Giardini: in treno la magia raddoppia

Al via la collaborazione tra Trenitalia e Grandi Giardini Italiani: scoprire in treno l’incanto del verde nel Travel Book in cui si invita a raggiungere 22 giardini del network sulle rotaie

0

Raggiungere gli incanti dei giardini più belli in modo lento ed ecologico, a bordo di un treno. Così si declina la collaborazione tra Trenitalia e Grandi Giardini Italiani, il network nato 20 anni fa che raggruppa 138 giardini in Italia.

Il primo frutto di questo accordo è un Travel Book presentato il 26 settembre presso il Binario 1 della stazione Termini di Roma, in cui si concentra l’attenzione su 22 di questi grandi giardini che si possono raggiungere con treni regionali o con le frecce. Obiettivo: uno spostamento sostenibile non impattante nelle zone attorno a questi centri di cultura verde e non solo.

Treno e giardini: a misura d’uomo

Giardini: in treno la magia raddoppia
La Reggia di Caserta nello scatto di Francesco Canestrini, Archivio Grandi Giardini Italiani

“Il treno è un mezzo ideale per spostarsi, morbido, graduale che accompagna il visitatore nel luogo di interesse attraverso paesaggi straordinari, davvero a misura d’uomo”, ha commentato Andrea Bruciati, direttore dell’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, dove c’è uno dei magnifici giardini presentati nel Travel Book. E, pensando alla direttrice Parigi-Versailles, usualmente percorsa da chi vuole andare a vedere le meraviglie di quella reggia partendo dalla capitale francese, già sta sognando di un treno, gettonatissimo, Roma-Tivoli (la cui indicazione nelle guide anche le più blasonate, ora non c’è)…

Raccontare i giardini anche con il treno

Con il trasporto regionale, soprattutto, si può superare la visione di un turismo città-centrico che vive soprattutto dentro i più grandi centri urbani, “dimenticando” quelli della provincia non meno importanti per la loro bellezza e la valenza culturale-artistica, perché spesso complicati da raggiungere e tanti sono intimoriti da traffico e/o mancanza di posteggi. “Con il treno invece, si può arrivare nei posti al di fuori dei classici circuiti turistici, in modo tranquillo, ecologico, risparmiando, anche, giungendo al centro della destinazione turistica”, ha detto Serafino Lo Piano, responsabile Sales Long Haul Trenitalia.

Proprio con il treno è arrivata in Italia (e non l’ha più lasciata), Judith Wade, che ha “inventato” i Grandi Giardini Italiani di cui è presidente. Distratta senza scampo dalle bellezze anche verdi del Belpaese (“la gente ci va, eccome, a vedere i fiorellini”, ha raccontato con convinzione), ha voluto mettere su un modello di turismo sostenibile, una vera e propria ‘filiera’, che racconti al visitatore il giardino, il parco, il luogo stupendo che è venuto ad ammirare, ma che gli dia tutte le informazioni, come ci arrivo, dove dormo, dove mangio. “Niente di meglio che usare il treno per liberare città grandi e piccole dalle macchine e affrontare la visita in modo lento, dandole ulteriore qualità, quella del tempo ritrovato”, ha concluso.

Maria Annunziata Giaconia, direttore Divisione Passeggeri Regionali, si è messa un po’ nei panni di quelli che i giardini li hanno sempre pensati come posti da sogno e basta, “un mondo sconosciuto a tanti, che invece esiste e in cui ci si può arrivare senza grossa fatica con il treno”. E ci sono grossi investimenti che stanno cercando di migliorare la situazione con l’obiettivo di un servizio soddisfacente.

I magnifici 22: giardini da sogno… in carrozza

Giardini in treno la magia raddoppia
I giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, foto di Dario Fusaro, Archivio Grandi Giardini Italiani

“Grandi Giardini Italiani – 22 luoghi da fiaba da raggiungere comodamente in treno” è il terzo dei Travel Book di Trenitalia dopo quelli dedicati ai Borghi e al Mare, sfogliabili sul sito Trenitalia (e sono previsti altri titoli della collana: Siti Unesco, Parchi e itinerari naturalistici, Wellness location e Neve).

Di ogni giardino, oltre a foto che identificano i vari luoghi da sogno, assieme a descrizioni e curiosità, si dà l’indicazione della distanza dalla stazione di riferimento, non oltre i 2 km: in Piemonte Isola Bella e Parco Pallavicino dalla stazione di Stresa (Vb); in Liguria Villa Ormond da Sanremo (Im), Villa Grock da Imperia, i Giardini di Villa della Pergola da Alassio (Sv), Villa Durazzo Pallavicini da Genova Pegli e Villa Durazzo da S. Margherita-Portofino; in Lombardia Villa Necchi Campiglio e l’Orto Botanico di Brera da Milano Centrale; in Trentino Alto Adige il Parco delle Terme di Levico da Levico (Tn); in Veneto Giardino Giusti da Verona Porta Vescovo e l’Orto Botanico da Padova; in Toscana Giardino di Boboli e Giardino Bardini da Firenze Santa Maria Novella; nel Lazio Giardino di Palazzo Colonna da Roma Termini, Giardini Vaticani da Roma S. Pietro, Villa d’Este da Tivoli e Ville Pontificie da Castel Gandolfo (Roma); in Campania la Reggia di Caserta; in Sicilia l’Orto botanico da Palermo Centrale, l’Orto botanico da Catania Centrale e il Giardino di Casa Pennisi da Acireale (Ct).

In apertura, nella foto Archivio Grandi Giardini Italiani, Dario Fusaro, l’Isola Bella e i suoi giardini barocchi

Lascia una risposta