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Caro energia e materie prime, evitare la crisi della raccolta e gestione dei rifiuti

Con una lettera aperta ai rappresentanti del governo, le associazioni delle imprese italiane lanciano l’allarme del settore della gestione dei rifiuti

I settori della gestione dei rifiuti e dell’economia circolare stanno subendo i rincari delle materie prime e dei costi dell’energia, primo tra tutti quello del carburante. Per questo le associazioni delle imprese italiane chiedono al governo aiuti e decisioni rapide per scongiurare un blocco nel proseguimento delle attività

Tutti i settori economici stanno subendo in maniera forte e drammatica il rincaro dei prezzi dell’energia e delle materie prima, quale conseguenza del conflitto in Ucraina. Tra questi ce ne sono di essenziali come, ad esempio, l’intera filiera della gestione dei rifiuti. Le imprese soffrono e si trovano a confrontarsi con situazioni al limite della sostenibilità economica.

È per questo che si alza forte un grido di aiuto al governo chiedendo, già dalle prossime settimane, un intervento deciso, per scongiurare di mettere a rischio alcuni servizi di raccolta e trattamento dei rifiuti.

Le richieste sono state formulate in una lettera inviata da Alleanza Cooperative Italiane Servizi (Agci Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi), Assoambiente, Confindustria Cisambiente e Utilitalia al premier Mario Draghi e ai Ministri Daniele Franco (Economia e Finanze), Roberto Cingolani (Transizione Ecologica), Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico) e al Presidente ARERA Stefano Besseghini.

Foto di mbousevschool120 da Pixabay

Le Associazioni che rappresentano le imprese che operano nel settore dei servizi ambientali e dell’economia circolare hanno espresso il proprio allarme e la forte preoccupazione per l’evoluzione del quadro politico ed economico internazionale e per gli effetti che la spirale al rialzo dei costi delle materie prime e dell’energia sta determinando anche sulle imprese del settore.

Una situazione al limite della sostenibilità per imprese tenute al rispetto degli impegni precedentemente assunti nei contratti pubblici e privati che regolano il settore, con il rischio che venga compromesso il proseguimento delle attività di gestione non solo nella raccolta (dove il carburante può arrivare a incidere fino al 15% del costo), ma in tutte le fasi del ciclo integrato.

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