“Capitalismo della sorveglianza”, in arrivo altre app

App e tecnologie sono davvero al nostro servizio o siamo noi ad esserne manipolati, alimentando una pia illusione?

0

“Capitalismo della sorveglianza”, l’espressione di Shoshana Zuboff quando parla del futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri sottolinea uno stato di fatto?

Noi ci divertiamo? E loro, le app, immagazzinano dati. Nel libro di Gianluigi Paragone, La vita a rate, viene descritto questo stato di fatto, in un passo particolarmente interessante: “La connessione integrata dei supporti tecnologici che ci circondano comporta la “cattura” di ogni singolo momento della nostra giornata. Orecchie invisibili, occhi invisibili, microfono sempre accesi: tutto in teoria è fatto per semplificarci la vita eppure il conto da pagare è salato. Altro che gratis o free”.

Se insomma non c’è niente da vendere, il prodotto in vendita diventiamo noi. Con il nostro consenso. Perché come scrive la professoressa americana: “Nel 2008 due […] professori hanno calcolato che una lettura accettabile di tutte le ‘norme e condizioni’ che ognuno incontra in un anno sarebbe durata 76 giorni lavorativi pieni”.

“Il capitalismo della sorveglianza” agisce sui nostri desideri e sulla nostra emotività tramite la rete. Rendendoci impossibile il più delle volte di verificare le condizioni. Insomma è sacrosanto preoccuparci di chi manipola le nostre informazioni. Giova ricordarlo: la maggior parte dei colossi cinesi che stanno dietro le app fanno riferimento ad un apparato governativo che di certo democratico non è. Come non lo è quello americano. In questo contesto, logico che “eretici” come Julian Assange diventino i mostri da isolare, esponendoli alla gogna, come tanti altri Ezra Pound della ribellione all’usura intellettuale ed economica.

Se pensiamo al giro d’affari che ruota intorno alla tecnologia, capiamo il mondo in cui siamo immersi. Nel 2018 è stato di 642 milioni di dollari e nel 2023, proiezioni alla mano, prima che si scatenìasse la pandemia, si è calcolato un volume d’affari di 160 miliardi con circa un miliardo e mezzo di pezzi venduti. E quindi? Cosa possiamo fare per mettere fuori la testa e respirare un po’ di ebbrezza rivoluzionaria di autentica libertà? Intanto verificare, capire, approfondire, pensarci non una ma dieci volte, e poi scegliere. Tanto siamo controllati comunque.

Se la tecnologia entra con determinazione nelle “Vite degli altri”, il paragone con il film non è casuale, dire di poterne fare a meno, sarebbe un’utopia. Come credere che questo sia ancora il migliore dei mondi possibili. Bisognerebbe fare in modo che il business non si anteponesse alle vite dei clienti, i famosi altri siamo noi.

Ci aiuta a capirlo nel libro Il Filtro, Eli Pariser: “Quando entriamo nella bolla dei filtri, permettiamo alle aziende di scegliere quali alternative possiamo prendere in considerazione. Ci illudiamo di essere i padroni del nostro destino ma la personalizzazione può produrre una sorta di determinismo dell’informazione, nel quale ciò che abbiamo cliccato in passato determina ciò che vedremo in futuro, una storia che è destinata a ripetersi all’infinito. Rischiamo di restare bloccati in una versione statica e sempre più ridotta di noi stessi, una specie di circolo vizioso”.

 

Caro Lettore,

Green Planet News è un quotidiano indipendente, "aperto" e accessibile a tutti. Ogni giorno realizziamo tanti articoli con foto di qualità perché crediamo nel giornalismo come missione e nell'informazione come servizio ai lettori. La nostra è una voce libera, ma la scelta di non avere un editore forte cui dare conto comporta che i nostri proventi siano solo quelli della pubblicità, oggi in gravissima crisi. Siamo un gruppo di giornalisti professionisti che hanno attraversato e vissuto sulla propria pelle le difficoltà dell'editoria e che per questo hanno scelto di mettersi in proprio. Per questo motivo ti chiediamo di supportarci, con una piccola donazione a partire da 1 euro. Il tuo gesto ci permetterà di continuare a fare il nostro lavoro con la professionalità che ci ha sempre contraddistinto e con la tua donazione, inoltre, potremo prevedere tante nuove iniziative, nuove sezioni del giornale, contributi, collaborazioni inedite e offrirti una informazione sempre più attenta e curata. Stiamo lavorando anche ad un importante progetto sociale dedicato ai territori difficili delle nostre città che il tuo aiuto potrà contribuire a realizzarsi in maniera totale. Grazie.


Sostieni Green Planet News

Lascia una risposta