Green Economy, le proposte delle imprese per migliorare energia e clima

Il Consiglio nazionale della Green economy, durante l’ultima assemblea plenaria ha approvato una risoluzione che contiene 5 proposte per migliorare il Piano nazionale per l’energia e il clima. Una risoluzione fondamentale per far fronte a quei cambiamenti climatici che sembrerebbero ormai incontrovertibili senza azioni concrete e veloci che possano contrastarli

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Durante l’ultima assemblea plenaria, il Consiglio nazionale della Green economy ha approvato una risoluzione che contiene le 5 proposte per migliorare il Piano nazionale per l’energia e il clima. Si tratta di un documento redatto da ciascun Paese membro dell’Unione Europea che contiene nient’altro che obiettivi, politiche e misure da prendere in materia di clima ed energia per la Commissione Europea.

Vediamo, appunto, come i cambiamenti climatici siano un fatto ormai conosciuto e familiare per chiunque, sotto gli occhi di tutti e difficile da ignorare. Cambiamenti climatici che sembrerebbero destinati ad essere incontrovertibili soprattutto senza delle politiche che guardino a misure concrete da prendere in tal senso per far fronte a questa crisi.

Ed è proprio a questo scopo che il Consiglio nazionale della Green economy, composto da 66 organizzazioni di imprese, ha approvato il documento con le 5 proposte pensate per il miglioramento della situazione energetica e climatica dei nostri Paesi. Proposte concrete che vanno a coinvolgere una più veloce riduzione delle emissioni dei gas serra, una riduzione dei consumi per gli edifici, un maggior utilizzo delle energie rinnovabili, la valorizzazione di un’economia circolare e di una bioeconomia e la realizzazione di un fondo nazionale per l’importante transizione energetica da mettere in atto.

Il Consiglio nazionale della Green economy, le 5 proposte

Maggiore impegno nella riduzione delle emissioni dei gas serra

Aumentare l’impegno di riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, dal 37% proposto dal Piano energia e clima, al 50%, per allinearlo con la traiettoria dell’Accordo di Parigi e per contenere l’aumento medio delle temperature al di sotto dei 2°C, accogliendo la proposta di rivedere l’impegno votata dal Parlamento europeo ed anche la proposta della Commissione UE di arrivare ad azzerare le emissioni nette al 2050.

Riduzione dei consumi energetici per gli edifici

Definire misure efficaci per raggiungere il target di riduzione del 40% dei consumi tendenziali di energia al 2030, con particolare riferimento a quelle necessarie per avere edifici sia pubblici sia privati a bassissimi consumi di energia, integrando l’ecobonus esistente con ulteriori misure per le ristrutturazioni energetiche profonde, più costose e impegnative.

Maggior utilizzo di energie rinnovabili

Aumentare la quota dei consumi di energia prodotta con fonti rinnovabili al 2030 dal 30% attualmente previsto dal Piano al 35%. Per realizzare tale più consistente obiettivo sarà necessario aumentare tutte le rinnovabili: per gli usi termici dovranno crescere ben oltre i 15 Mtep indicati dal Piano; per le rinnovabili elettriche si può andare ben oltre il 55% previsto dal Piano; per quanto riguarda le rinnovabili nei trasporti va incentivato lo sviluppo dell’elettrificazione, con elettricità rinnovabile, e quello dei biocarburanti avanzati sostenibili come il biometano e il bio-GNL.

Valorizzazione di un’economia circolare e di una bioeconomia

Inserire nel Piano il contributo importante dell’economia circolare e della bioeconomia che sono invece sottovalutate. L’economia circolare può dare un contributo notevole al processo di decarbonizzazione. Il ruolo dell’agricoltura e della gestione forestale, attività rilevanti della bioeconomia, è importante anche per le politiche energetiche e climatiche.

Realizzazione di un Fondo nazionale per la transizione energetica

Istituire un Fondo nazionale per la transizione energetica dotato di adeguate risorse perchè una transizione di vasta portata come quella energetica e climatica non può essere finanziata solo con strumenti ordinari. Questo Fondo va alimentato con le risorse prevenienti da quello per l’efficienza energetica, dai proventi dell’ETS, dalla riallocazione di almeno una parte dei sussidi ambientalmente dannosi, nonché da una parte delle risorse messe a disposizione con un efficace e fiscalmente neutro sistema nazionale di carbon pricing.

Il testo integrale della Risoluzione è reperibile a questo link: https://www.fondazionesvilupposostenibile.org/wp-content/uploads/2019/05/Risoluzione-Consiglio-nazionale-green-econmy-Piano-nazionale-Energia-e-Clima_approvato.pdf

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