A Ecomondo, economia circolare e acqua scommesse sul futuro

Economia circolare e acqua scommesse sul futuro. Per una vera rivoluzione green, serve porre attenzione a questi due fondamentali obiettivi

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Economia circolare e acqua: sono scommesse importanti per il nostro futuro. I temi principali di Ecomondo.

Economia circolare e acqua come scommesse sul futuro. E lotta ai cambiamenti climatici. Una grande piattaforma con due direttrici principali e un unico obiettivo: guidare le aziende italiane verso la rivoluzione “green”. ECOMONDO e KEY ENERGY della Fiera di Rimini di novembre sono state declinate secondo due importantissimi capisaldi: climate change ed economia circolare, il sistema che promuove il paradigma economico connesso alla rigenerazione, in sostituzione del concetto di fine vita, tramite l’utilizzo di energie rinnovabili. Tendere, dunque, all’eliminazione dell’uso di sostanze tossiche nocive, quindi dei rifiuti, a loro volta possibile risorsa.

Ecomondo ha radunato oltre 1.200 imprese con un rapporto indicativo sugli indicatori chiave della green economy: l’Italia fa progressi notevoli rispetto all’Europa. Tra le tematiche affrontate più importanti, quelle sugli impianti in grado di drenare i liquami per realizzare energia, quelle sui droni per il controllo delle dighe ma soprattutto le novità espresse dalla sezione Global Water Expo, dove hanno interagito modelli di business circolari e tecnologie innovative, azioni europee di innovazione e saperi riguardanti l’industria idrica.

Economia circolare e acqua, cosa fare?

In Italia, l’acqua è un bene su cui è necessario fare sempre una maggiore attenzione. Secondo i dati Istat la percentuale irregolare nell’erogazione dell’acqua nelle famiglie è intorno al 9,2 per cento.

L’Italia detiene il primato europeo per il consumo di acqua in bottiglia che si traduce in una gigantesca quantità di rifiuti da smaltire. Il professor Francesco Fatone, del comitato scientifico di ECOMONDO, ha spiegato, nel corso della manifestazione che si è tenuta a fine anno, che l’Italia depura solo il 79 per cento della acque fognarie mentre il resto finisce in mare, soprattutto al Sud.

E come se non bastasse, produciamo oltre 200 litri di liquami a testa al giorno”. Ha ricordato Fatone: “L’obiettivo è internazionalizzare il mercato dell’acqua, in crescita in Italia e nel mondo, con progetti innovativi che possano collegare globalizzazione e localizzazione”.

Uno di questo progetti è rappresentato dai depuratori di Carbonera, in provincia di Treviso, Atene, Uithuizermeeden in Olanda, Manresa in Spagna e karmiel in Israele che saranno operativi dal 2017 per recuperare dai reflui 7 chili all’anno di cellulosa, 3 di polimeri insieme a fosforo e azoto. Sono elementi che verranno impiegati come biocompositi e bioasfalti, realizzando quell’abbinamento tra chimica e acqua che ancora manca.

Water management within the circular economy

Il trattamento delle acque reflue e il loro riuso può essere una risorsa decisiva per la riduzione degli sprechi e delle emissioni in atmosfera. È quanto ha sostenuto Willy Verstraete (International Water Association), intervenuto al convegno “Water management within the circular economy”, nell’area Global Water Expo. “Oggi – ha spiegato – alcuni procedimenti di recupero dell’acqua sono obsoleti. Inoltre il 20% del cibo viene sprecato, e il 2,3% dei combustibili fossili viene usato per produrre fertilizzanti”.

Un quadro davanti al quale, secondo Verstraete, gli strumenti della microbiologia possono contribuire a un futuro più sostenibile: il bio-ingegnere si riferisce, in particolare, al recupero dell’azoto finalizzato alla produzione di biofarmaci, fertilizzanti, ma anche composti proteici come quello alla base della “carne artificiale”.

C’è una forte domanda di proteine, sia come cibo sia come fertilizzanti organiciha aggiunto – Una delle sfide che abbiamo davanti è educare il pubblico ad avere fiducia in questi prodotti, focalizzandosi su cosa realmente sono, e non sulla loro provenienza. So che per alcune culture e religioni non sarà mai possibile, ma per molte altre sì”.

“Nell’economia lineare, migliorare l’efficienza può non bastare. L’economia circolare punta invece a sganciare la crescita economica dal consumo di risorse limitate”. Lo ha detto Ashima Sukhdev, della Ellen MacArthur Foundation, nel suo intervento al convegno “Circular Economy & Smart Cities: opportunità e prospettive”. “Il 60% degli uffici, in Europa, resta inutilizzato durante le ore di lavoro – ha spiegato Sukhdev – Le auto sono parcheggiate per il 92% del tempo. Il 10-15% del materiale da costruzione viene sprecato. L’obiettivo deve essere reimmettere i materiali nel sistema, il che è applicabile a ogni aspetto della città: dal consumo di acqua ed energia alla gestione dei rifiuti”.

Gli Stati generali della Green Economy

Dagli Stati Generali della Green Economy, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presieduta da Edo Ronchi, sono state diffuse le proposte di policy che il Consiglio Nazionale sottoporrà al Governo, come driver per un nuovo sviluppo dell’Italia.

Si è ritenuto necessario avviare l’Italia sulla strada della green economy e attivare uno sviluppo durevole, una ripresa degli investimenti e dell’occupazione. “Le proposte di policy presentate dal Consiglio Nazionale agli Stati Generali della Green Economy –ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile costituiscono un driver per un nuovo sviluppo per l’Italia. Per rilanciare benessere, qualità ambientale e occupazione servono idee per nuovi beni e nuovi servizi: quelli di una green economy. Il Piano nazionale industria 4.0, per diventare motore di innovazione e rilancio delle imprese italiane, ha bisogno di ben più forti scelte in direzione green”. L’economia circolare è il driver dello sviluppo di un pianeta che vuol ridefinire la sua impronta ecologica.

“Io penso circolare”

A conferma del futuro in “cerchio”, da non sottovalutare l’istituzione del premio ai progetti innovativi legati all’economia circolare. Il bando “Io penso circolare”, lanciato da La Stampa Tuttogreen, Aquafil, Life Cyrcle Engineering ed Ecomondo, si rivolge a start-up e centri di ricerca. Fino al 12 marzo 2017 i partecipanti potranno presentare le proprie proposte (beni, servizi, procedimenti) compilando il form online sul sito www.lastampa.it/iopensocircolare.

Al primo classificato tra i centri di ricerca andrà un premio di 3.000 euro offerto da Aquafil, impresa che produce fibra in nylon rigenerata (per tappeti e abbigliamento) a partire da materiali di recupero, tra cui le reti da pesca. La start-up vincitrice si assicurerà un servizio di affiancamento della durata di tre mesi da parte della società Lce, che analizzerà le performance ambientali del progetto premiato.

Inoltre sarà pubblicato un webdoc all’interno di Medialab, laboratorio sulla comunicazione digitale innovativa de La Stampa. La premiazione è in programma il 21 aprile. Il bando è stato presentato dal vicedirettore de La Stampa Luca Ubaldeschi e dal responsabile di Tuttogreen Roberto Giovannini. Per Giulio Bonazzi, presidente di Aquafil, “oggi le norme ambientali sono un vantaggio competitivo. E più si diffonde la conoscenza dell’economia circolare, meglio è”.

Tra le tante novità, particolarmente interessante il progetto proposto da Hera, un nuovo sistema basato sulla scansione del suolo tramite satellite, sviluppato in collaborazione con la società israeliana Utilis. Il sistema presentato ad Ecomondo, già sperimentato da Hera con risultati soddisfacenti a Ferrara (scansione satellitare di 650 km di rete), da quest’anno sarà utilizzato nel bolognese e in Romagna per integrare l’attività programmata di ricerca perdite. Solo nel 2015, grazie all’attività di ricerca delle perdite in rete, il Gruppo ha recuperato oltre 1.500 milioni di litri d’acqua. Il progetto è stato sviluppato da un team di esperti in geofisica, idrologia e di gestione della rete ha sviluppato una tecnologia unica e all’avanguardia in questo campo.

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