Green deal, strategie per il futuro

Tassare l'inquinamento e produrre una leale competitività per valorizzare l'industria italiana e la sostenibilità. Puntando al futuro. Del lavoro e dell'ambiente

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Green deal, quali prospettive? La Commissione europea, rilanciando gli impegni europei in materia ambientale, sta valutando una misura compensativa sulle emissioni importate attraverso i beni accolti nel mercato europeo da adottare nel 2021. La consultazione Meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera”, aperta dalla Commissione europea, appare indirizzata a valutare proposte che sostengano gli sforzi europei sull’ETS verso una leale competitività con i paesi produttori che non hanno analoghi obblighi ambientali.

Parlare di leale competitività alla luce della situazione attuale appare piuttosto “irreale” o quantomeno ingenuo. Soprattutto se si uscirà dalla “svendita” dei territori a prezzi stracciati a chi se li può permettere (si guardi al caso Grecia). Se la politica non saprà attuare in concreto un’ Europa solidale nei confronti dei paesi più indifficoltà e farla finita con l’idea di un’Europa nazione che ricorda sogni di “reich millenari”, il sogno dei padri europei rischia di naufragare tra populismi sterili e interessi di parte.

Green deal, servono misure strutturali, non episodiche

A parte considerazioni personali che lasciano il tempo che trovano visto che le decisioni spettano ad altri, in ogni caso, è interessante rilevare che L’AIEE, Associazione italiana economisti dell’energia, ha partecipato alla consultazione in argomento sostenendo che le misure adottate debbano andare verso provvedimenti di carattere strutturale e non episodico, che valorizzino la sostenibilità dell’industria italiana ed europea e non entrino in conflitto con le regole sul commercio internazionale.

Tra le proposte attualmente in discussione l’AIEE, dopo un’attenta analisi, ha risposto alla suddetta consultazione sostenendo la proposta ImEA (Imposta sulle Emissioni Aggiunte) approfondita dalla dottoressa Agime Gerbeti, presidente del Comitato Scientifico AIEE, ritenendole quella potenzialmente più efficace per stimolare la consapevolezza dei consumatori e valorizzare le produzioni più sostenibili in un mercato globalizzato.

Su una cosa gli scienziati e gli economisti non hanno dubbi: “Imporre prezzi sempre più elevati sull’inquinamento e distribuire i proventi ottenuti alle famiglie è una soluzione che funziona”. Come riportato infatti dal sito Citizens Climate Iniziative, “l’aumento graduale e costante dei prezzi dei combustibili fossili ridurrà l’inquinamento. Spingerà le imprese e i consumatori a optare per alternative meno inquinanti e più economiche. Tutti i proventi ottenuti verranno restituiti equamente ogni mese ai cittadini sotto forma di dividendi. La maggior parte delle famiglie a basso/medio reddito ne ricaveranno benefici. Un adeguamento delle emissioni alle frontiere consentirà di proteggere la nostra economia e promuovere l’adozione di questa soluzione a livello mondiale. Tra gli altri vantaggi figurano: un’aria più pulita; la creazione di posti di lavoro e una riduzione della spesa pubblica grazie all’allineamento delle politiche”.

Obiettivi 2030 e 2050

Ricordiamo anche, come sottolineato su Europa Facile, che per arrivare agli obiettivi proposti dall’agenda 2030, la Commissione entro giugno 2021 proporrà il riesame delle seguenti normative:

– direttiva sul sistema per lo scambio di quote di emissioni dell’Unione europea (EU ETS);
– regolamento sulla condivisione degli sforzi;
– regolamento sull‘uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura (LULUCF);
– direttiva sull’efficienza energetica;
– direttiva sulle energie rinnovabili;
– norme relative ai livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 di autovetture e furgoni.

“Carbon tax”, insomma, e revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia sono elementi importanti per il raggiungimento di questo obiettivi. O meglio, di quella che viene definita “Neutralità climatica”.

La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato a questo proposito: “Agiamo oggi per fare dell’UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050. La legge sul clima concretizza in un atto giuridico il nostro impegno politico e ci pone in modo irreversibile sulla strada verso un futuro più sostenibile. Questo atto costituisce l’elemento centrale del Green Deal europeo, e offre prevedibilità e trasparenza per l’industria e gli investitori europei. Imprime anche una chiara direzione alla nostra strategia per una crescita verde e garantisce una transizione graduale ed equa”.

Passata questa orribile tempesta che risponde al nome di coronavirus, avremo ancora più bisogno di economia e lavoro. Puntare sulla sostenibilità e sull’attuazione concreta del “Green new deal” appare come una strategia determinante entro cui far confluire le future speranze della ripresa. Perché di ambiente e di futuro avremo tutti una grande necessità.

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