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Festa della donna, alberi in Guatemala a sostegno delle comunità locali

La campagna dell’8 marzo sostiene le comunità locali e le microimprese al femminile con Ong Amka. L’iniziativa di Treedom: gli alberi piantati a distanza (come cacao e caffè) offrono l’opportunità di reddito grazie alla vendita dei loro frutti

Nuovi alberi in Guatemala, finanziando progetti che rafforzano il ruolo delle donne nelle aree rurali del paese: è la campagna promossa da Treedom, la piattaforma italiana che permette di piantare alberi a distanza, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, che si celebra l’8 marzo.

Insieme ad Amka, Ong italiana che opera in Guatemala dal 2009, Treedom sta infatti coinvolgendo comunità locali ed in particolare donne, per piantare alberi in grado di offrire opportunità di reddito grazie alla vendita dei loro frutti. Con Treedom vengono supportati contadini che vogliono piantare alberi, sostenendo il loro lavoro nei primi anni, quando ancora gli alberi non sono produttivi. I contadini ricevono know-how e supporto tecnico da Treedom per la piantumazione e gestione degli alberi.

Gli alberi vengono fotografati, geolocalizzati e monitorati da Treedom nel corso del tempo. Treedom finanzia direttamente piccoli progetti agroforestali, diffusi sul territorio. La filosofia è quella di realizzare ecosistemi sostenibili e permettere a migliaia di contadini di far fronte ai costi iniziali della piantumazione di nuovi alberi, garantendo nel tempo sovranità alimentare ed opportunità di reddito. La realizzazione di piccoli sistemi agroforestali permette di operare scelte puntuali in relazione alle specifiche caratteristiche e necessità di ogni area di progetto. Le specie arboree piantate sono native o in rispetto della biodiversità dei diversi territori.

Festa della donna, rafforzarne il ruolo sociale ed economico

L’obiettivo è quello di rendere più forte il ruolo sociale ed economico delle donne, aiutandole a contribuire allo sviluppo delle loro comunità. In vista dell’8 marzo la campagna di Treedom sosterrà il lavoro di questo progetto invitando persone e aziende a piantare alberi in Guatemala.

“Realizziamo i nostri progetti agroforestali in modo che forniscano benefici non solo ambientali, ma anche sociali ed economici per le comunità locali” – afferma Federico Garcea, fondatore e CEO di Treedom – “In Guatemala il nostro lavoro fornirà opportunità di reddito a gruppi di donne, promuovendo la loro leadership, produttività e capacità di business. Si tratta di un progetto in cui crediamo molto, perché può essere un esempio di successo da replicare”.

Il progetto in Guatemala, nel comune di Petatàn

Proprio in Guatemala Treedom sta sviluppando con Amka un ulteriore progetto nel Comune di Petatán (nella zona centro-orientale del paese) che mira a piantare almeno 10.000 alberi di caffè, in collaborazione con una comunità di 80 donne, nel tentativo di dare loro nuove opportunità di reddito. Con il proprio lavoro Treedom contribuisce alla realizzazione di 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile indicati dalle Nazioni Unite, fra questi l’obiettivo numero 5 è quello che mira a realizzare l’uguaglianza di genere.

D’altra parte, ricordiamo quanto affermava Margaret Thatcher: “Se vuoi che una cosa venga detta, chiedi a un uomo, se vuoi che venga fatta, chiedi a una donna”. Se la situazione in ogni parte del mondo è ancora difficle per molte donne, giova ricordare qualcosa di fondamentale anche per questo paese. Il sistema si fonda su un silenzioso patto sociale che è un dato di fatto e di cui le donne sono le principali protagoniste non riconosciute.

Nel passato, uscire di casa per andare in ufficio o in fabbrica ha costituito una grande liberazione, l’emancipazione concreta da una situazione di condizionamenti a 360 gradi. In tempi di smart working, se le donne rimangono a casa, il rischio è quello di fare un grosso passo indietro. Il lavoro da casa, per rimanare nell’attualità, può rappresentare una nuova forma di “ghettizzazione” dove la tanto agognata “flessibilità” si trasformerà nel sorriso untuoso del doppio lavoro, di maggiore “sfruttamento” e di un “confino” dove l’intero sistema che sul lavoro di tante donne è fondato, rischia di implodere. La pandemia serva anche a questo. A migliorarci e andare avanti e non a fare passi indietro.

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