Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte

Travelers Artists è il blog di Alessandra Foschi che nasce dall’incontro delle sue più grandi passioni: l’arte e il viaggiare. Un blog che attraverso le sue interviste ad artisti viaggiatori, ci proietta immediatamente in una realtà diversa, positiva, che è capace di conservare ancora bellezza e autenticità, dando la possibilità di vedere delle realtà che troppo spesso sembrano invisibili e talvolta, impossibili

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Il blog Travelers Artists, ideato dalla giovanissima Alessandra Foschi, studentessa in Valorizzazione dei Beni culturali a Brera, nasce dall’incontro delle sue più grandi passioni: l’arte e il viaggiare. Appena apriamo il blog e cominciamo a leggerne le interviste, ci sentiamo immediatamente catapultati in una realtà differente, diversa da quella che comunemente ci viene proposta ed è soprattutto questo l’intento.

Riuscire ad avere una diversa prospettiva del mondo, diversa rispetto a quell’unica prospettiva negativa a cui siamo abituati e che sembra la sola possibile, che continuamente ci mostrano e che sembra possa portare a poche e predeterminate scelte.

La storia di Alessandra è la storia di una ragazza che ha tante idee, interessi e passioni. Passioni vere, grandi, alle quali decide con coraggio e determinazione di non rinunciare, ma che anzi, attraverso l’impegno e il duro lavoro, sceglie di coltivare, nonostante le difficoltà e i sacrifici, con la speranza di farle diventare professioni.

Travelers Artists nasce grazie a un progetto universitario, attraverso il quale Alessandra Foschi ha l’opportunità di dare realmente spazio alle sue passioni. Da una parte, infatti, le opere artistiche parlano e si esprimono da sole, senza ulteriori e inutili parole, in una carrellata di immagini come se fossero esposte in una vera e propria galleria d’arte.

Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte

Dall’altra, emerge l’enorme e preziosissimo bagaglio delle esperienze degli artisti i quali hanno modo di raccontare i colori, i luoghi, le culture, i popoli, le tradizioni, i vissuti, le persone che hanno incontrato e conosciuto. Un nuovo modo, dunque, di affacciarsi alla realtà, al mondo, agli altri, che appare sicuramente meno spaventoso di come a volte ci fanno credere.

L’intento più profondo che sta all’origine della realizzazione del blog, è quello di dare un messaggio. Un messaggio importante che Alessandra vorrebbe dare ai ragazzi della sua generazione, un messaggio che vuole essere speranza, che vuole spingere ad avere coraggio, ad avere quella determinazione che ci permette di seguire i nostri sogni e le nostre passioni, anche quando, e forse soprattutto, l’ambiente e la mentalità a noi circostante appare ostile e tremendamente pessimista rispetto a chi vorrebbe seguire semplicemente le proprie inclinazioni.

Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte Scelta, questa, che non esclude la fatica, i sacrifici, le difficoltà del duro lavoro. E il consiglio che Alessandra vorrebbe dare è proprio quello di scoprire questo coraggio dentro di noi, di scoprire i nostri talenti, le nostre autentiche passioni e di farlo anche attraverso un viaggio.

E ancor meglio, un viaggio da soli che ci può dare la possibilità di scoprire tutto ciò, volgere lo sguardo verso noi stessi e capire nel profondo cosa realmente vogliamo di più. Ma che ci dà anche modo di acquistare la fiducia in noi e negli altri che è indispensabile, di volgere quello stesso sguardo verso un mondo che attraverso il viaggio, apparirà meno ostile di come ce lo rappresenta qualcun altro, con meno confini che talvolta sembrano invalicabili.

Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte

Immagini che non fanno altro che renderci timorosi di conoscerlo, negandoci quest’enorme possibilità. Una voce, quella di Alessandra, che sembra stonare rispetto a quella più chiassosa e dominante della maggioranza, ma che si deve far sentire per dare speranza a chi come lei vorrebbe realizzare il proprio modo di vivere, il proprio rispetto a quelli infiniti che il blog stesso mostra, permettendo così ad ognuno di trovare quello più adatto a sé lasciandosi probabilmente alle spalle anche quello che diventa il brusio soffocante della maggioranza che non permetterebbe di realizzarci come persone.

Un blog che ci permette di cominciare a vedere quella realtà che troppo spesso passa inosservata, silenziosa, senza voce in capitolo. Voce che va ad aggiungersi ad altre che sono presenti, che esistono e che va a creare e a mantenere ciò che c’è di positivo nel mondo e che per questo esiste.

In quest’intervista Alessandra racconta il percorso che ha fatto attraverso le sue passioni e che l’ha portata alla creazione di Travelers Artists. Ci spiega quella realtà che vorrebbe mostrare e che lei stessa vive, una realtà fatta di arte, bellezza, profondità, ricchezza delle diversità, nelle esperienze.

Travelers Artists, perché un blog dedicato all’arte e ai viaggi? Da dove nasce l’idea?

Tutto parte da un progetto universitario che aveva lo scopo di insegnarci ad usare le piattaforme del web. Il tema da scegliere era libero e diciamo che allora ho pensato di unire due delle mie più grandi passioni: l’arte che mi accompagna da tanto tempo, sin da piccola, ho fatto il liceo artistico e ora anche beni culturali all’università; e poi i viaggi, una passione che una volta scoperta non mi ha più abbandonata.

Il blog mette insieme queste due grandi passioni attraverso le interviste a degli artisti viaggiatori, dando spazio alle opere d’arte anche attraverso una carrellata di immagini, esattamente come se fossero in una galleria nella quale le opere possono parlare ed esprimersi da sole, senza ulteriori parole.

Il blog dà poi spazio agli artisti con le loro esperienze personali su chi incontrano, sulla diversità e ricchezza di culture differenti dalla nostra. Ma c’è un motivo più profondo per il quale questo blog esiste e cioè il voler dare un messaggio alla mia generazione.

Nella nostra società regna infatti un forte pessimismo che ci circonda e ci condiziona in modo schematico e programmato nelle scelte che facciamo. Io stessa, ho scelto di seguire le mie passioni come l’arte, la danza, un’altra mia grande passione, ma spesso quello che ti senti dire è che in questi settori non troverai mai lavoro o comunque frasi che ti scoraggiano nell’andare avanti e nel seguire ciò che ti piace veramente.

Il messaggio che invece vorrei dare è che in realtà ci sono infiniti modi per vivere, non uno solo, schematico. Ed è proprio ciò che mostrano le interviste del mio blog, che ci sono persone che riescono a vivere scegliendo di fare ciò che a loro piace, scegliendo di seguire le loro passioni. Persone che hanno il coraggio di uscire dai binari e fare quello che vogliono di più e veramente.

Quali sono le tue passioni e i sogni? Anche quelli che hai sin da piccola

Come ho detto prima, una è l’arte che mi accompagna da molto tempo e che ha determinato il mio stesso percorso di studi, prima scegliendo il liceo artistico e ora studiando beni culturali all’università. La mia più grande passione è però la danza.

Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte

Sono una ballerina. Quando ho iniziato a ballare avrò avuto nove anni. Faccio danza Hip hop. Ho partecipato a molte gare e competizioni, ma dopo il liceo ho cominciato a prenderla più seriamente anche nella speranza di far diventare questa passione, un vero e proprio lavoro.

Inoltre, da quando ho scoperto la bellezza del viaggiare, ciò che desidero di più, è riuscire ad avere un lavoro che mi permetta appunto di spostarmi continuamente, non statico, d’ufficio, che mi costringa a stare seduta su una sedia, ma che piuttosto mi permetta di scoprire sempre nuove cose, persone, culture.

Cosa consiglieresti ai giovani che come te vogliono seguire le proprie passioni, idee e avvicinarsi al tuo mondo?

Consiglierei prima di tutto di viaggiare e soprattutto di viaggiare da soli. Fare un viaggio da soli ti dà la possibilità di acquistare più fiducia in te stesso, nel mondo, negli altri, ti dà la possibilità di staccarti dalla mentalità che ci guida e che ci condiziona nelle scelte della nostra vita.

Ci aiuta a vedere il mondo da una prospettiva diversa, a farci capire che in realtà è molto più buono di come sembra o ci fanno credere. Ho conosciuto persone, durante i miei viaggi, che in tantissimi momenti di difficoltà mi hanno aiutata, mi hanno dato una mano.

Ed è in quelle situazioni che impari ad avere più fiducia nell’altro, ma anche in te stesso perché impari a cavartela. Fare un viaggio da solo ti dà l’opportunità di rivolgere lo sguardo verso te stesso, unico modo di capire cosa vuoi davvero.

In questo momento quali sono i tuoi progetti? Cosa ti auguri per il futuro?

In questo preciso momento desidero prima di tutto laurearmi. Al momento, infatti, sono molto impegnata nello studio degli ultimi esami prima della laurea che sarà a breve. Poi sto lavorando duramente alle prove di uno spettacolo di danza che con la mia compagnia metteremo in scena a febbraio. Quindi al momento sono veramente tanto impegnata in questi progetti. Per quanto riguarda il futuro, una volta che non avrò più impegni universitari, mi piacerebbe sicuramente fare un lungo viaggio e poi ci sono tante altre idee che ho e che vorrei realizzare.

Travelers Artists, un progetto universitario tra viaggi e arte Alessandra conclude l’intervista, citando Rilke, mentre riflette sulla sua ricerca del bello in ciò che è lontano:

“Lunghissimo era il cammino da percorrere, perché difficile era disabituarsi tanto dal mondo da non guardarlo più con l’occhio prevenuto di chi vi è nato, attento a riferire tutto a sé e ai propri bisogni. Si sa quanto sia imperfetta la conoscenza delle cose tra cui viviamo, e come, spesso, debba venire qualcuno da lontano a dirci quello che ci circonda. Così, fu necessario allontanare le cose da sé per essere poi capaci di accostarle con modi più giusti e pacati, a rispettosa distanza e con minore confidenza. Si cominciò infatti a capire la natura quando non la si capì più: quando si capì che essa era l’altra parte, indifferente, incapace di accoglierci, — si era già fuori di essa, solitari, usciti da un mondo solitario. Questo era necessario, per essere artisti nei suoi confronti: non si doveva più sentirla contenutisticamente, poggiando sul senso che essa poteva avere per noi, ma oggettivamente, come una grande realtà esistente”.

 

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