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HomeAltroL'Editoriale del DirettoreClean meat o carne coltivata: serve informazione corretta

Clean meat o carne coltivata: serve informazione corretta

Non demonizzare e soprattutto conoscere gli argomenti. Per non fare propagande avverse che condizionano le scelte dei consumatori

Disinformazione sulla Carne Coltivata e del Futuro, Esposto alla Authority contro articoli sulla “carne pulita” definita di Frankenstein, artificiale o sintetica.

Oramai da mesi si parla della famosa carne coltivata, cellulare o del futuro. Eppure continuano gli attacchi da molti settori della politica e delle associazioni di categoria che definiscono carne sintetica o di Frankenstein, la carne che si sta sviluppando senza allevamenti e con la sola riproduzione delle cellule.

Con l’avv. Cristiano Ceriello, il Partito Animalista Italiano e l’associazione dei consumatori “Difesa Consumatori e Contribuenti”, sostengono l‘esposto dell’associazione “End The Slaughter Age”.

Con Nicolas Micheletti, avevano protestato presso l’Authority per la Garanzia della Concorrenza e del Mercato, contro fuorvianti sondaggi ed articoli, articoli molte volte fuorvianti e per giunta non corretti.

Oramai è realtà anche negli USA, dove la produzione è stata autorizzata, mentre a Singapore già esistono i primi ristoranti. Si tratta di una carne, quella cellulare, che consentirà il risparmio di acqua, suolo e la salvezza della vita di milioni di animali che molti già definiscono “clean meat”, e cioè carne pulita.

Ne ho già scritto sul nostro giornale e ritengo che potrebbe rappresentare una scelta etica molto più interessante di approcci alimentari agli insetti e a molte altre questioni. Ritengo anche doveroso, ad oggi e se vogliamo definirci civili, cosa che appare sempre più difficile nel mondo che viviamo, comunque sensibilizzare su tematiche che diventano troppe volte appannaggi di opposte tifoserie quando, in realtà, è solo una questione quella dominante: il mercato. Non dico non si possano considerare gli indotti e il lavoro che girano intorno ad alcuni settori dell’alimentazione. Dico solo che si potrebbe tentare un approccio più “umano”, realmente umano, ossia dotato di compassione e sensibilità, al pianeta e alle “creature del creato”.

Serve, dunque, una informazione corretta, continua l’avv. Ceriello, ed è per questo che sia il Partito Animalista Italiano che Difesa Consumatori e Contribuenti chiedono che l’esposto introdotto da Nicolas Micheletti per “End The Slaughter Age” apra un fascicolo da parte dell’Authority per valutare la corretta informazione su quella che potrà essere una delle maggiori innovazioni del prossimo futuro in campo alimentari e ambientale.

Per saperne di più:

Mail: partitoanimalista@gmail.com

Pagina Facebook Partito Animalista: https://www.facebook.com/partitoanimalistaitaliano/

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