Covid-19, condizionatori e il ricambio d’aria, consigli per igienizzarli

La comunità scientifica, al momento, conferma che non ci sono studi per i quali i condizionatori o i climatizzatori possano risultare rischiosi con il coronavirus. È bene però, gestire con molta attenzione il ricambio dell'aria

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Il coronavirus può essere diffuso da climatizzatori e condizionatori? È uno dei tanti interrogativi della fase 2. La risposta è no, perché non ci sono dati scientifici a sostegno di questa ipotesi, cioè che il virus possa viaggiare e diffondersi grazie ai condizionatori. Sono molti gli italiani che hanno un impianto di climatizzazione in casa e vogliono sapere se e come utilizzarlo.

Il principale vettore del Covid-19, ancora oggi è l’uomo, attraverso il cosiddetto droplet, la trasmissione degli agenti patogeni attraverso le goccioline di acqua che trasmettono i germi nell’aria, contenute nella saliva e nell’emissione di un colpo di tosse e/o di uno starnuto. Con la fase 2  dell’emergenza coronavirus, la distanza sarà l’elemento principale da rispettare.

La qualità dell’aria, un obiettivo importante

Anche se il coronavirus non si diffonde attraverso i condizionatori non è detto che bisogna trascurare la loro manutenzione. Ricordandoci che ricambio dell’aria deve essere gestito in modo virtuoso, negli ospedali, negli uffici e nelle abitazioni private.

Polline, muffe, acari, sostanze chimiche e peli di animali sono tra gli agenti che rendono l’aria di casa inquinata. Ma anche odori della cucina, umidità e fumo di sigaretta possono creare ambienti poco salubri. Negli uffici, inoltre, anche le sostanze rilasciate ad esempio da toner e inchiostri possono sprigionare elementi pericolosi per la salute.

Per questo i climatizzatori, condizionatori sono dotati di sistemi che aiutano a sanificare l’aria per non compromettere la salute dell’uomo. Ecco allora tre semplici mosse per pulire, o meglio igienizzare i condizionatori, eliminando funghi e batteri che solitamente si depositano sui filtri e che possono provocare fastidiose allergie, problemi respiratori e mal di testa.

Le tre mosse per igienizzare

  1. Sollevare lo sportello della griglia di emissione dell’aria, visto che al di sotto è posizionato il filtro. Provvedete ad eliminare gli accumuli di polvere servendovi di un cottonfioc o di un piccolo pennello.
  2. Dopo aver tolto il grosso dello sporco, tornate a pulire quella stessa superficie con un panno inumidito di acqua e sapone.
  3. Una volta fatto anche questo, fate una nuova passata sul filtro con il panno. Una volta che il tutto sarà asciutto, rimontate la griglia, così da restituire al condizionatore il pezzo mancante.

Iss (Istituto Superiore di Sanità)

Ecco una serie di raccomandazioni sul ricambio d’aria, i prodotti di pulizia e i sistemi di ventilazione, a cura del Gruppo di Studio Nazionale Inquinamento indoor dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ricambio dell’aria

  • Garantire un buon ricambio d’aria in tutti gli ambienti: casa, uffici, strutture sanitarie, farmacie, parafarmacie, banche, poste, supermercati, mezzi di trasporto.
  • Aprire regolarmente le finestre scegliendo quelle più distanti dalle strade trafficate.
  • Non aprire le finestre durante le ore di punta del traffico e non lasciarle aperte la notte.
  • Ottimizzare l’apertura in funzione delle attività svolte.

Pulizia

  • Prima di utilizzare i prodotti per la pulizia leggi attentamente le istruzioni e rispetta i dosaggi d’uso raccomandati sulle confezioni (vedi simboli di pericolo sulle etichette).
  • Pulire i diversi ambienti, materiali e arredi utilizzando acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%. In tutti i casi le pulizie devono essere eseguite con guanti e/o dispositivi di protezione individuale.
  • Non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti candeggina o ammoniaca con altri prodotti.
  • Sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia e la sanificazione, arieggiare gli ambienti. Impianti di ventilazione .

A casa

  • Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico 75%. Negli uffici e nei luoghi pubblici
  • Gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) devono essere tenuti accesi e in buono stato di funzionamento. Tenere sotto controllo i parametri microclimatici (es. temperatura, umidità relativa, CO2 ).
  • Negli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) eliminare totalmente il ricircolo dell’aria.
  • Pulire regolarmente i filtri e acquisire informazioni sul tipo di pacco filtrante installato sull’impianto di condizionamento ed eventualmente sostituirlo con un pacco filtrante più efficiente.
  • Fonte: https://www.iss.it/documents/20126/0/Poster+INDOOR_r.pdf/1b62fed5-339a-5f56-c7ba-19d509ae1833?t=1584043641383

Aicarr (Associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento)

L’Aicarr, l’Associazione italiana condizionamento dell’aria riscaldamento e rifregerazione, ha attestato come non vi sia appunto alcuna evidenza di una possibile trasmissione per via aerea attraverso i climatizzatori del Sars-Cov-2.

Sul sito dell’ Aicarr sono disponibili I documenti basati sulle ultime evidenze scientifiche e sulle migliori prassi oggi disponibili per la riduzione del rischio di propagazione per via area (aerosol) del SARS-CoV2-19 tramite un impiego corretto degli impianti di climatizzazione ambientale e di ventilazione.

Il ruolo degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva nella riduzione della diffusione del covid-19

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Da uno studio cinese

Fase 2: Come gestire in sicurezza l’apertura dei ristoranti e degli alberghi? Basteranno davvero 2 metri di distanza a limitare la diffusione del virus? Dopo il caso del ristorante di Guangzhou, in Cina.

Il team di studiosi, ha preso in esame 10 casi (tre famiglie) che hanno mangiato in uno stesso ristorante nella città di Guangzhou e sono risultate essere tutte positive al covid-19.

Secondo quanto emerso dalla ricerca coordinata da Jianyun Lu del Guangzhou Center for Disease Control and Prevention, (e pubblicata per l’anticipo del numero di luglio Emerging Infectious Diseases, la rivista pubblicata dai Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti), l’aria condizionata potrebbe aiutare la trasmissione di goccioline infette.

Lo studio offre numerosi spunti proprio ora che si pensa alla ripartenza e anche i ristoranti studiano modi sicuri per ripartire. È stato osservato, infatti, che i sistemi di ventilazione possono creare corridoi d’aria per il virus e quindi il semplice distanziamento di un metro tra i tavoli potrebbe non essere sufficiente. (come riportato nell’ articolo integrale).

Siamo entrati ufficialmente nella fase 2 dove, oltre alla distanza sociale, è importante l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. La mascherina sarà obbligatoria nei luoghi chiusi e tutte le volte che non si riesce a rispettare almeno un metro di distanza. Le mascherine da indossare non dovranno essere necessariamente quelle chirurgiche ma anche quelle in stoffa, lavabili e auto-prodotte. Per quelle chirurgiche è previsto un abbassamento del prezzo a 0,50 come da Dpcm .

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