In treno, per una mobilità sempre più green?

Aerei e automobili hanno subito l'impatto economico dello "tsunami economico" provocato dal covid. La ripresa del turismo aereo sarà meno fluida rispetto alla mobilità su binario. La domanda della mobilità in treno subirà un forte aumento

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In treno, non solo per il fascino del viaggio ma per un trasporto sempre più “pulito”. E soprattutto per valorizzare il paese. Sarà la mobilità del futuro quella che annovera l’attrattiva del viaggio in treno come soluzione “ad hoc” per fare del bene all’ambiente? Se il 2020 è l’anno del coronavirus, il 2021 sarà l’”Anno europeo delle ferrovie”.

Nel periodo che stiamo vivendo abbiamo dovuto ripensare molte cose. Aerei e automobili hanno subito l’impatto economico dello “tsunami economico” provocato dal covid. La ripresa del turismo aereo sarà meno fluida rispetto alla mobilità su binario. La domanda della mobilità in treno subirà un forte aumento. Lo dimostra uno studio della svizzera Ubs Research che sottolinea l’apprezzamento della gente per l’aria più pulita a seguito dell’epidemia di Coronavirus.

Il mercato delle “frecce verdi”, insomma, come riportato in un articolo del Corriere della Sera proprio oggi, “è destinato a crescere del 10% ogni anno in questo decennio”. Vediamo ancora cosa riporta l’articolo a riguardo: “La società svizzera di analisi prevede che il settore raggiungerà gli 11 miliardi di euro entro il 2022, poiché la crescita della domanda richiederà più materiale rotabile e ampie modifiche alle infrastrutture”.Lo studio riportato dall’articolo del Corriere della Sera mette in luce “che la ferrovia ha già avuto sulle rotte Londra-Parigi, Madrid-Barcellona e Monaco-Berlino, che hanno ormai soppiantato in larga misura le linee aeree, grazie ai tempi di attesa relativamente brevi a alla comodità di partire e di arrivare direttamente in centro città. L’Eurostar, infatti, ha più che dimezzato la domanda di viaggi aerei tra Londra e Parigi e un nuovo servizio tra la capitale britannica e Amsterdam mira a ottenere lo stesso risultato. In Italia, l’alta velocità ha avuto ricadute analoghe lungo tutta la linea Torino-Napoli e ora che per la prima volta i Frecciarossa arrivano fino a Reggio Calabria, questi effetti si estenderanno anche più a Sud”.

Ora, bisogna dirlo a chiare lettere, la vera sfida con cui bisogna cimentarsi se si vuole far apprezzare davvero a 360 gradi la mobilità in treno, è quella del trasporto regionale. Sappiamo cosa significhi viaggiare in treno su carrozze fatiscenti, lungo tratte dove sedere in un scopmpartimento vuoto, in certe ore della giornata, può essere motivo di forte apprensione per le coronarie di un pendolare.

Secondo quanto riportato nell’articolo di oggi del Corriere della Sera, “l’impegno del gruppo  Fs è quello “di rilanciare il trasporto ferroviario regionale con il rinnovo della flotta fino all’80% entro cinque anni. I nuovi treni Rock e Pop, oltre a essere riciclabili fino al 97%, rispondono a importanti requisiti ambientali che permettono di consumare fino al 30% di energia in meno rispetto ai treni di precedente generazione.In questi nuovi investimenti giocano un ruolo importante i green bond (nel 2019 emessi per un valore pari a 700 milioni di euro), che finanziano l’acquisto di nuovi treni, passeggeri e merci, nel pieno rispetto degli obiettivi di sostenibilità. Su tale base, i nuovi convogli permettono, rispetto ai treni precedentemente in servizio, di ridurre i consumi energetici e quindi le emissioni di anidride carbonica. Presto arriveranno anche i treni ibridi, già commissionati alle aziende produttrici: convogli attrezzati con motori diesel per le linee non elettrificate, con pantografo per le linee elettrificate e con batterie per viaggiare nel primo/ultimo miglio delle linee non elettrificate”.

In treno, la bellezza di ferrovie e binari dismessi

Per sottolineare ancora una volta il fascino del viaggio in treno, ricordiamo che uno dei luoghi del Fai è la tratta Cuneo-Nizza che passa per Ventimiglia, soprannominata la Ferrovia delle meraviglie che il Fondo ambiente italiano annovera tra i nostri Luoghi del cuore.

Per non parlare poi di quelle che vengono chiamate Greenways ovvero sessanta tracciati riconvertiti, 800 km di sedimi (i fondi sui quali sono posati i binari di linee ferroviarie) rivalorizzati e messi a disposizione degli amanti del cammino e dei percorsi “green”. Sono gallerie, stazioni, caselli recuperati che assicurano a turisti e viaggiatori un “pellegrinaggio” indimenticabile.

In treno, per una mobilità sempre più green?

Particolarmente “avvolgente” è il percorso dell’ex ferrovia fra Ospedaletti e Sanremo o anche la più celebre ciclovia montana che ripercorre la linea delle Dolomiti, 65 km che si snodano tra Dobbiaco e Calalzo di Cadore.

Sono progetti interessanti non solo paesaggisticamente ma dal punto di vista economico e “identitario”. Ad esempio sale d’attesa, fabbricati e magazzini merci vengono concessi in comodato gratuito da RFI, Rete ferroviaria italiana, a enti no profit e associazioni di volontariato. Come nel caso del centro operativo del Cisom (anti-incendi) che si trova oggi in un ex stabile viaggiatori a Porto Torres oppure pensiamo alla stazione di Ronciglione, oggi casa di accoglienza per bambini con gravi malattie e all’ex scalo merci di Potenza che con Legambienteè diventato luogo per rivendita di prodotti biologici a km zero.

Le riconversioni sono un elemento importante per dare un volto nuovo e meno fatiscente a questo paese. Se avviassimo anziché la svendita, il recupero di tanti altri luoghi, pensiamo al patrimonio immenso delle caserme dismesse, potremmo davvero ottenere tanto: più lavoro, più identità e più rispetto. Per l’ambiente e soprattutto per la nostra storia di italiani.

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