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Ecoansia, i consigli dello psicoterapeuta contro il “catastrofismo”

Ecoansia, i consigli dello psicoterapeuta contro il "catastrofismo"
Photo Credit: Depositphotos

Ecoansia: fare azioni concrete per l’ambiente e pensare in piccolo sono alcuni consigli individuati da Federico Russo, psicoterapeuta e Direttore Clinico di Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato, per aiutare a stare meglio chi sente una forte ansia nei confronti del futuro del nostro pianeta.

Ecoansia e stress da “catastrofismo ambientale”. Il 56% degli under 25 pensa che l’umanità sia condannata. Gli eventi climatici estremi ormai sono così frequenti che è difficile ignorarli. Secondo una ricerca, il 77% dei “millennial” – cioè la generazione nata tra il 1981 e il 1995, circa – è stata testimone di almeno un evento meteorologico grave negli ultimi 12 mesi. Chiaramente questo ha dei risvolti psicologici: leggere costantemente di siccità o di alluvioni scatena diverse risposte emotive, tutte poco piacevoli.

“Innanzitutto c’è il senso di impotenza” commenta Federico Russo, psicoterapeuta e Direttore Clinico di Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale e centro medico autorizzato: “Quando si parla di crisi climatica, sia i problemi che le soluzioni possono sembrarci fuori portata, troppo grandi per poter essere affrontati con i comportamenti individuali. Ma possiamo anche provare fastidio. Un sentimento di rifiuto nei confronti dell’ennesima notizia che ci preoccupa e ci ricorda le nostre responsabilità (nostre di esseri umani). E ovviamente c’è l’ansia: in presenza del possibile pericolo, la mente si attiva e ci porta ad assumere comportamenti protettivi, di fuga o di azione. Sentiamo il bisogno di fare qualcosa.”

L’ecoansia o ansia climatica è uno stato cronico di allarme e di malessere per il destino del Pianeta, a causa della crisi climatica. Chi soffre di ecoansia sviluppa principalmente sintomi ansiosi come l’angoscia per il futuro e la profonda e costante insicurezza di fronte ai possibili disastri ambientali causati dal cambiamento climatico in atto. Tra i possibili effetti rientrano: irritabilità, insonnia, perdita di appetito, scarsa concentrazione, attacchi di panico, apatia e senso di impotenza. Ad accrescerla contribuiscono sicuramente le conseguenze e le prospettive della crisi climatica, ma anche il modo in cui vengono raccontate dai media.

È importante lavorare sulla ricerca di un equilibrio che ci faccia stare meglio, essere pessimisti non porta a nulla, tanto quanto fare finta di niente. E’ necessario trovare una preoccupazione costruttiva, che da un lato i aiuti a ridurre gli impatti psicologici e, dall’altro, a dare un contributo.

“Il primo passo  è provare a fare qualcosa per l’ambiente spiega Federico Russo Impegnarsi concretamente, come trovare un’associazione che si occupa di ambiente e iniziare a sporcarsi le mani, può ridurre l’ecoansia. Mettere in atto pochi comportamenti che possiamo mettere in pratica da subito, nella vita di tutti i giorni. Sapere di aver fatto una piccola differenza è un ottimo antidoto contro l’ansia eccessiva.”

“E poi, è importante tenersi impegnati – continua lo psicoterapeuta- “l’ansia favorisce il rimuginio, che a sua volta favorisce l’ansia. Per spezzare questo circolo, può essere utile dedicare dei momenti alle attività che ci piace fare – meglio se si tratta di attività fisiche che coinvolgono il corpo. Un altro consiglio è quello di rinunciare agli allarmismi: fanno molto più male che bene. Preoccuparsi per il pianeta è giusto, ma è importante non cedere alle notizie di quei media che cercano solo di spaventarci, senza informarci”.

Serenis è una piattaforma digitale per il benessere mentale e un centro medico autorizzato. Oggi offre percorsi di psicoterapia, psichiatria e supporto psicologico online con oltre 1400 psicoterapeuti e psichiatri in tutta Italia che hanno carriere avviate con in media 11 anni di esperienza. Lo fa con una missione: rendere accessibile il benessere mentale affrontando gli ostacoli economici, tecnologici, sociali e culturali che allontanano le persone dalla terapia. Attraverso l’App è possibile gestire il proprio percorso di benessere a 360 gradi: dalle singole sedute, alla chat con il proprio terapeuta, fino al servizio di journaling.

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