prevenire è meglio che curare dopo, in questo caso sopprimere. Sarebbe davvero un peccato dover fare a meno di queste farfalle. Un infuso di pomodoro può servire a tenere lontana la deposizione delle uova. Per vedere le farfalle volare libere altrove. Proteggere le piante e non prendersela, come direbbero alcuni, con quei “bruchi del cavolo”. Una soluzione c’è sempre. Basta un po’ di buona volontà e di sensibilità.

 

 

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