Dott monopattini elettrici, una startup innovativa per fare chiarezza

Vi raccontiamo in questa intervista la startup innovativa Dott per la micromobilità condivisa, cercando anche di chiarire alcuni punti sull'utilizzo dei monopattini elettrici

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Monopattini elettrici. Torniamo ancora a parlarvi di un argomento che qualcuno ha definito “una rivoluzione mancata”. Lo facciamo in questa intervista con Annalaura D’Angelo, Marketing manager di Dott, startup europea attiva nel settore della micro-mobilità urbana, già operativa in Belgio e in Francia e che sta per sbarcare anche sul mercato italiano e con Andrea Giaretta, General Manager Italia dell’azienda.

Annalaura D’Angelo
Andrea Giaretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forti delle competenze maturate nel settore, i fondatori hanno puntato da subito su 3 temi fondamentali per Dott monopattini elettrici:

sviluppare un veicolo ad hoc per lo sharing (il progetto da subito ha puntato ad un monopattino per lo sharing, con ruote più grandi, una pedana più ampia e batteria che garantisce più autonomia per offrire un servizio affidabile);

controllare tutta la filiera gestendo internamente la logistica;

evitare i rischi e la saltuarietà propri della GIG economy.

Partiamo dalla startup Dott monopattini elettrici. Spiegamola ai nostri lettori e agli “scettici” del monopattino. Come li convinciamo?

Dott nasce nel 2018 su iniziativa di due soci fondatori francesi con precedenti esperienze in Facebook, Wayfair, Uber e nel bike sharing, Maxim Romain ed Henri Moissinac e ha già raccolto 50 milioni di euro per sviluppare il proprio modello e lanciare il servizio in Europa. Il nostro monopattino si presta perfettamente a un utilizzo last mile in città; l’utente potrà spostarsi su un veicolo stabile e controllato, senza rinunciare al divertimento.

Dott monopattini elettrici, una startup innovativa per fare chiarezza
Maxim Romain Henri Moissinac, fondatori di Dott

Cosa significa esattamente quando scrivete che “l’approccio è totalmente improntato all’affidabilità e alla sostenibilità”? Come si spinge l’utente allo sharing?

La condivisione è il futuro della mobilità. Meno veicoli inquinanti in strada potranno incidere positivamente sullo stile e sulla qualità di vita dei cittadini. Il contributo di Dott si inserisce in questo contesto al fine di avere città più sostenibili e più verdi.

Avendo pieno controllo sul prodotto (monopattino sviluppato ad hoc per lo sharing) e sulle operations (manutenzione, ricarica, deployment fatti internamente) Dott può garantire una maggiore affidabilità all’utente. Tutto questo senza rinunciare alla sostenibilità: i monopattini Dott sono sviluppati con ottica modulare per poter sostituire i componenti anzichè rottamare il veicolo, e sono ricaricati tramite una fornitura elettrica 100% da fonti rinnovabili.

Come è la situazione in Italia relativamente ai monopattini elettrici? Ancora in fase sperimentale? A cosa avete pensato, puntando sulla micromobilità Dott?

Il 4 giugno scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato il decreto sulla micro-mobilità elettrica, specificando nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle aree e strade oggetto della sperimentazione.

La palla è poi passata ai singoli comuni interessati alla sperimentazione a cui spetta emanare un bando. Attualmente siamo in attesa della pubblicazione del bando da parte dei Comuni per poter poi partire con il nostro servizio e ci auguriamo che questa procedura sia il più veloce possibile.

Come risolviamo il problema normative e sicurezza visto che i numeri parlano chiaro rispetto a incidenti e guidabilità? In un caos giuridico abbastanza evidente non c’è il rischio che il monopattino venga usato in maniera impropria?

Garantire la massima sicurezza ai passeggeri e non, sarà sicuramente la priorità di Dott e delle amministrazioni comunali. Per direttiva ministeriale la velocità massima dei monopattini è bloccata a 20km/h, e questo Dott lo gestirà in via automatica tramite un settaggio della app: si tratta quindi di una velocità molto bassa, paragonabile a quella delle biciclette.

Dott monopattini elettrici, una startup innovativa per fare chiarezza

Più che da ragioni legate al monopattino crediamo che i rischi possano derivare dagli altri veicoli: è per questo che sosteniamo l’estensione delle zone 30 nei centri abitati e offrire un ecosistema sempre più sicuro per monopattini, biciclette e pedoni.

Come risolviamo i problemi abbinati alle batterie ossia smaltimento e ricariche?

Le nostre operations sono gestite internamente, dalla A alla Z. La ricarica dei monopattini avviene solo nei nostri magazzini, locali commerciali idonei e dotati di: impianto elettrico professionale, di estintori antincendio, ventilazione naturale e impianto a rilevazione gas.

Abbiamo inoltre attivato una fornitura elettrica 100% da fonti rinnovabili. La stessa manutenzione avviene: in locali in linea con le regole di sicurezza sul lavoro (L.81/2008) con personale dipendente professionista (non ci affidiamo a lavoratori della GIG Economy). Le batterie irrecuperabili, infine, vengono smaltite da una società professionista nel settore.

La mobilità in città: possono davvero i monopattini risolvere i problemi legati al traffico o sono adatti solo per quello che viene definito “ultimo miglio? E allora perché secondo voi città come Torino e Milano, abbastanza attive sul fronte del green, hanno dato parere negativo sull’utilizzo dei monopattini?

Le amministrazioni di Milano e Torino si sono in realtà dimostrate molto favorevoli ed aperte alla diffusione dei monopattini. In particolare entrambe vedono nella micromobilità elettrica una grande possibilità per ridurre le enormi problematiche del traffico e delle polveri sottili che con l’autunno torneranno attuali.

A dimostrazione di questo, entrambe le amministrazioni hanno già adattato le regolamentazioni comunali. Resta solo come ultimo passo formale l’apertura di manifestazioni di interesse per le società di sharing.

Dott monopattini elettrici, le specifiche tecniche

– motore brushless da 500W, come previsto da normativa;

– fanale bianco anteriore e rosso posteriore, che permettono l’utilizzo anche dopo il tramonto in linea alla legge vigente;

– ruote da 10 pollici, spesse 2 pollici, più grandi e larghe degli altri modelli in circolazione per garantire una maggiore tenuta di strada;

– doppio freno: e-abs e freno meccanico a tamburo;

– pedana allargata per una maggiore superficie di appoggio;

– baricentro ribassato per una maggiore stabilità;

– anche la centralina ed il firmware sono stati progettati per permettere la gestione differenziale della velocità e del parcheggio nelle diverse aree cittadine.

Tutto certificato secondo la direttiva Machinery CE.

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