Covid-19, le raccomandazioni ad interim dell’Istituto Superiore di Sanità per smaltire correttamente i rifiuti domestici

In relazione all’infezione da virus Sars-Cov-2 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha redatto una guida pratica per il corretto smaltimento dei rifiuti domestici. Le raccomandazioni, variabili secondo i casi, riguardano i soggetti positivi al tampone in isolamento domiciliare o in quarantena obbligatoria e i non positivi

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Come smaltire i rifiuti domestici in questi tempi di emergenza sanitaria, garantendo sia la nostra sicurezza sia quella degli operatori del settore? I dubbi che ci assalgono sono molti. Ecco, allora, le indicazioni ad interim del Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione dei Rifiuti.

Qual è il periodo di sopravvivenza dei coronavirus in generale, e del virus SARS-CoV-2 in particolare, in un rifiuto domestico/urbano?

Attualmente non è noto, segnala l’Istituto Superiore di Sanità nel Rapporto ISS COVID-19, n.3/ 2020.

“Si deve considerare —  specifica il Report — che i virus provvisti di involucro pericapsidico (envelope) – come il SARS-CoV2 – hanno caratteristiche di sopravvivenza inferiori rispetto ai cosiddetti virus ‘nudi’ (senza envelope: per esempio, enterovirus, norovirus, adenovirus ecc.), e quindi sono più suscettibili a fattori ambientali (temperatura, umidità, luce solare, microbiota autoctono, pH, ecc.) e a trattamenti di disinfezione e biocidi”.

È ipotizzabile, proseguono gli esperti ISS in riferimento alle informazioni acquisite finora, “che il virus SARS-CoV-2 si disattivi, per analogia con altri virus con envelope, in un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni, in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione e delle condizioni microclimatiche”.

Soggetti positivi o in quarantena obbligatoria, cosa fare?

Nelle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria il Rapporto raccomanda di interrompere la raccolta differenziata.

Tutti i rifiuti domestici, inclusi fazzoletti, rotoli di carta, teli monouso, mascherine e guanti usati, devono essere raccolti e conferiti insieme nello stesso contenitore, possibilmente a pedale, utilizzato per la raccolta indifferenziata. La guida invita a usare almeno due sacchetti uno dentro l’altro o, se necessario, in numero maggiore. I sacchi vanno chiusi attentamente, con legacci o nastro adesivo, senza esercitare compressione e maneggiando il tutto con i guanti monouso, che andranno poi smaltiti nel nuovo contenitore. Si ricorda, infine, di lavare le mani subito dopo aver terminato le operazioni.

E gli animali da compagnia? In questa circostanza è opportuno che i nostri amici a quattro zampe non accedano al locale in cui sono presenti i sacchetti di rifiuti.

Persone non positive e non in quarantena obbligatoria

Per la popolazione generale che non è positiva al SARS-CoV-2 o in quarantena obbligatoria, invece, il consiglio è di non sospendere la raccolta differenziata, da eseguire secondo le procedure in vigore sul proprio territorio. Mascherine e guanti usati vanno gettati nei rifiuti indifferenziati. Lo stesso vale per i fazzoletti di carta adoperati nel caso di raffreddore. A scopo precauzionale è bene utilizzare almeno due sacchetti uno dentro l’altro, anche in tal caso chiusi con attenzione senza comprimere e indossando i guanti monouso.

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Indicazioni per gli operatori del settore rifiuti e per i volontari

Le misure si estendono parimenti al personale addetto alla raccolta e allo smaltimento rifiuti, per il quale si raccomanda l’adozione di dispositivi di protezione individuale (DPI), come da gestione ordinaria, in particolare di mascherine (filtranti facciali) FFP2 o FFP3.

Per gli operatori, inoltre, la guida consiglia la pulizia delle tute di lavoro con idonee procedure di lavaggio (a temperatura di almeno 60°C con detersivi comuni, possibilmente aggiungendo disinfettanti tipo perossido di idrogeno o candeggina per tessuti);  la sostituzione dei guanti da lavoro non monouso, nella difficoltà di sanificarli, ogni qualvolta l’operatore segnali di aver maneggiato un sacco rotto e/o aperto, e  la sanificazione della cabina di guida dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti urbani dopo ogni ciclo di lavoro.

Non è tutto però. Ad aiutare persone sole, anziane e affette da patologie ci sono poi i preziosi volontari. I suddetti “non possono prelevare rifiuti presso abitazioni in cui siano presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria”.  Ciò è possibile, al contrario, laddove risiedano persone non positive al virus e non in isolamento domiciliare seguendo le precauzioni e le procedure comportamentali indicate nel Rapporto.

 

Le informazioni tecniche complete e dettagliate sui temi trattati sono disponibili nell’infografica inserita nel testo, realizzata a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, e nel Rapporto ISS COVID-19, n.3/ 2020 aggiornato al 14 marzo 2020.

Fonti:

Istituto Superiore di Sanità

Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Gestione dei Rifiuti. Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus sars-cov-2. Versione del 14 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020 (Rapporto ISS COVID-19, n.3/ 2020)

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